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verso la gestione Nakajima

 

Nella scorsa puntata vi abbiamo lasciato con dei riferimenti al ruolo giocato da Mauro Deretti, l’aggancio in Giappone di Titta Malusardi e Pierpaolo Muzzolon.

Attraverso Deretti venivano inoltrati dei documenti ai vertici dell’SGI.

A questo punto dobbiamo fare una riflessione partendo da questo carteggio tra Malusardi ed il suo aggancio in Giappone. Questo documento è il seguito di quello già pubblicato nella precedente puntata che trattava il caso di Cremona, e vi è un passaggio molto importante:” oggi Kanzaki mi ha letto il report mandato da Sakaki sulla riunione con la Maciotti , come al solito è un report "personalizzato" nel senso che è "addomesticato" secondo il suo modo di pensare : è mai possibile che un personaggio simile ( un coreano nato per sbaglio in japan e ancora più per sbaglio emigrato in italia ?) abbia ancora credito presso l'sgi ? non ho parole !” in questo passaggio si evince chiaramente che il peso ponderale di quanto affermato dai Giapponesi residenti in Italia e membri del consiglio nazionale è cosa ben diversa rispetto a quello degli italiani. Evidentemente, presso la casa madre giapponese, il credito di tali personaggi è ben diverso da quello dei vertici nostrani. E questo concetto viene corroborato dal Deretti in un suo scritto successivo in cui dichiara che se Sakaki fosse stato dalla parte dei vecchi direttori generali, questi avrebbero già vinto. tale concetto spiega chiaramente che era fondamentale avere dei referenti in Giappone che traducessero ed inoltrassero le varie lettere ed i report presso alcuni personaggi chiave nella casa madre. si spiega altresi' come mai le altrettanto numerosissime lettere di chi denunciava lo scempio che si stava portando avanti in Italia rimasero senza risposta. i giapponesi quindi giocarono un ruolo fondamentale rispetto l'esito finale di tutta la vicenda.

Se questa tesi fosse vera, come apparentemente sembra, si spiegherebbe perché dirigenti giapponesi come Kitano, Wada, Akiyama,Akiya e satelliti vari (tutti oggi rimossi)volessero a tutti i costi fare fuori i vecchi direttori generali, nonostante sapessero benissimo quali gravissime azioni avevano perpetrato tutti i responsabili esautorati all’ epoca della vecchia gestione. In realtà il regime autoritario potrebbe essere stato solamente un paravento: Il vecchio direttore generale, prima di tutti questi sommovimenti era in predicato di diventare direttore generale europeo, ed ovviamente si sa molto bene chi lo avrebbe sostituito alla guida dell’ IBISG, e considerando che il candidato era italiano, questo fatto non deve essere piaciuto affatto alla dirigenza giapponese dell' epoca. un direttore generale di nazionalita' locale non permette il livello di controllo di tutte le situazioni come nel caso di un direttore generale giapponese. come da scritti del Deretti, il peso ponderale dei nipponici presso l'SGI e' molto superiore a quello dei personaggi locali. Se tutto cio’ fosse corretto, avrebbe senso compiuto anche questo stralcio di mail che non pubblicheremo per intero, ma in cui si legge: “…. Nel 2001, l’anno del ritmo comune ero al corso estivo e un giorno fui invitata a pranzo da Maurizio (Tosi). Mi parlò di forze potenti guidate dal Giappone che presto avrebbero esautorato il Sig.Kaneda dalla carica di Direttore Generale italiano, che lui sarebbe stato in prima fila in questa battaglia e mi chiedeva se io lo avrei sostenuto. Io caddi dal pero e rimasi molto confusa, addolorata…”.

questo spiegherebbe la cecita' con cui agirono i vari Kitano e soci, tutti schierati in una sola direzione, senza ascoltare ne' tenere in debita considerazione le ragioni della controparte. una sentenza gia' scritta a monte.

A questo punto sarebbe lecito pensare ad una grande manovra con la regia del Giappone di cui sono stati attori,correi e complici consapevoli tutti gli attuali vertici che, in cambio della collaborazione, avrebbero ricevuto le chiavi del nostro istituto .questo spiegherebbe anche i motivi per cui oggi la casa madre non interviene di fronte alle gravissime irregolarita' che compiono i nostri gestori nell'esercizio delle loro funzioni.

oppure, i vertici dell' SGI fecero fuori i vecchi direttori generali italiani nell' ambito della logica di una lotta di potere all' interno dell' SGI stessa...

Queste ipotesi molto suggestive rappresenterebbero la quadratura del cerchio, ma per ora sono solamente ipotesi…promettiamo ai nostri lettori di lavorarci sopra.

