
|
scrivici: sokarinnovamento@fastmail.fm vecchio sito (anche lui ora su server extracomunitario)
viaggio a Tokyo e riunioni di scuse
Dopo la venuta di Hasegawa in Italia, levati di mezzo i testimoni scomodi all’interno del consiglio nazionale, il golpe comincia a prendere forma. Hasegawa, torna ben quattro volte in Italia in occasione dei consigli nazionali mensili; dopodichè il massimo organismo decisionale dell’Ibisg viene convocato in Giappone tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio 2002. Il report ufficiale di questo corso venne redatto da Minganti. In questo report che abbiamo già pubblicato, abbiamo sottolineato i punti salienti che è importante analizzare. Ma prima di fare ciò pubblichiamo una mail dello stesso Minganti nella quale viene riportata una frase del Sig. Wada; frase della massima importanza che recita: “Vorrei che fossimo tutti d’accordo sul principio di non fare commenti all’esterno di questo consiglio,; se qualcuno facesse così non dovrebbe essere membro di questo consiglio”. E’ quindi evidente che la dirigenza giapponese stava chiedendo di parlare il meno possibile di ciò che sarebbe avvenuto in quei giorni. Ma, come vedremo in seguito, gli italiani disattesero completamente questa indicazione. Dalla lettura del documento viene fuori chiaramente che ci furono persone che si comportarono in maniera negativa, di qui la conferma che esistevano molte persone che avevano abusato della comunità dei credenti per fini personal, esistevano prestiti di denaro tra i membri, (ricordiamo il caso dello shakubuku di Tomaso Olivari che dopo aver chiesto un’ingente somma di denaro a un membro, alla richiesta di restituzione ha quasi assassinato il malcapitato membro finanziante) società tra membri (vedi casi di Maurizio Tosi a Torino, dello stesso Kanzaki) abusi sessuali, uso diffuso di sostanze stupefacenti (Titta Malusardi, Stefano Cioni e Alessandro Berti che avevano il costume di farsi le canne insieme ai membri) uso dei soldi dell’Istituto per fini personali, nonché la fornitura dell’indirizzario privatissimo dell’Ibisg da parte di Yuji Matsunaga e di Maura Serafini per la diffusione capillare della Lettera Nichiren 22. Conferma anche del fatto che la tattica usata fu quella della lamentela e del “stiamo soffrendo tanto” perché ci hanno abbassato o ci hanno tolto la responsabilità come se fosse uno status simbol. In un altro punto del report si capisce anche come il Presidente Ikeda non sapesse nulla di quanto stava accadendo in Italia, sia per quello che riguarda la versione dei dissidenti, sia per quello che riguarda la realtà dei fatti, fatti che stiamo ricostruendo e documentando. In fine l’indicazione di Kitano di non fare arrivare il documento fino ai membri. Come invece è evidente, quattro giorni dopo il ritorno in Italia, Pierpaolo Giuseppe Muzzolon girò immediatamente copia della risoluzione di Tokyo a Valdo Immovilli che insieme ad altre persone aveva già messo su la mailing list Tracce 2. La creazione di questa faceva parte evidentemente di un piano già studiato a tavolino per poter fomentare la base dei membri contro Kaneda e Littera. Questo passaggio era fondamentale per poter cambiare gestione e mandar via i vecchi direttori generali: una rivoluzione non puo’ aver luogo se non e’ appoggiata dalla base del popolo: in questo caso dalla base dei membri. Occorreva dare in pasto il mostro alla folla schiamazzante: per questo il consiglio nazionale indisse delle riunioni pubbliche di scuse mettendo Kaneda nelle condizioni di non potersi sottrarre. Come fece? Semplice: i dissidenti e gli amici dei dissidenti minacciarono una scissione. Questo è un argomento che serpeggiava già da tempo nei corridori dell’Ibisg: ricordiamo il fax di Dino Bucalo che abbiamo pubblicato, nel quale si riferiva di come Kanzaki parlasse di scissione. Non solo, ma nei famigerati studi della Macioti questa cita uno stralcio di una lettera scritta da alcuni membri emiliani al consiglio nazionale nella quale l’emerita professoressa intravede la minaccia di una scissione. Inoltre, si vociferava anche di un possibile scisma capeggiato da una vittima illustre del “sistema autoritario”: Alessandro Berti detto Alo, collaboratore di Kaneda di ventennale anzianita’. Kaneda, essendo una persona per bene, non avrebbe mai e poi mai rischiato uno scisma in Italia, pertanto era ovvio che la parola scissione esercitasse su di lui una pressione enorme, tanto che fu costretto ad inchinarsi per chiedere scusa più e più volte in lungo e in largo per l’Italia dinnanzi a dei personaggi che, imbeccati dai dissidenti e dai marcioni interni al Consiglio Nazionale, gli gridavano contro ogni sorta di insulto e vituperio, ivi compreso un “ridateci i soldi” pronunciato a una riunione di scuse alle stazioni leopoldine di Firenze, quasi come se l’emerito Direttore Generale avesse rubato il denaro dello Zaimu. Questo vergognoso concetto era uno dei cavalli di battaglia dei dissidenti, soprattutto nel nord; quei dissidenti