Qualche giorno fa un referente regionale dello staff
relazioni esterne ci ha definito pubblicamente “dissidenti”.
Approfitto volentieri di questa occasione per porgere ai nostri
lettori alcuni doverosi chiarimenti su questo termine ed il suo
significato.
Il vocabolario della lingua italiana DEVOTO OLI, alla
voce “dissidente” spiega:
della persona o del gruppo che, professando idee
contrastanti con quelle della maggioranza, si distacca da una
confessione religiosa o da un partito politico.(dal latino
dissidens-entis discordante, propr. Che siede separatamente).
Il dizionario enciclopedico Treccani, trattando il
termine dal punto di vista religioso, insiste sul fatto che il
dissidente si distacca dalla confessione madre generandone altre, e
ne fornisce amplissimi esempi.
Wikipedia alla voce “dissidente”
ne da una visione maggiormente politica, con ampi riferimenti ad
azioni di contrasto verso taluni regimi totalitari.
Nel caso del nostro istituto il termine fu utilizzato
per connotare coloro che si opponevano al cosiddetto “regime
autoritario” di cui tanto si è discusso in questi anni e di cui
tuttora si discute. Questo termine venne abbondantemente usato nei
report che Minganti inviava in Giappone a Kitano per informarlo
dell’ andamento delle cose in Italia.
Ciò che si evince dalle spiegazioni che precedono è
che, riguardo il nostro istituto, questo termine fu scelto ed
adoperato ad arte nella sua accezione più politica per connotare la
vecchia dirigenza, quella di Kaneda e Littera per intenderci, come
un regime totalitario.
Questo fatto denota in maniera inequivocabile come,
coloro che applicarono tale terminologia, fossero e siano intrisi di
ideologia al punto tale da filtrare l’ aspetto religioso della loro
e della altrui vita mediante il setaccio della politica.
chi ha impiegato questo termine
in seno al nostro istituto, e lo ha fatto impiegare ad altri, vedi
gli studiosi che si sono occupati di noi, ha la mente talmente offuscata
dall' ideologia tanto da perdere di vista l' aspetto principale
della questione, ovvero che si stà specificamente parlando di un
istituto religioso e non di un partito politico, pertanto l' accezione del termine "dissidente",
in questo caso,
deve intendersi esclusivamente nel senso dei principi dottrinali.
Parlare di dissenso nei confronti di una dirigenza di un ente
religioso è pura follia, se non vengono messi in discussione i
principi fondamentali, in questo caso quelli della Soka Gakkai.
Nell’ usare oggi il termine dissidente, il
responsabile di cui sopra dimostra una conoscenza della lingua
italiana e delle cose pari alla sua fede, e mette lo staff di cui fa
parte in una posizione pericolosissima: partendo dal senso della
parola “dissidente” usata nel nostro istituto, ovvero quello di chi
si oppone ad un regime autoritario, sta implicitamente affermando
che nell’ IBISG VIGE UN REGIME AUTORITARIO. Non fa una
piega: se esistono dissidenti, esiste un regime totalitario.
Fossi in Minganti starei molto attento a chi
inserisco nello staff che guido: gente come la persona di cui sopra
ti fa passare guai e ti sputtana con il suo atteggiamento
superficiale e fazioso.
E non si può nemmeno discutere sulla proprietà del
termine usato: le persone che lo hanno impiegato sono persone di
cultura e sanno bene ciò che vogliono affermare.
Analizziamo bene ora il senso di questo termine
applicato ai casi che riguardano questo sito:
chi vi scrive, e chi lo sostiene pratica il Buddismo
di Nichiren Daishonin, lo trasmette secondo gli scritti del Budda
Originale e delle spiegazioni del Presidente Ikeda, fa Gongyo due
volte al giorno, fa Daimoku e studia quotidianamente. Non professa idee religiose
diverse da quelle del Budda Originale e del presidente Ikeda, non
solo, ma sta portando avanti Kosen Rufu esattamente nello spirito di
queste eminenti figure: dunque, dove sono le idee contrastanti
rispetto l’ insegnamento ed i valori fondanti, propri della nostra
scuola religiosa? Come si può quindi parlare di dissidenza nel
nostro caso?
il non condividere le linee di condotta e di fede di
figure discutibili di responsabili, e denunciare gli abusi che
avvengono in seno all’ IBISG, significa essere dissidenti? Se tanto
è, vuol dire inequivocabilmente che in
questo
istituto non si può esercitare alcun diritto di
critica, come sancito dalla costituzione italiana, pertanto ci
troviamo dentro ad un vero e proprio regime dittatoriale ed
autoritario. Le idee dei direttori generali non sono dogmi di fede a
cui i fedeli debbono attenersi, pertanto dissidenti di che? Di che
si parla?
