"...Oggi il Consiglio dei
Ministri ha approvato lo statuto dell' IBISG..."
Questo è quanto
dichiarato ieri a sorpresa dal Ministro delle politiche giovanili e dello sport
del governo Prodi dinnanzi ad una platea giubilante riunita nel Butsuma grande del Kaikan di Roma. Questo significa che l' intesa è
sempre più vicina. Presentiamo qui la trascrizione del discorso
dell' On. Melandri come materiale utile per una riflessione
personale, al di là di quanto dichiarato in superficie. Presentiamo
inoltre anche l' intervento del Sig. Nakajima con lettura di un
breve messaggio dello staff segreteria del presidente Ikeda,e le
motivazioni dell' assegnazione del premio "Nuovo Rinascimento".
Buona lettura.
(presentatori)E adesso un altro
intervento: chi lo farà? Vi diamo qualche indizio
È una donna
È romana ma è nata a New York
È giovane
Per lavoro si occupa di giovani
E sempre per lavoro è molto
impegnata anche nello sport
Mi sa che avete capito?
*applausi*
(Melandri)Buonasera in tanto vi
ringrazio moltissimo per questa accoglienza così calorosa e generosa
che vorrei ricambiare anch’ io con un applauso per voi e voglio
anche subito dirvi che sono molto felice di essere qui, e seppure
sono meno felice di essere arrivata in ritardo, mi scuso di questo;
avrei voluto avere più tempo a disposizione anche per ascoltare la
vostra discussione di prima. Avrei voluto essere qui per sentire le
vostre parole, i vostri dialoghi per capire di più ciò che vi spinge
nelle vostre scelte e nella vostra associazione, però ho una buona
giustificazione: perché ero in consiglio dei ministri dove, oltre
al federalismo fiscale, grande tema per il nostro paese, però
abbiamo oggi anche approvato il DPR che riconosce lo statuto dell’
istituto italiano soka gakkai.
Per la verità è molto
interessante. È una coincidenza assoluta. Diciamo che non è una
coincidenza forse diciamo che c’ è un senso. Ecco però non era
previsto, non era (ripetuto 3 volte) costruito, non c’ era nulla
di…. Non c’ era una regia politica, ma una regia molto più grande.
Detto questo io voglio dirvi
poche cose. So che avete già avuto modo di apprezzare in pieno l’
esperienza della consulta per il pluralismo religioso e culturale,
voglio solo dirvi qualche parola in più perché abbiamo imboccato
questo cammino, un cammino secondo me di grande interesse per
nostro paese.
Di solito per i problemi più
difficili, per i problemi più complessi, si pensa sempre di
rivolgersi a dotti ed esperti per la loro soluzione. Questa volta il
ministro Amato ed io abbiamo deciso di rivolgerci ai giovani, ai
ragazzi di questo paese, non ci siamo rivolti ai dotti e agli
esperti, abbiamo voluto chiedere un aiuto concreto ad un sano
protagonismo dei giovani ragazzi e delle giovani ragazze che nel
nostro paese sono impegnati nelle loro comunità religiose, nelle
loro comunità culturali e ci siamo incamminati per una strada che
sono sicura porterà dei buoni frutti anche grazie a voi.
E dopo- quanti sono adesso?- Sei
mesi dal primo giorno in cui solennemente abbiamo insediato la
consulta e devo dire l’entusiasmo, che il vostro entusiasmo ha
veramente gonfiato la vela della nave con cui stiamo cominciando a
prendere il largo con determinazione e speranza.
Non mi dimentico che quando
abbiamo istituito l’ anno scorso la consulta, abbiamo chiesto a
tutti i ragazzi e le ragazze che rappresentavo le loro comunità
religiose di portarci uno o più volumi. In uno dei volumi che
portaste nell’ ottobre scorso ho trovato un paragrafo intitolato “la
natura del dialogo”.
Un paragrafo, appunto dello
scritto di Ikeda, in cui si descrive la vera essenza del confronto
come leggo testualmente “capacità e volontà di sorreggersi
reciprocamente”.
Non solo per trovare un
compromesso, ma piuttosto per cercare insieme la via per crescere
insieme. Io credo che questo sia importantissimo. Noi nell’
istituire questa consulta abbiamo scelto di riconoscere un valore
preliminare a tutti gli altri valori, e questo valore, non
negoziabile, era in pieno riconoscimento delle identità culturali e
religiose di ognuno di voi.
La consulta del pluralismo
religioso non nasce da un’ ipotesi, come dire, sincretica, no. Ci
sono le identità, ci sono le storie, ci sono le radici culturali e
religiose, ed è importantissimo capire che dialogare non vuol dire
mai abdicare dalla propria essenza, non vuol dire mai abdicare dalla
propria cultura, le proprie convinzioni per svenderle in un magma
indistinto e poco rappresentativo.
