LETTERA APERTA
ALLA PROFESSORESSA MARIA IMMACOLATA MACIOTI
Chiarissima Professoressa,
è molto tempo che i nostri
lettori ci spingono ad esternare quelle che sono le problematiche
causate dai Suoi scritti sull’ IBISG. Nessuno di noi è un sociologo
e come tale non può permettersi di analizzare il Suo lavoro da un
punto di vista tecnico. Purtuttavia dall’ analisi dei suoi scritti e
dal confronto con ciò che è avvenuto successivamente nel nostro
istituto, con l’ insediarsi della nuova gestione, emergono temi che
sono talmente contraddittori da mettere in discussione persino la
loro interpretazione alla luce del comunissimo buon senso.
Non sappiamo se Lei è stata bene
informata di ciò che è avvenuto e che avviene in seno al nostro
istituto in seguito ai Suoi interventi. Successivamente al forum
nazionale dei membri italiani organizzato da “Tracce2” il signor
Nakajima ha tolto la sua abituale maschera e, indossando una pelle
di leone, ha dichiarato di non volerne più sapere di forum e
dissidenza,che di questi argomenti non si doveva più parlare, e
rispondendo a chi chiedeva come si poteva gestire il nostro istituto
in maniera maggiormente democratica ha risposto: “Daimoku, Gongyo,
abbonamenti alle riviste ed offerte; al resto penso io”.
Successivamente la nuova gestione ha progressivamente adottato una
linea di politicizzazione in senso stretto coprendo colpevolmente,
ad esempio, una cordata politica capitanata dal Suo amico Enzo
Cursio il quale ha costituito una vera e propria struttura fatta di
responsabili di alto livello per racimolare, in suo favore, voti
presso i membri romani. Sulla scia di questa vergognosa vicenda e
dell' uso personale dei membri romani per fini elettorali è nato
questo sito che presto è divenuto punto di riferimento per persone
che manifestano un grande disagio nelle proprie attività quotidiane
in seno all’ IBISG.
Sempre più persone ci segnalano
modalità di gestione autoritaria perfettamente sovrapponibili a
quelle da Lei studiate; chiunque segnali una disfunzione inerente l’
attuale gestione del nostro istituto, o non riceve alcuna risposta
oppure la questione viene sempre e soltanto soggettivizzata. In
altri termini alle persone che denunciano scorrettezze operate dalla
presente gestione o dagli “amici”, viene risposto che è un loro
problema, che hanno lo stato vitale basso, che la questione non
esiste. Non viene più applicata la definizione di “storto o
difettoso” ma, in buona sostanza, non è possibile, ora come allora,
criticare il comportamento della nostra dirigenza pena
l’emarginazione e l’isolamento dalle attività buddiste. Per
avvalorare la realtà di quanto stiamo affermando basterebbe citare i
trattamenti a cui sono stati sottoposti nelle attività coloro che
scrivono su questo sito. dopo l' insediamento del Sig. Nakajima a
direttore generale dell' IBISG, il nuovo consiglio nazionale ha
iniziato un lento processo di "bonifica" della nostra comunità di
tutti quei i personaggi che hanno in qualche modo collaborato o che
collaborano con Kaneda e Littera. Ultimamente Il clima di caccia alle streghe
nei confronti di quelle persone che mostrano un seppur minimo
gradimento nei confronti di chi una volta gestiva il nostro istituto
si è ulteriormente esacerbato con il divieto ai signori Kaneda e
Littera di recarsi a fare attività nella regione Piemonte; divieto
partito dallo stesso Consiglio nazionale, nonché tentativi, ormai
più palesi che nascosti, di eliminare dal nostro istituto chi non
approva le linee ufficiali dell’ attuale dirigenza, noi per primi.
Non parliamo poi della trasparenza finanziaria o della pubblicazione
di un bilancio o, semplicemente, della domanda ad esempio, su chi
siano i consulenti esterni pagati dall’ IBISG.
Ormai le attività esterne
promosse dall’attuale dirigenza sono esclusivamente volte ad
attività che vedono coinvolti politici, afferenti esclusivamente ad
una precisa area politica, mentre vengono ormai completamente
neglette tutte quelle iniziative che porterebbero luce e consenso
sull’ istituto come ad esempio un intervento di raccolta fondi per
le popolazioni dell’ Abruzzo colpite dal recente sisma.
Risulta chiaro, oggi, che i Suoi
studi sono stati utilizzati per scalzare la vecchia dirigenza
utilizzando la Sua fama di studiosa.
