A cosa servono le
riviste? Dovrebbero servire ad incoraggiare nella fede i membri
italiani ed a trasmettere loro i principi base del buddismo che
pratichiamo, congiuntamente alle guide di fede di Daisaku Ikeda.
Messa così nulla da eccepire…addirittura potremmo affermare che le
riviste sono un complemento indispensabile allo studio del buddismo
di Nichiren Daishonin.
Ma ,purtroppo c’è sempre un ma...vediamo in concreto
come sono realizzate le nostre pubblicazioni. Buddismo e società,
la rivista dei “romani”,già da quando si chiamava 2001 pubblicava
castronerie dottrinali di proporzioni mostruose,vedi ad esempio gli
articoli del professor Nakano e del professor Yukyo Matsudo,alcune
delle cui perle ho utilizzato nello scritto”il
budda originale, chi è costui” nelle colonne di questo
sito. In Questa rivista, allora diretta da Roberto Minganti,a detta
di un suo fedelissimo redattore,Giulio Mario Rampelli, non si
usavano le definizioni di Hinayana,insegnamento provvisorio, e si
usavano “cum grano salis” concetti quale quello di budda originale.
Come allora si può avere la pretesa di trasmettere correttamente il
buddismo che pratichiamo se si nascondevano/nascondono i concetti
per i quali Nichiren Daishonin ha dato la vita? I redattori
venivano, e tuttora vengono,scelti sulla base della militanza
politica, rigorosamente di sinistra,come se chi la pensa
diversamente non fosse in grado di scrivere un articolo decente
sulla fede. Queste scelte, anche se i nostri dirigenti non lo
ammetteranno mai, inevitabilmente hanno portato qualche anno fà ad
un crollo degli abbonamenti della rivista romana,tanto che, dopo
indicazioni dei responsabili locali atte a stimolare i membri ad
abbonarsi, il consiglio nazionale ha fatto la scelta “politica” di
trasferire il materiale per lo studio mensile dal NR a questa
testata,cosicchè i membri, per preparare la lezione di studio,
debbono per forza abbonarsi a buddismo e società,salvando di fatto,
con questa operazione cosmetica, posti di lavoro riservati agli
intoccabili, e la possibilità di continuare a gestire una rivista
con i collaboratori politicamente schierati ed attivi come sopra. .
Ma questo è solo un briciolo del tutto; dopo la famosa“rivoluzione
differente” per delegittimare i vecchi dirigenti, le cose sono
ulteriormente peggiorate ed è cominciata una trasmissione del
buddismo assolutamente grottesca se non fosse in realtà tragica per
gli effetti che avrà sulla vita delle persone. Qualche esempio:nell’
ultimo numero di NR, il 410, alla fine della guida del presidente
Ikeda, viene riportata una nuova traduzione di Gosho:
«Anche se attualmente incontriamo la grande prova delle
persecuzioni, nella prossima vita
diventeremo Budda. Le nostre attuali tribolazioni sono come
la moxa che, pur essendo dolorosa al momento, in seguito ha un
effetto benefico e quindi non si tratta di un dolore vero e proprio»
(RSND, 1, 886), n.d.r
Nella vecchia traduzione si diceva:”in futuro otterremo la buddità”.orbene,
in futuro è molto diverso da “nella prossima vita”,chi ha tradotto
il Gosho, o è un totale incapace dal punto di vista del suo lavoro,o
non pratica visto che ignora il fatto che Nichiren ha scritto un
Gosho intitolato “il raggiungimento della buddità in questa
esistenza”,o fa da servitore ad un piano atto a modificare ed
adattare l’ insegnamento. Oltretutto, è difficilissimo credere che
il presidente Ikeda possa avere avallato una simile traduzione. Se
si nega il principio di ottenere la Buddità in questa esistenza,
come invero è negato in questa delirante traduzione, va a cadere una
delle differenze principali tra la nostra e le altre religioni, tra
il nostro ed i buddismi provvisori. Anche in passato è stata notata
una bella differenza tra la traduzione dei discorsi del Presidente
Ikeda in video e gli stessi riportati sul NR:i secondi risultavano
molto ammorbiditi nei toni e nei contenuti rispetto ai primi.
Oggi
su buddismo e società si pubblicano moltissime cose del presidente
Ikeda,ma con questo genere di traduttori non possiamo di certo
dormire sonni tranquilli.
altro esempio: sul numero 350 del maggio 2006 si legge:
Nello zaimu, che viene un po' sottovalutato e che invece è
una causa fondamentale per il
raggiungimento della Buddità” .