E però questo ci deve portare ad
un’ altra riflessione immediatamente conseguente: al rispetto per
l’ identità culturale di tutti gli altri. Se per dialogare, per
dialogare veramente non si può non essere se stessi, ogni qual volta
si verifica la volontà o la solidità, la forza delle proprie idee e
delle proprie speranza, non ci si può sottrarre da portare nel
confronto, il dialogo in relazione con quelle degli altri.
E questo è la grande sfida che
noi abbiamo aperto con questa consulta, anche perché la vostra
consulta deve aiutarci nel costruire il processo d’ integrazione nel
nostro paese.
Il nostro paese dal suo punto di
vista, mi capita spesso di dirlo a tutto voi membri della consulta,
per altro sono lieta di vedere anche altri membri della consulta
oggi qui, la costruzione di questa integrazione non può che avvenire
attraverso il riconoscimento dell’ identità dell’ altro. In fondo
forse in Italia abbiamo anche dei vantaggi.
Il vantaggio di poter guardare a
modelli di integrazione culturale che non hanno funzionato, ve lo
dico con tutto il rispetto, per quei paesi, quei luoghi in cui quei
modelli sono praticati e impediti, il modello assimilativo,
multiculturale, io penso che in Italia noi dobbiamo provare un
sapiente dosaggio di elementi come dire non di assimilazione, ma di
riconoscimento di valori universali che poi sono i valori della
nostra costituzione che, guardate, questa nostra costituzione
italiana è una grande bella signora che ancora regge il tempo, una
costituzione nata dall’ incontro di culture e di punti di vista, tra
l’ altro una costituzione diciamo nata anche dal grande incontro tra
la cultura cattolica, la cultura liberale, la cultura
social-democratica, cioè è veramente stato uno dei punti più alti
della nostra costruzione civile comune, ancora oggi dobbiamo
difendere come il grande punto di riferimento.
E allora un dialogo….(mancano
circa 15 secondi per motivi tecnici. Ci scusiamo per questo).
(Melandri)La possibilità di
decidere e di affermare il principio dell’ autodeterminazione come
un punto di snodo fondamentale per la crescita della nostra
civiltà, ecco io ho trovato in questo esercizio francamente un
segno, un seme di fiducia, di speranza e in un mondo, in un paese,
parliamo del nostro paese, dell’ Italia in cui troppe persone e
troppe voci soffiano sul fuoco del conflitto di civiltà, del
conflitto di culture. Noi dobbiamo spegnere quel fuoco e elaborare
invece *applausi* con umiltà, con operosità anche nelle piccole cose
per ricostruire i legami, le relazioni, il dialogo. Vi devo dire
sinceramente che questa avventura che ho lo straordinario privilegio
di compiere alla guida del ministero delle politiche giovanili ci
sta aprendo una prateria di campi e di iniziative possibili da
costruire nel nostro paese di grandissimo interesse. Io ho ricordato
vedendo il filmato che ripercorreva la storia di Ikeda, ho sentito
l’ importanza che il vostro maestro attribuisce all’ educazione alla
cultura, ecco fatemelo dire cosi: io penso che c’ è un grande tema
oggi nel nostro paese ed è il tema di come noi possiamo contrastare
in tutti i luoghi, nelle scuole, nelle strutture formali dell’
educazione e anche in quelle informali, come noi possiamo
contrastare quella pedagogia della paura, quella pedagogia dell’
insicurezza, quella pedagogia del rischio, quella pedagogia, sì,
della paura con la P maiuscola che immobilizza, che paralizza. Io
penso che i giovani italiani, che le ragazze e i ragazzi del nostro
paese hanno bisogno di un’ altra pedagogia, ed è la pedagogia del
progetto, del desiderio e la pedagogia della capacità di mettere in
campo i loro talenti la loro visione del paese *applausi*
Questa è una responsabilità
delle istituzioni, è una responsabilità degli insegnati, è una
responsabilità degli amministratori, ma è anche una responsabilità
ogni giorno che ognuno di noi con i nostri limiti, con i nostri
amici, con le persone che ci sono vicine, io sto cercando con l’
aiuto e con la collaborazione potentissima di tutte le associazioni
giovanili tutti i movimenti giovanili di questo paese di provare a
cominciare ad investire su questa idea, su un’ idea del ,diciamo,
del valore e della possibilità di ognuno di esprimere un suo
progetto, una sua idea .