In un suo scritto lei dichiara: “
E mi sembra sia compito degli studiosi di questi fenomeni anche di
denunciare abusi e deviazioni in questo senso”. Ci chiediamo allora
per quale motivo Lei si sia limitata a studiare solo gli eventi e le
deviazioni inerenti la vecchia gestione e a tutt' oggi non abbia
MAI segnalato neanche mezza questione inerente la gestione che si
è insediata grazie anche al Suo prezioso contributo? Nei Suoi studi
dichiara che la svolta degli anni 2001/2002 “è decisamente
autoritaria, affaristica, manipolatoria” sulla base di cosa Lei può
fare affermazioni di tale gravità: è forse un fedele dell’ IBISG?
Qualcuno Le ha fornito prove inoppugnabili di affari illeciti
compiuti dalla vecchia gestione? E se sì, perché non ci si è rivolti
alla magistratura piuttosto che venirlo a raccontare a Lei? Se così
fosse, perchè non ha consigliato ai suoi interlocutori di rivolgersi
ad un giudice? per quale motivo, nelle sue relazioni, non è stata
maggiormente esplicita riguardo gli eventi incriminati ? Se le cose
da Lei eventualmente
segnalate fossero state vere, provate ed inoppugnabili, chi mai l’
avrebbe potuta perseguire legalmente?
Nei suoi studi ha compiuto un’
indagine qualitativa basandosi quindi su interviste; chi Le ha
garantito che le informazioni che Le sono state fornite fossero
autentiche? Si è mai chiesta se ci fossero delle motivazioni più che
serie dietro al togliere la responsabilità ad alcuni fedeli? Si è
mai chiesta cosa avessero combinato realmente quei responsabili che
si sono detti perseguitati? Era a conoscenza del fatto che la
"deriva autoritaria" in realtà partiva da un repulisti che Kaneda
voleva fare dei dipendenti lavativi di questo istituto? sapeva che
alcuni di detti dipendenti avevano abusato delle carte di credito
del nostro istituto? Si è mai chiesta se dietro “Tracce2” o i
“dissidenti” dell’ epoca ci fosse in realtà una fazione di dirigenti
dell’ IBISG (composta,guarda caso, da alcuni dipendenti dell'
istituto) che voleva scalzare l’ altra? Come facevano i traccini a
pubblicare lettere indirizzate esclusivamente al consiglio
nazionale o alla dirigenza giapponese se qualcuno dall’ interno
dell’ IBISG non gliele forniva? A questo proposito rifletta bene sul
fatto che tutti i “traccini” storici abbiano in massa abbandonato l’
istituto dopo l’aver constatato con mano come agisce la gestione che
Lei ha sostenuto nella propria ascesa al potere. Diciamo che “forse”
si sono sentiti in pochino usati? Prima di fare dichiarazioni a
senso unico nei Suoi articoli e nelle Sue relazioni ha forse parlato
col signor Kaneda o col signor Littera? Per non parlare delle
distorsioni dottrinali dell’odierna gestione in cui, tanto per fare
un esempio, l’offerta viene fatta passare come indispensabile per
ottenere l' illuminazione(fa parte della pratica corretta). Se, a
Suo dire, le deviazioni dottrinali del Littera sfioravano il
grottesco quelle odierne sono degne di una commedia dell’assurdo. Al
buddismo di Nichiren Daishonin ne è subentrato uno più facile, dove
tutto viene tollerato, basta che si faccia numero e non si disturbi
il manovratore, dove tutto è permesso, compresi gli abusi sessuali.
Abbiamo testimonianze dirette che Nakajima, in tali casi, se ne sia
abbondantemente lavato le mani.
Da eminente sociologa non poteva
non conoscere la valenza ed il peso che i Suoi studi- e le
conclusioni che Lei ha tirato nei medesimi, totalmente a senso
unico- avrebbero avuto nella risoluzione del conflitto all’ epoca
esistente. Non occorre affermare che oggi, il materiale in nostro possesso
e soprattutto i fatti oggettivi, ormai palesi anche agli occhi del
membro più sprovveduto, ribaltano completamente tutte le Sue tesi e
tutte le Sue conclusioni; pertanto in futuro, prima di emettere
sentenze, tutte a senso unico, faccia attenzione a verificare bene
le fonti delle Sue informazioni; se queste dovessero rivelarsi
completamente di parte, o inattendibili, la Sua fama di eminente
studiosa ne riceverebbe grande nocumento. Ancor oggi molti membri
patiscono i danni causati dai Suoi studi e da studiosi come Lei,
come ad esempio Dobbelaere.
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