oggi sono responsabili nazionali, vedi il caso di Nino La Piana di Torino, il quale più volte ha riferito a membri di presunti furti operati dal Sig. Kaneda. Abbiamo pubblicato il report del primo viaggio in Giappone del consiglio nazionale affinche’ sia chiaro una volta per tutte che la casa madre giapponese non consiglio’ MAI le riunioni di scuse pubbliche, ne dette mai indicazioni di operare pubblicamente, anzi, come abbiamo ben visto, si consigliava una grande prudenza. Ma il bello deve ancora arrivare: a Kaneda fu’ imposto un promemoria per le scuse da utilizzare durante le pubbliche riunioni. Questo documento, redatto talvolta in 14, in 15, o in 16 punti ha una provenienza tutta da chiarire. Per mero scrupolo qualcuno ha voluto vedere a chi era intestata la licenza di Microsoft Word con cui una delle copie fu redatta: et voila’, COLPO DI SCENA, una di queste licenze era a nome di GIUSEPPE SICARI!!! Si, esattamente quello che insieme a Matsunaga inviava i report dei dissidenti in Giappone, esattamente Lui, quello che durante la riunione di Chianciano, di cui si e’ parlato qualche puntata fa’, denuncio’, tradendo, i suoi amici Cioni e Berti confermando pubblicamente che si facevano le canne…evidentemente questo losco personaggio continuava a tramare contro i direttori generali, e la prova che il resto del consiglio nazionale (la parte marcia che oggi comanda) fosse in combutta con lui risiede proprio nel fatto che tale documento, da lui vergato, fu’ usato per le riunioni di scuse, quindi in una attivita’ ufficiale!!!! Giochiamo a fare gli avvocati del diavolo: Anche se i 15 punti fossero stati elaborati in precedenza, mettiamo dai “romani”, a che scopo il Sicari avrebbe stilato tale documento? Ricalcando le linee dei romani ed aggiungendo considerazioni di suo pugno? a che pro? E’ ovvio che tale documento passasse come una proposta per le riunioni di scuse ed il fatto che questo personaggio abbia copiato i punti elaborati da alcuni componenti del consiglio nazionale vuol dire che tali punti, destinati ad un uso interno alla dirigenza, sono stati forniti direttamente al Sicari. Quindi e’ evidente come costui fosse in combutta con la parte marcia del consiglio nazionale. Del resto fu’ proprio Minganti ad avvertirlo che a Montecatini gli avrebbero fatto la festa. Questa e’ una delle prove schiaccianti che tutto cio’ a cui abbiamo assistito in quegli anni e’ stato un vero e proprio colpo di mano operato da un branco di impostori con la complicita’ di qualche manigoldo. anzi, e’ sin troppo evidente come gli attuali gestori ed alcuni personaggi che avevano compiuto ogni sorta di porcherie, quelli per capirci che dicevano di essere stati perseguitati, avessero formato un vero e proprio fronte anti-Kaneda. Non sprecheremo tempo ad analizzare i 15 punti e le motivazioni addotte dal Sicari a commento dei medesimi: il livello di manipolazione della realta’ e’ enorme. Basti solo dire che vengono definite deviazioni dottrinali faccende che rivestono esclusivamente la sfera del comportamento: questo per poter fare apparire agli occhi dei membri la faccenda piu’ grave di quanto non fosse in realta’. Sicari parla di pubbliche diffamazioni: la diffamazione e’ un reato che sussiste quando viene lesa la altrui reputazione: allora per quale motivo i diffamanti non hanno denunciato mai i diffamatori? Evidentemente perche’ le porcherie che costoro avevano fatto corrispondevano alla realta’. Inoltre, chi era Nichiren22 si sapeva, che fossero stati forniti gli indirizzi dei membri dalla banca dati dell’ istituto ad opera di Matsunaga era cosa che lo stesso Matsunaga aveva confessato al Consiglio nazionale, che esisteva un complotto era chiaro dalla stessa strategia usata nelle diverse regioni del nord Italia, che tale strategia fosse portata avanti a forza di calunnie e tramite riunioni segrete era cosa che i direttori generali sapevano bene. La faccenda delle canne: Sicari stesso aveva fatto i nomi di Cioni e Berti durante il suo “interrogatorio”;e che i due fiorentini fumassero droga era cosa che i membri di Firenze sapevano bene dato che esistono dei testimoni oculari di tali comportamenti. Si parla di clima di caccia alle streghe: da quando in qua’ e’ una caccia alle streghe il voler ripulire un’organizzazione dalle mele marce? Se in una azienda si licenziano dei dipendenti fancazzisti possiamo dire che si tratta di una caccia alle streghe? A meno di non avere una visione profondamente distorta della realta’…inoltre, al contrario di quanto afferma questo squallido personaggio, dall’ IBISG non e’ mai stato espulso nessuno…probabilmente gli bruciava ancora il fatto di essere stato sospeso dalle attivita’ per avere abusato di una signora durante una guida…ma, ripetiamo, non perdiamo tempo ad analizzare tale documento ora. Quello che conta e’ che Kaneda fu’ dato in pasto alla folla, senza alcun rispetto e ritegno, sulla base del ricatto di una scissione. A questo proposito pubblicheremo presto altri documenti e riferimenti.
|