2003 raccolta di firme per l’insegnamento obbligatorio dei diritti umani nelle scuole secondarie e superiori
Nel 2003
fu promossa un’attività politica di raccolta firme per
l’insegnamento obbligatorio dei DIRITTI UMANI nella scuola pubblica.
Le signore Graziella Mattaliano e Tiziana Bombardieri furono le
ideatrici della proposta di legge e tutto l’IBISG si gettò a
capofitto a promuovere questa iniziativa in alcuni casi passandola
anche per attività buddista. Nel mio gruppo a Montepulciano si
presentarono alcuni responsabili dell’hombu Siena che si erano
permessi di invitare i membri del posto alla riunione senza
comunicare l’argomento da discutere. Il sottoscritto ascoltò tutte
le informazioni e tutte le istruzioni che questi signori, stavano
impartendo. Più volte cercai di fare una domanda ma questa mi fu
concessa solo verso la fine della riunione. La mia domanda fu: “Ma
questa è attività buddista?” Mi fu risposto di no. E replicai: “E
allora cosa ci sto a fare io qua?” Ovviamente ci fu un’esplosione di
rabbia nei miei confronti, da parte di tutti. Dissi: “Non mi avete
nemmeno chiesto se sono d’accordo, non penserete che io faccia il
vostro burattino!”.
Ovviamente tutti erano così invasati da questa attività da perdere
di vista, e c’è proprio da ridere, proprio i tanto decantati DIRITTI
UMANI!!! Il 16 febbraio 2003 mi recai con alcuni compagni di fede
alla Consulta Nazionale che si svolse a Firenze. Presi questa
decisione perché le proteste fatte ai miei responsabili superiori,
sull’uso strumentale politico della nostra organizzazione, erano
cadute nel vuoto. In quella occasione vidi il degrado in cui stava
versando il Buddismo di Nichiren Daishonin nel nostro Istituto.
Facemmo Gongyo e Daimoku. L’aria era da BAR, ben diversa
dall’allegria di cui parla Sensei. Il video di Sensei che non voleva
partire. Nell’attesa che durò diversi minuti, ci furono degli
interventi rattoppati fra cui uno di un responsabile nazionale che
disse: “Nessuno vuole raccontare una barzelletta? NO? Allora
leggiamo la guida giornaliera di Sensei”. Finalmente vedemmo il
video, e poi ci fu un’esperienza di un membro responsabile campano,
che fece un report del corso in Giappone al quale aveva partecipato in quei
giorni. Sembrava che fosse andato a fare una partita a carte,
inutile dire che i contenuti erano inesistenti. Poi ci fu
l’intervento della Bombardieri e del Bottai. Con mia grande sorpresa
appresi che questa attività di raccolta firme fatta dai membri dell’IBISG
era già cominciata a Roma dal novembre del 2002. I nostri
“dirigenti” presero una decisione a nostra insaputa, contrariamente
a quanto espressero nel momento del loro insediamento a capo della
nostra organizzazione, cioè: “D’ora in avanti non saranno più prese
decisioni senza aver consultato la base” La base per loro sono tutti
i membri”. Che coerenza!!! Ci fu un intervento di una responsabile
di Genova che espose le sue idee perché anche a lei erano stati
negati dei chiarimenti, era stata insultata ed offesa. La
Bombardieri rispose che tutti potevano pensare ciò che volevano. Che
democrazia!!! Intanto loro usarono la nostra organizzazione per fini
politici!!! Parlai ed espressi il pensiero di Sensei che afferma che
la Soka Gakkai non avrebbe dovuto fare attività politica al di fuori
del Giappone, ribadendo la separazione tra RELIGIONE E POLITICA.
Inutile dire che “da quell’orecchio non ci sentirono”.
Finita la consulta mi intrattenni con il mio responsabile di
territorio Gianfranco Donatti, cercando di farlo ragionare su una
guida chiara di Sensei che anche un bambino avrebbe compreso. Niente
da fare. Sembra proprio che se Sensei scrive bianco, i nostri
“dirigenti” leggono nero. Dopo alcuni giorni, ero al kaikan di Roma
e seppi che ci sarebbe stata una proiezione di un video di Sensei.
Rimasi con entusiasmo. Era domenica, e un membro mi disse che quella
sarebbe stata la sesta proiezione di quel video in due giorni.
Perché? Pensai, che bravi questi membri di Roma, finalmente danno la
possibilità a più persone di vedere “I VIDEO” di sensei, che
meravigliosa espressione della relazione Maestro Discepolo!!!
Guardando il video, capii che le cose non stavano come avevo
pensato. C’era all’interno una affermazione di Gandhi che avevano
messo in bocca ad Ikeda, (nei sottotitoli in italiano), che diceva
così: “Chi pensa che la religione e la politica siano separate, non
sa cos’è la religione”. Ecco il perché!!! Si voleva far avallare
l’attività politica della raccolte firme da Sensei!! Ma cosa
significa che la religione e la politica non sono separate? Che
tanto vale fare politica, perché non c’è differenza? Allora a cosa
serve una religione??? Mettiamola così, pensai: “Anche la casa dove
abito e la fogna di scarico della casa non sono separate, non per
questo vado a mangiare e dormire nella fogna”. “Gandhi ha detto
“separazione”, non “differenza”, ma anche il bene e il male non sono
separati, questo non significa che fare del bene o del male sia la
stessa cosa!” Se la politica va verso la religione, il compromesso e
l’inganno diventeranno la BASE DELLA FEDE. Sensei sa benissimo
queste cose, per questo ci sconsiglia di usare l’Istituto per fini
politici. In ballo c’è l’unico insegnamento corretto che conduce
tutte le persone alla Buddità!!! Il Sig. Makiguchi ha dimostrato
cosa bisogna fare in questi casi, non esitò a dare la propria vita
per mantenere viva la trasmissione di questo insegnamento fin dai
tempi del Daishonin.
Ma i ciechi non possono vedere.
Nel 2003 al corso estivo di Chianciano il Sig. Malusardi comunicò
che era stato raggiunto lo scopo di 50.000 firme e promise immensi
benefici a chi aveva collaborato con la sudetta raccolta di firme
per i diritti umani.
Inutile dire che i benefici del Gohonzon non arrivano a chi fa
attivismo politico.
Io scrissi una
lettera di protesta ai direttori generali della nostra
organizzazione, ma lungi da ricevere risposta da loro ottenni una
lettera non richiesta da Gianfranco Donatti, che si fece paladino
dei direttori generali.
Tra l’ altro sul numero 346 del nuovo rinascimento nell’ articolo
che illustra la concessione dell’ onorificenza di grande ufficiale
della Repubblica Italiana a Sensei, i nostri responsabili da furboni
quali sono, si sono ben guardati dall’ inserire tra le iniziative
altamente meritorie compiute dall’IBISG la raccolta di firme per
l’insegnamento obbligatorio dei diritti umani nelle scuole!!!
infatti nell’ elenco delle medesime contenuto nel discorso dell’
ambasciatore Bova, quest’iniziativa è magicamente scomparsa, come se
chi si è prodigato per quella raccolta firme non avesse mai fatto
nulla!!!
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