Se nei nostri confronti, o nei confronti di chiunque
non condivida le linee di gestione della nostra dirigenza, viene
usato il termine “dissidenti”, anche tra virgolette, si sta
implicitamente affermando tutto questo( ovvero,sia che esiste un
regime autoritario, sia l’ infallibilità delle posizioni di fede dei
nostri dirigenti),ed i sociologi che studiano il nostro movimento
non possono ignorare o tacere questo grave fenomeno.
Pertanto, prima di parlare di dissidenza o di usare
il relativo termine con leggerezza nei confronti di chiunque in seno
al nostro istituto, occorre ben valutare se questo qualcuno professa
idee religiose differenti da quelle della scuola di
origine. Il Criticare ad esempio i comportamenti e gli atteggiamenti
di fede del direttore generale o il consiglio dei ministri di culto
non vuol dire non condividere i principi dottrinali fondanti la Soka
Gakkai o collocarsi al di fuori di essa, a meno che non sia stato
introdotto il dogma dell’ infallibilità dei ministri di culto
italiani e nessuno ci ha avvisati. Oltretutto nessuno ci dà la
garanzia che le idee professate dalla dirigenza di questo istituto
in quanto tale, siano dottrinalmente corrette. Non si può
assolutamente usare il termine dissidente nei confronti di
chiunque non approvi le linee di condotta di una gestione, poiché
l’ avere idee differenti su come e con quali valori portare avanti
il nostro movimento non vuol dire essere
dissidenti da un punto di vista religioso, e qui di religione si stà
parlando, non di altro.
Anzi, se osserviamo bene tutto quello che accade nel
nostro istituto, dal punto di vista di Nichiren Daishonin e delle
guide del presidente Ikeda, possiamo affermare senza tema di
smentita che “dissidenti” dal punto di vista della fede corretta
sono coloro che gestiscono oggi questo istituto, non noi.
È fin troppo lampante il proditorio quanto
vergognoso tentativo di questo baldo e
valoroso referente delle PR del nord Italia di collocarci,agli occhi
dei membri, al di fuori del nostro istituto. E questo piacerebbe
molto alla gestione attuale dell’IBISG, in particolare allo staff
relazioni esterne: infatti è molto
differente,da un punto di vista del valore sociale, se talune
affermazioni critiche provengono dall’ esterno dell’ istituto
piuttosto che dal suo interno. Se qualcuno critica dall’ esterno, il
fenomeno ha un valore pressoché nullo, ma se le critiche provengono
dal suo interno, sono problemi. Ci teniamo a dire che, il collocarci
fuori dell’ IBISG, rimarrà per queste persone un mero desiderio che
non si realizzerà mai, nonostante le loro ferventi preghiere.
Casi di dissidenza vera e propria ce ne sono stati in
passato, e ce ne sono ancora molti in seno al nostro istituto. Basti
pensare al fenomeno “tracce2” alcune delle persone che vi scrivevano
si sono dapprima dissociate dai metodi di gestione del passato, e
successivamente, passando attraverso un vero e proprio dissenso
inerente i principi dottrinali propri della Soka Gakkai e la figura
del presidente Ikeda, si sono allontanate dal nostro istituto.
Esattamente come descritto dai vocabolari ed
enciclopedie di cui sopra.
Questa è la vera dissidenza in
senso religioso, ed è questa che va presa come esempio se si vuole
studiare il fenomeno in seno alla nostra comunità, non noi che siamo
ancora dentro la Soka Gakkai e ci resteremo!!!
Finiamo con un esempio:
l’ Italia è un paese democratico? Ovviamente si,
perché il popolo può decidere chi lo governa. Quante persone avete
ascoltato pronunciare vituperi nei confronti di Berlusconi? Tante,
ovviamente. Chi pronuncia questi vituperi e denuncia le malefatte di
Berlusconi, in Italia, paese democratico, viene bollato come
dissidente o si dice di lui che voglia sovvertire l’ ordine
democratico delle istituzioni e magari lo si emargina per le sue
idee? Ovviamente no . Orbene, tutto questo accade, invece, in seno
all’ IBISG…basti riflettere sull’ entità del termine che abbiamo
analizzato in questo scritto.
luciano madon
Dimenticavo:
chi dice ai membri che siamo fuori dalla nostra comunità vi stà
mentendo spudoratamente e sa perfettamente che sta mentendo: invece
che ascoltarlo, chiedetevi cosa ha capito dell' insegnamento che
racconta di praticare.
Il Rinnovamento Soka on-line - il sito che tiene aggiornati sui fatti e gli avvenimenti nell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e nella Soka Gakkai Internazionale.