Ma torniamo ad occuparci di quanto accadeva immediatamente prima della pubblicazione dell’ articolo della Macioti

Sappiamo che Minganti, oltre che lavorare con i suoi complici alla redazione di un articolo da pubblicare sul NR, per parlare del regime autoritario, si occupava anche di raccogliere, sia lettere dei suoi amici romani, sia tutte le firme di adesione al documento stilato da Jeran, Matsunaga, Notari, Zerlottin e Mazzariello. Di questo documento ne abbiamo pubblicato uno stralcio nella precedente puntata, ed oggi ne pubblichiamo il seguito che consta di tre appendici. Si puo’ notare che, ad un certo punto, la raccolta di firme vira verso il sostegno all’ operato della Macioti mediante la specifica richiesta di non denunciarla a nome dell’ istituto. Matsunaga invece si adoperava, su consiglio di Kanzaki, a tracciare una mappa di tutti i responsabili fino al livello di gruppo, per verificare chi era con loro, chi nella “zona grigia” e chi “andava a fare una scissione” contro la Soka Gakkai. Inutile dire che Yugi Matsunaga, oltre che essere un visionario(ricordate che aveva visto in Giovanni Littera il demone del sesto cielo?) è anche un grandissimo bugiardo visto che, da parte di chi sosteneva la vecchia gestione, non c’è MAI stata l’ intenzione di fare una scissione, ne esistono documenti a favore di questa tesi, che pero’ viene ventilata in un documento-raccolta firme- sottoscritto da tutti i responsabili piemontesi marci, in cui si notano le illustri sottoscrizioni di Maurizio Tosi e Nino La Piana. Quest’ ultimo continuava la sua battaglia raccogliendo documenti contro i vecchi direttori generali e scriveva al consiglio nazionale di farli circolare per mail oppure, se recapitati a mano, seguire l’ ordine da lui suggerito.

Dopo la pubblicazione dell’ articolo della Macioti, alla fine del mese di agosto del 2002 si svolge a Montecatini il corso nazionale dove una delegazione di traccini si riunisce presso l’ hotel Adua ed elabora un piano di riforme strutturali dell’ IBISG da inoltrarsi al consiglio nazionale. Interessante a questo punto pubblicare questo documento dell’ uomo per tutte le stagioni Andrea Bottai che, dopo aver giurato fedeltà alla nuova gestione tradendo vergognosamente la vecchia, ha il coraggio di scrivere queste proposta per il corso. Visti i suoi comportamenti, la parola “democrazia” fa venire i brividi, quando viene pronunciata da un siffatto individuo.

Intanto, gli studi della Macioti, debitamente tradotti dai vari giapponesi e corrispondenti per il giappone sortiscono un effetto devastante: la dirigenza giapponese, alla luce di questi nuovi fatti, e considerando in quale grandissima considerazione vengano tenuti gli studi di sociologi presso la casa madre nel sol levante, si comincia a muovere nel senso di sostituire il vecchio direttore generale. In questo senso, dal report di una riunione con Kanzaki tenuta in casa di Patrizia Porretto, si evince dalle parole di Kanzaki come il vero obbiettivo di tutta la dirigenza marcia, che aveva fomentato i membri negli ultimi due anni, sia quello di fare rimuovere i vecchi direttori generali.

Nel frattempo un Minganti scatenato inizia a rilasciare interviste alle testate amiche delle PR. Ricordiamo che già da queste colonne trattammo il caso, e con l’ occasione riproponiamo i nostri scritti dell’ epoca: http://www.sokarinnovamento.ru/sokarinnovamento/sr0005.html

http://www.sokarinnovamento.ru/sokarinnovamento/sr0006.html

Dopo questi eventi il clima si calma e si arriva alla riunione a Firenze dell’ 8 dicembre 2002 in cui viene annunciato il nuovo direttore generale Tamotsu Nakajima. I romani hanno vinto. Gli attuali vertici dicono che tale nomina è stata fortemente voluta da Sensei, ma su questo concetto deve pendere un grosso punto interrogativo, in quanto nessuno di noi ha assistito alle discussioni ed alla nomina stessa. Riguardo le politiche gestionali italiane possiamo solo dire che quella di Tamotsu Nakajima era una nomina scontatissima, poiché Kanzaki era fuori discussione per tutto ciò che aveva combinato negli ultimi due anni, Littera era uno dei responsabili maggiormente discussi, pertanto rimaneva soltanto Nakajima. Inoltre è usanza della Soka Gakkai, che un responsabile uscente proponga il nome di chi gli succederà.

Perciò non sarebbe poi così lunare che il nome di Nakajima fosse stato fatto dallo stesso vecchio direttore generale. Una lezione di modi di fare giapponesi, particolarmente adottati nella SGI, la possiamo trovare nell’articolo:”L’istituto buddista saluta il nuovo direttore generale”, comparso sul “Nuovo Rinascimento” il 12 gennaio 2003. In quest’articolo il vecchio direttore generale dice:”Avevo avvisato da tempo la SGI e il presidente Ikeda sul cambiamento del mio lavoro. Finalmente ho realizzato un progetto molto grosso di allevamento per il quale devo rimanere in Sicilia otto mesi all’anno, per questo motivo non ho tempo per fare attività.” La solita modalità di scusa adottata dalla SGI per salvare la faccia, in questo caso caldamente suggerita al vecchio direttore generale. Se si legge fino in fondo l’articolo, si può trovare, nell’organigramma nazionale, il nominativo di uno dei personaggi che avrebbe dovuto essere rimossi nel 2001, perché coinvolto nella famosa questione dell’uso di droghe all’interno delle attività buddiste.

Tutto ciò non può non sortire un effetto devastante nell’animo di chi conosceva bene tutta la vicenda. Nel frattempo, la professoressa Macioti continuava a sentire telefonicamente e ad incontrare i traccini.

Dato il successo ottenuto dalla nostra ricostruzione storica, la redazione di Sokarinnovamento ha deciso, all’unanimità, di continuare a ricostruire eventi e fatti che hanno portato al potere questa gestione così malnata e malsana, fino all’anno 2004.