Chi ha scritto codesta colossale cretinata,o ignora cosa dice
Nichiren Daishonin a proposito di Nam Myo Ho Renge Kyo e delle sei
paramita, oppure sta distorcendo l’ insegnamento ad uso e consumo
di questa gestione che, trasmettendo un buddismo artefatto e di
comodo,non permette ai suoi membri di ottenere benefici dalla fede
e, di conseguenza ha problemi gravi e cronici di carenza di
offerte. Nichiren Daishonin non ha mai chiesto offerte ai suoi
discepoli, non ha mai organizzato “Zaimu days” a Kamakura per
sostenersi,non ha mai chiesto abbonamenti alle lettere che scriveva
per i suoi discepoli… È chiaro che questo continuo mungimento di
danaro serve per ripianare le spese di una gestione evidentemente
scellerata.
Inoltre, da qualche tempo sul NR compaiono articoli
di comodo atti a difendere le posizioni dei nostri dirigenti, che
noi mettiamo in discussione. quando nel numero 407 Minganti parla di
pubbliche relazioni e di compiti delle medesime dice:
Allo stesso tempo di proteggere il nostro Istituto
dalle diffamazioni o dagli attacchi che può ricevere:
viviamo nell'epoca di mappo e la stupidità trova sempre nuovi
modi per mostrarsi. L'ultimo è internet, per esempio.
In realtà il dottore in questione non sta proteggendo
l’ istituto, ma esclusivamente se stessoe la propria immagine dal sacrosanto e dovuto “redde rationem”
sui suoi comportamenti passati e presenti, nonché sulla legittimità
del proprio ruolo di guida religiosa all’ interno di questa
comunità.
Infatti, successivamente nel numero 409 compare l’
intervista a Raffaele Capone, il quale dichiara:
Redazione: Come vivevate l'attività per gli altri?
RAFFAELE:
C'era un grande entusiasmo, anche se tutti avevamo grandi
difficoltà, siamo stati sostenuti
anche dai responsabili romani
Ed
in seguito:
Al centro c'è stata sempre la guida del presidente
Ikeda. Dall'inizio alla fine. Nel momento in cui questo aspetto si è
indebolito si è insinuato il demone, la difficoltà.
Redazione: Quindi c'è stato questo momento di difficoltà
necessario per crescere. Adesso le cose stanno migliorando?
RAFFAELE:
Siamo in una fase di ricostruzione, prima di tutto individuale.
Ognuno sta riappropriandosi del cuore della pratica. Noi possiamo
creare una bella organizzazione, dove le persone possono praticare
il Buddismo con gioia. Il nostro compito è trasmettere il cuore del
maestro, non è dare ordini.
Mai
prima d’ora si era usato il termine specifico di “responsabili
romani”.Per come è formulato l’ articolo è chiaro che si vuole
creare la contrapposizione tra Romani, ovvero quelli che oggi
guidano l’ istituto, “buoni”, e quelli che in passato davano ordini,
“cattivi”.é fin troppo lampante che articoli di questo genere hanno
diversi obbiettivi:
1.
mantenere vivo nei membri un ricordo negativo del passato per poter
continuare a tenere lontani i vecchi gestori infischiandosene
altamente che questa è una spaccatura nell’ unità dei credenti.
2.
Rafforzare le proprie posizioni rivendicando la
propria funzione di”salvatori della patria”
3.
distogliere lo sguardo dei membri dalle scorrettezze
presenti facendoli guardare al passato
4.
apologizzare il proprio ruolo nella leadership dell’
istituto per combattere chi, giustamente dico io, la mette in
discussione.
Quale beneficio
nella propria fede ne traggono i membri da articoli di questo
genere?Quali benefici si traggono dall’ abbonarsi a riviste che ,
oltre a pubblicare vaccate dottrinali di dimensioni cosmiche,servono
ad apologizzare una dirigenza tutta da ristrutturare?
é ovvio che il problema non è chi
propaga un insegnamento,ma quale insegnamento si propaga. Se questa
dirigenza, per quanto discutibile, propagasse il buddismo di
Nichiren Daishonin nessuno avrebbe nulla da ridire,ma se l'
insegnamento che si trasmette è alterato, ed in questo caso fin
troppo chiaramente lo è...tirate voi le conclusioni.
Il Rinnovamento Soka on-line - il sito che tiene aggiornati sui fatti e gli avvenimenti nell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e nella Soka Gakkai Internazionale.