Perché
le nuove traduzioni risultano non solo inutili ma anche
fuorvianti?
Innanzitutto vorrei precisare che il Daishonin parla nei
suoi scritti di studiosi di Buddismo che “pur lodando il
Sutra del Loto ne distruggono lo spirito”. Al
contrario, persone ignoranti che non riescono neppure ad
imparare un solo passo del Sutra del Loto ottengono
l’illuminazione.Un bel controsenso, vero?Eppure una ragione
c’è ed è chiarissima: essere in accordo o meno con lo
spirito del Sutra del Loto.Cosa significa?
Se
incontrate un vostro caro amico di Roma che da tempo avevate
perso di vista, nel salutarlo egli potrebbe anche
esclamare: “ Ma li mort.. tua, cosa hai fatto tutto questo
tempo?”
Cosa
mi sta dicendo?
1)
Brutto infame quanto ti odio spero di non vederti mai più!!
2)
Sono così contento di vederti che spero di non perderti più
di vista per così tanto tempo!
Due
cose opposte. Letteralmente sembra un’offesa , e posso
reagire male (1). Ma se cerco di capire lo spirito di ciò che può animare una simile esclamazione, posso
ribaltarneil senso(2). Ovviamente quando
guardo in faccia l’interlocutore diventa tutto chiaro.Nelle
traduzioni degli scritti del Daishonin questo non è
possibile.Desidero prendere la traduzione del Gosho
“Felicità in questo mondo” nei seguenti versi:Nuova
traduzione:
Quando c'è sofferenza illuminati rispetto alla sofferenza,
quando c'è gioia apriti alla gioia. Considera allo stesso
modo sofferenza e gioia e continua a recitare NMRK. Come
potrebbe non essere questa la gioia senza limiti della
Legge? Rafforza il potere della tua fede più che mai.
Cosa
intende il Daishonin?
Quando
soffro mi devo illuminare alla sofferenza, ma quando ho
gioia mi devo aprire alla gioia… perché non devo illuminarmi
anche alla gioia, anche se poi mi dice che le devo
considerare allo stesso modo? E poi mi dice: “Come potrebbe
non essere questa la gioia senza limiti della Legge?” Ma
di quale gioia sta parlando? Quella che deriva
dall’ambiente, o quella che deriva dalla Legge? Direi che è
un bel rebus….
La
vecchia traduzione riporta: “Soffri per quel che c’è da
soffrire e gioisci per quel che c’è da gioire. Considera
entrambe (sofferenza e gioia) come fatti della vita e
continua a recitare NMRK qualunque cosa accada. In questo modo sperimenterai una gioia derivante
direttamente dalla Legge.”
E’
chiaro che il Daishonin sta dicendo: Se vuoi ottenere una
condizione vitale di gioia che deriva dalla Legge, devi
continuare a recitare NMRK “qualunque cosa accada”,
sia quando soffri, sia quando gioisci, senza preoccuparti di
ciò che di bello o di brutto ti accade nella vita. In
pratica significa che esistono due tipi di gioia, uno che
viene dall’esterno e dipende dall’ambiente (“dai fatti
della vita”o mondo di estasi), l’altro di cui parla il
Daishonin che deriva direttamente dalla recitazione di NMRK
è indipendente da fatti della vita (mondo di Buddità).
Questa è la gioia della Legge.
A
questo punto appare chiaro che: anche se la nuova traduzione
è letterale, confonde lo spirito che un
praticante dovrebbe avere quando prega al Gohonzon. Nel
Gosho “Lettera ad Akimoto” si legge: “Il Gran Maestro Tz’u-en,
scrisse i dieci volumi dell’Hokke genzan in cui lodava il
Sutra del Loto, eppure cadde nell’inferno. Quest’uomo
era il principale discepolo del maestro del Tripitaka…(…).
Le sue parole erano simili a quelle del Sutra del Loto,
ma lo spirito era quello dei sutra precedenti. Questa fu
la ragione della sua caduta nell’inferno.
”Questo
Buddismo ha sia l’amore materno incondizionato, che la
severità del padre. I sutra precedenti hanno solo l’amore
materno. Questa è la ragione per cui se per paura della
società si ammorbidiscono le parole e i concetti dei Gosho o
degli scritti di Ikeda in realtà se ne distrugge lo
spirito.
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