Ho visto le parole con cui si
concludeva il filmato e devo dire che le sento profondamente vicine
all’ ispirazione che ci sta movendo. E’ un paradosso. Noi viviamo in
una società individualistica, la società dell’ individuo in cui sono
cadute le ideologie, anche le grandi illusioni ideologiche, ma il
paradosso di questa società dell’ individuo. Molto faticosamente le
persone in carne ed ossa hanno lo spazio per progettare la propria
esistenza e questo spazio di progettazione, secondo me, è lo spazio
più grande e più ampio che in una buona politica può cercare, non di
occupare, ma che non può esaurire quello spazio, ma può cercare di
contribuire a costruire.
È in questa chiave che stiamo
costruendo il nuovo ministero delle politiche giovanili è in questa
chiave che invece di soffermarci sugli effetti negativi, sui disagi,
sulle dipendenze, sulle fatiche, del mondo giovanile, abbiamo deciso
quasi in maniera ossessiva, di investire sui giovani guardando loro
non come un problema, ma come una grande risorsa di questo paese.
*applausi*
Come una grande risorsa di
questo paese, è per questo che siamo rivolti a loro con progetti, ci
siamo rivolti a loro, a voi, invitandovi a partecipare ai concorsi,
questo lo voglio raccontare, noi abbiamo lanciato qualche mese fa un
concorso nazionale, “giovani idee cambiano l’ Italia”, è un concorso
adesso in parte chiuso, ma lo rilanceremo l’ anno prossimo, perchè
vorrei che forse un’ offerta permanente nel ministero delle
politiche giovanili
L’ idea è molto semplice.
Vogliamo aiutare i ragazzi e le ragazze italiane che hanno idee e
progetti, idee progettuali da realizzare, in Italia a farlo.
Vogliamo provare a costruire un
assetto istituzionale insieme ai comuni, agli enti locali e regioni,
che contribuiscano a farlo venire, con creatività, questo talento
dei giovani. Io sono sicura che questa consulta porterà buoni
frutti. Ho visto che tra i protagonisti del dialogo di Daisaku Ikeda
ci sono stati nel corso degli anni, ci sono stati dei personaggi e
personalità che hanno contribuito a formare la anche la mia
generazione. Per esempio, ne cito uno per tutti, è Aurelio Peccei.
E’ stato un grandissimo economista, un grandissimo pensatore che ha
formato con la sua cultura, il suo pensiero, direi la fondazione del
movimento ambientalista di questo paese. Io personalmente, ripeto,
in un certo senso mi sento debitrice ad Aurelio Peccei per la sua
visione e per la sua riflessione.
Ecco questo lo dico per
sottolineare quanto poi i percorsi e le strade s’ intreccino, si
confondono si sovrappongono, e lo dico perché sono convinta che se
scegliamo la strada di dare fiducia all’ altro, riconoscendo la sua
identità, non volendo annullarla, e di dare fiducia al protagonismo,
giovani potremmo costruire un mondo migliore, un futuro migliore e
sicuramente un’ Italia migliore. Grazie
(presentatori)Chiamiamo sul
palco dunque Tamotsu Nakajima il nostro direttore (ovazione)
(presentatori)Dunque è nostro
desiderio in questa occasione consegnare al ministro delle politiche
giovanili, onorevole Giovanna Melandri il premio nuovo rinascimento
che viene consegnato a coloro che si distinguo per il loro
contributo alla pace, alla cultura e all’ educazione.
Questo premio è stato già
consegnato *applausi* da parte dell’ IBISG a Gorbaciov, Veltroni, la
comunità di sant’ Egidio e Cacciari.
Noi volevamo leggervi le
motivazioni di questo premio.
A Giovanna Melandri ministro
delle politiche giovanili e le attività sportive, per il sostegno
offerto alle nuove generazioni nella costruzione di un progetto di
vita, per il grande impegno per la creazione di una nuova cultura
fondata sul dialogo, la creatività e la nonviolenza, capace di
integrare tutte le religioni, valori e insegnamenti differenti, per
la fiducia riposta nelle capacità dei giovani di trasformare il
presente e creare il futuro. Grazie. *applausi*
(Melandri)Voglio solo dire una
parola, sono onoratissima e questa fiducia che voi state riponendo
nella fiducia che vogliamo riporre nei giovani produrrà ancora più
fiducia. Grazie *applausi*
(Nakajima)Allora messaggio
ricevuto dal gruppo staff di Ikeda. Saputo ministro Melandri qui sta
sera.
Dice: gentile ministro Melandri,
gentili membri della Consulta sono arrivati forse puntuali da Tokyo
i saluti per voi dal presidente della Soka Gakkai internazionale
Daisaku Ikeda che vi ringrazia per la partecipazione, e che vuole
farvi omaggio di un suo libro di foto sulla natura.
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