Sabato 31 e domenica 1 febbraio si è svolto il
consiglio nazionale dell’ IBISG. Diciamo subito che la definizione
“consiglio nazionale”, da un punto di vista statutario, non esiste,e
quindi,da un punto di vista legale, non esiste neanche questo
organismo. Infatti, gli organi previsti dallo statuto attualmente in
vigore sono:
il presidente
il direttore generale
il consiglio dei ministri di culto
il comitato direttivo finanziario
la consulta nazionale
il collegio dei revisori dei conti
Come ben vedete non c’è traccia di “consiglio
nazionale”. Non fatevi trarre in inganno: la consulta non ha potere
di prendere decisioni.
Infatti, secondo l’ articolo 6
dello statuto:
LA CONSULTA NAZIONALE
1.
Sono membri di diritto della Consulta Nazionale tutti i Responsabili
delle Aree territoriali e tutti i Responsabili nazionali di cui all’articolo
4, commi 6 e 7.
2. Il Consiglio dei Ministri di Culto può nominare membri aggiunti
della Consulta in numero non superiore al 10% (dieci per cento) dei
membri di diritto, scegliendoli tra i fedeli ritenuti idonei a dare
un contributo in termini di esperienza e di saggezza e a costituire
un qualificato raccordo tra l’Istituto e la società.
3. La Consulta può essere ascoltata
dal Presidente, dal Consiglio dei Ministri di Culto e dal Comitato
Direttivo Finanziario. Essa può chiedere di essere ascoltata
dagli stessi organi ai quali può comunque avanzare istanze e
proposte.
4. La Consulta dura in carica due anni, salvo che il Presidente,
udito il Consiglio dei Ministri di Culto, non ne disponga la proroga
per un periodo non superiore ad un anno.
Attenzione, altro organo di cui non vi è traccia
nello statuto sono le nuove realtà regionali. Queste realtà sono
state fondate e messe in opera arbitrariamente dai nostri
dirigenti,come altrettanto arbitrariamente sono stati nominati da
Roma i responsabili regionali, rigorosamente tra gli amici fidati, e
senza consultare nessuno. Invero, l’ introduzione delle realtà
regionali era prevista nel nuovo statuto,quello di cui la Melandri
annunciò l’ approvazione al Kaikan di Roma, per capirci,statuto che
all’ epoca non era stato neanche discusso dalla presidenza del
consiglio dei ministri,e che tuttora è in stand-by,quindi non
operativo.
Poiché era il primo consiglio nazionale dell’ anno,
era presente anche il sig.Tahakashi, direttore generale europeo.
Durante questo incontro è stata annunciata la nomina di Anna Conti a
vicedirettore europeo al posto del defunto Kanzaki, e quella di
Vittorio Sakaki a segretario, sempre a livello europeo. Inutile
soffermarsi su Anna Conti le cui gesta, lavorative e non, sono ben
note ai lettori di questo sito; su Sakaki possiamo solo dire che è
(o si crede di essere) uno dei papabili alla successione di Nakajima
alla direzione dell’ IBISG. Ovviamente tra le sue credenziali c’è
anche quella di aver combattuto e di combattere Kaneda; memorabile
il suo contributo nel 2001/2002 nel tradurre e nell’ inviare
materiale fazioso in Giappone…ovviamente non il solo;gli faremmo
grave torto se non l’ accomunassimo all’ ineffabile Yugi Matsunaga
di Milano…
Tahakashi , durante la lezione di studio del Gosho
“lettera da Sado”,ha regalato alla platea una mirabile quanto
indimenticabile perla della sua profonda ed incommensurabile
saggezza; in sintesi: “il Presidente Ikeda
è molto severo,noi non siamo il Presidente Ikeda,
quindi noi non dobbiamo essere severi…”
Come direbbe Ezio Greggio: è lui o non è
lui???sicuramente non era lui,visto che solo una persona, che avesse
degustato un generoso,genuino,inebriante vinello locale, avrebbe
pronunciato una tale bestialità;soltanto uno stato conclamato di
ebbrezza alcolica avrebbe giustificato cotale affermazione.
