Rapina durante la giornata dell'
offerta al Kaikan di Milano
Anche questa!!! Durante uno
degli ultimi Zaimu Day svoltisi al centro culturale di Milano,
alcuni malviventi si sono introdotti nel medesimo alla fine della
giornata ed hanno portato a termine il loro disegno criminoso.
Probabilmente costoro pensavano di trovare tutto l' incasso della
giornata, ma così non è stato, e si sono forzatamente limitati a
rapinare un sokahan. bottino, circa 700 euro. Sembra che siano state
usate bombolette di gas soporifero, ma sulla fondatezza di questa
notizia verificheremo.
le ipotesi circa l'origine del
gesto criminale sono molte; alcune di queste:
vi è stato un basista tra i
membri milanesi?
il crimine ha avuto origine
dagli sms che sono circolati per invitare all' evento anche persone
che non praticano?
Ed
ora alcune considerazioni: a che razza di persone viene permesso di
frequentare gli zadankai, e quindi le nostre case?
come mai, precedentemente,
questi episodi non si sono MAI verificati? e non dite che ora
accadono perchè abbiamo superato quota 50.000 membri,in quanto
le persone che effettivamente frequentano le riunioni non sono più
di 23-24.000,inclusi i naitoku ,ben meno quindi degli ultimi anni
della vecchia gestione. questi dati sono ufficiali e non
controvertibili, al di là di quanto raccontano in Giappone i nostri
direttori.
che razza di Buddismo ci fanno
praticare i nostri dirigenti se, in maniera così lampante,non
si manifesta la protezione del Gohonzon ?
quale protezione attiva nell'
ambiente la pratica dei nostri ministri di culto, e come proteggono
costoro, effettivamente, la vita dei membri?
come sono protetti i Gohonzon
che si trovano nei nostri centri culturali?
A questo
proposito una riflessione particolare: immaginate per un istante di
essere responsabili di gruppo o di settore. Se un vostro membro
subisce una rapina in casa sua ove è custodito il Gohonzon che gli è
stato affidato, voi quantomeno sareste molto preoccupati per la sua
fede e per come protegge la sua vita...giusto? e sicuramente, per il
suo bene osservereste molto più da vicino il suo percorso di fede,
la sua attività, i suoi atteggiamenti, ovviamente per cercare di
sostenerlo a risolvere il problema di protezione che si è
manifestato. Orbene, tra il livello di fede di un membro come da
esempio sopracitato, ed i nostri dirigenti, non vi è alcuna
differenza. E questo è un dato di fatto oggettivo, visto che tra il
risultato dell' esempio, e la rapina al centro culturale di Milano,
non vi è alcuna differenza. Stesso ichinen,quindi stesso
atteggiamento, quindi stessi risultati. A meno che non vogliamo dire
che la mistica legge di causa ed effetto è semplicemente una
chiacchiera, oppure che per alcuni funziona in un modo e per altri
in un altro.
Pertanto,dopo l' esplosione delle fogne
e la rapina al Kaikan di Milano di cui si parla, cosa aspettano i nostri
responsabili a rivedere il loro atteggiamento nella fede, e cosa
aspettano a fare ammenda dei loro errori e delle distorsioni
dottrinali che hanno introdotto?
O forse, questi episodi
riguardano esclusivamente le vita dei membri e questi personaggi
sono comunque fatti salvi dalle responsabilità davanti al Gohonzon
di questi episodi?
Possibile che non comprendano
che tutto ciò si manifesta sulla base delle deviazioni dottrinali
che millantano come pratica corretta? forse aspettano che ci scappi
il morto? e già ci siamo andati vicino, quando a Roma,due anni
fa,durante il corso estivo di Fiuggi 2006, prima dell' ultimo turno
di protezione al centro culturale della capitale, un sokahan,
durante i tragitto per arrivare a fare la sua attività, venne
accoltellato nei pressi del medesimo centro.
Probabilmente è giunta l' ora
di dire basta a tutto questo.
Ikeda nelle sue guide si è
sempre raccomandato di proteggere le attività buddiste, i membri e
le donne in particolar modo, tanto da evitare incidenti. Ha spiegato
che un singolo incidente ha il potere di distruggere gli sforzi di
mille persone. E’ arrivato al punto di rimproverare severamente
Kitano perché in Giappone cadde un aereo civile nella sua area di
attività; questo per ricordargli la sua responsabilità a proteggere
tutto l’ambiente! E questa storia girava molto tra i membri
dell’ istituto all’ epoca della venuta di questo personaggio in
Italia. Dove sono finite le ore di Daimoku rivolte a proteggere le
riunioni, i corsi a Trets, o la felicità di un semplice membro? Dove
sono quei responsabili che hanno giurato di realizzare Kosen Rufu a
costo della propria vita? Naturalmente adesso ci si nasconderà
dietro vaghe giustificazioni o mezze verità, come da troppo tempo
ormai, avviene in seno al nostro istituto.
Dato che tutto questo si
verifica all’ interno dell’ IBISG, è sintomo chiaro che il BACO ( o
parassita che dir si voglia) è entrato e agisce ormai da tempo nelle
viscere del Leone SOKA,o per meglio dire dell’ IBISG medesimo; e
non dite che quel parassita è SOKARINNOVAMENTO, perché dove
l’insegnamento è corretto, senza interpretazioni arbitrarie,
personali o di altre esimie persone, QUESTE COSE NON ACCADONO!!!
Toda diceva:
“Non esistono errori nel Buddismo del Daishonin”.
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