Solamente l’ oblio che deriva dal suadente abbraccio di Bacco può
aver fatto dimenticare a questo personaggio,o più probabilmente alla
sua controfigura, che lo stesso presidente Ikeda ci dice che
dobbiamo diventare tutti presidenti della Soka Gakkai;solamente un
gaudente, dopo essersi fatto un paio di litri di vino dei
castelli,può permettersi di mettere Ikeda su di un piedistallo tanto
da affermare implicitamente che questi è un Budda, o comunque un
personaggio che può esercitare esclusivamente lui la
prerogativa della severità, e noi poveri cretini che finanziamo
questo barnum con i sacrifici che impone la congiuntura economica
attuale,no…oppure Tahakashi ha omesso un passaggio indispensabile e
plausibile secondo “la nuova dottrina”:Sensei è una nuova
manifestazione del budda eterno…un nuovo budda originale…
Quale tipo di relazione maestro-discepolo evoca
questa delirante affermazione,se al discepolo viene preclusa la
possibilità di avere le prerogative dell’ illuminazione del maestro,
severità compresa? Di quale non dualità di maestro e discepolo
parlano costoro nelle nostre riviste? Nichiren stesso nel Gosho “l’
eredità della legge fondamentale della vita” scrive: recitare Myo Ho
Renge Kyo con la consapevolezza che non esiste nessuna differenza
tra Shakyamuni illuminato nel lontano passato, il Sutra del loto,
che è la strada dell’ illuminazione di tutti gli esseri,e noi comuni
mortali…”Nichiren include se stesso tra i comuni mortali e questo
bel tomo mette Ikeda su di un piano diverso rispetto a noi tutti…e
Tamotsu ha confermato!!! Come direbbe il grande Totò:
Ma mi faccia il piacere!!! Paradossale è che il Gosho
spiegato, cioè lettera da Sado,finisca specificando:”allo stesso
modo, i discepoli rinnegati dicono che NICHIREN è il loro maestro,
ma che è troppo rigido, ed essi propagheranno il Sutra del Loto in
modo più flessibile. Sono ridicoli, ridicoli, come la luce della
lucciola che ridedel sole e della luna,come il formicaio che guarda
dall’ alto in basso il monte HUA, come una pozzanghera che disprezza
il grande mare, o come una gazza che prende in giro la fenice
cinese…”snd. Vol 4 pag 83
é di una evidenza allarmante che i fedeli italiani
non sappiano dove sta di casa la severità:altrimenti non
permetterebbero a questi figuri di inquinare la nostra fede con
queste genialità. Non dimentichiamo che la severità, in primis nei
confronti di noi stessi, è un concetto che va a braccetto con quello
di serietà…
ma evidentemente il Kosen Rufu italico deve essere
portato avanti all’ insegna di Pulcinella…
Tanto per completare il quadretto sul dinamico
Nakajima,durante la consulta è stato chiesto quanti fossero oggi i
Danto in Italia, e che fastidio ci danno. Di questo argomento
avrebbe dovuto trattare la divisione giovani che aveva preso l’
impegno di farne una ricerca: Mattia Duni responsabile nazionale GU
, e neo nominato vice responsabile del comitato europeo
giovani,imbarazzato, ha lasciato parlare Tamotsu che ha risposto NON LO SO. Ovviamente la risposta vera alla domanda l’ ha
dovuta fornire Kaneda…Domande: cosa ci sta a fare Nakajima, se non
si occupa nemmeno di tali questioni? Che razza di direttore generale
è costui? Tamotsu costa all’ istituto, quindi a tutti noi, circa
NOVANTAMILA euro l’ anno…cacciati dalle tasche dalla moltitudine di
membri che oggi non arrivano a fine mese…cosa farà di tanto
importante da meritare un così lauto stipendio? E cosa fanno gli
altri stipendiati dell’ Ibisg,membri del sedicente consiglio
nazionale, oltre combattere la loro guerra personale contro Kaneda,
Littera ed i vecchi responsabili? Quale attività PR si svolge
attualmente in Italia tale da giustificare il lauto stipendio di
Minganti, a parte gli inciuci con Veltroni, la Melandri e
personaggi vari del PD?La risposta evidente è: NULLA. così come
NULLI sono i contenuti di fede di queste riunioni.
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