Prima di affrontare il tema della ricerca del CESNUR
a Torino, ci teniamo a sottolineare che non è nostro interesse
criticare il lavoro del medesimo centro, il quale compie questa
indagine come un qualsiasi lavoro che gli viene assegnato, e non è
in alcun modo parte in causa delle questioni interne dell’ IBISG.
Il problema è come poi questa ricerca verrà
utilizzata dai vertici del nostro istituto.
Perché proprio a Torino?
Perché Torino, guarda caso, contiene il maggior
numero di membri simpatizzanti della vecchia gestione.
Lo scopo della ricerca bene si desume dalle parole
utilizzate in seno all’articolo di “La Repubblica”, ovvero, che era
intento del CESNUR condurre un’analisi sociologica sul successo del
nostro movimento a Torino.
Questo indirizzo si capiva chiaramente da una lettera
inviata da Roberto Minganti al quotidiano della provincia di Ascoli
Piceno in data 25/06/08, in cui l’ ineffabile capo delle PR nostrane
dichiara:”[…] Com’ è facile rilevare, ogni gruppo religioso ha
fedeli che si allontanano: Anche in questo, la Soka Gakkai, non è
differente da altri gruppi religiosi. I sociologi, comunque,
facevano notare che il numero di coloro che si allontanano dalla
Soka gakkai è inferiore al numero standard che si verifica nelle
altre religioni. […]”.
Ora, di quali sociologi sta parlando Minganti?
Considerando che, dall’ epoca della Macioti ad oggi,
nessun sociologo si è più occupato del nostro istituto, è evidente
che il Minganti sta parlando della ricerca che di li a qualche mese
avrebbe condotto il CESNUR, e per cui erano già stati da tempo
avviati i colloqui organizzativi.
Appare evidente dalla lettura dell’ articolo di
“Repubblica”, quindi, come l’ esito di questa ricerca sia stabilito
già prima di averla effettuata. Se Si parte dal presupposto che la
Soka Gakkai a Torino riscuota un grande successo, è altrettanto
chiaro che la “dissidenza” è un fatto marginale, non influente, che
non conta nulla…e ciò che si scrive su questo sito, ciò che i
membri rilevano come scorrettezze, tutte le mail che pervengono al
consiglio nazionale e che puntualmente rimangono senza risposta,
tutte le nefandezze che perpetra il consiglio nazionale, lo staff
PR e la politica, gli inciuci con Veltroni? Tutto cancellato, tutto
nella tazza del cesso, tutte chiacchiere di chi non è d’ accordo con
le modalità di gestione di questi figuri, poichè il punto di
partenza dello studio in oggetto è che si stà analizzando un grande
successo. Per questi studiosi evidentemente le statistiche sono l’
indicatore che tutto va bene…
Le statistiche sono infatti controverso argomento di
discussione: Il sottoscritto in una sua mail personale al dott.
Zoccatelli, riportava a titolo di mero esempio, questi dati
statistici ufficiali inerenti il lasso di tempo dicembre 2002 –
giugno 2007:
Dicembre
2002 Giugno 2007 Differenza
Totale membri
27949 44948 +17008
Totale membri attivi
18132 22475 + 4343
Totale membri inattivi
9809 22473 +12665
Totale non membri
11384 7536 - 3848
Totale generale presenze 29516
30011 + 495
Riguardo questi numeri il dott. Zoccatelli mi
scriveva:” […] Lei riporta una comparazione statistica 2002-2007,
annotando:”Credo che ogni commento a tali numeri sia superfluo”. Mi
creda, non voglio risultarle noioso né sono di natura malizioso. Ma
cosa c’ è di storto in questi dati? Comparando, per esempio, il
numero di membri attivi – che da un certo punto di vista mi sembra
il dato centrale dell’ appartenenza -, io osservo un incremento di
circa il 25% in quattro anni e mezzo, ovvero ciò che mi pare una
buona performance: o sbaglio? Mi dirà: è di molto aumentato il
totale dei membri inattivi, ma uno statistico risponderebbe che
sono, per l’ appunto, inattivi, e che comunque è aumentato il totale
membri generale. In poche parole, può spiegarmi meglio cosa la
sorprende di questi dati?[…]”
Cosa ci sorprende in questi dati lo affermiamo
pubblicamente su questo sito,condividendo la cosa con i nostri
lettori, e sorprendere è il verbo meno adatto, dato che sappiamo
benissimo che in questa statistica sono iscritti gli effetti della
nuova gestione.
Innanzitutto bisogna specificare che dal gennaio 2005
sono cambiate le regole con cui si ricevono i Gohonzon, ossia, da
una maggiore vigilanza riguardo la crescita di fede del nuovo
membro, si è passati ad una politica di consegna immediata,
dottrinalmente delirante, senza alcun tipo di verifica su ciò che i
nuovi fedeli stanno abbracciando quindi,nella maggior parte dei
casi, siamo di fronte a conversioni formali e non sostanziali. E di
questo dato, sia da un punto di vista religioso, che statistico, non
si può non tenere conto. Una religione si basa su conversioni serie
e sostanziali, non formali.
Per avere un incremento di 4343 membri attivi, ne
abbiamo dovuti convertire 17008,ovvero quasi quattro volte tanto,
non solo, ma il numero dei membri inattivi è diventato esattamente
pari a quello dei membri attivi, e questo da un punto di vista
religioso, è una debacle incontrovertibile; non solo, ma
dobbiamo convertire 17008 persone nuove per avere un incremento
solamente di 495 presenze alle riunioni di discussione? Solamente
495 persone in più in quasi cinque anni? Dov’ è il successo? Dov’ è
la buona performance? Abbiamo sotto il naso dati che,
indifendibilmente, denunciano il vero spessore e le capacità della
nuova gestione. Come poter affermare che i membri inattivi sono, per
l’ appunto inattivi, quindi non significativi, quando questo fatto,
da un punto di vista religioso è UNA TRAGEDIA poiché si tratta di
persone che hanno abbandonato la fede, e si badi bene, l’ incremento
preoccupante di defezioni è avvenuto dopo l’ insediamento dell’
attuale gestione, non prima. E abbiamo anche altri indicatori.
Se alle tre riunioni con i rappresentanti del CESNUR
si sono presentati solo 60 membri, vuol dire che i responsabili
regionali dell’ IBISG non sono seguiti, e se non sono seguiti
significa che non sono capaci di farsi seguire.
Troppo facile e demagogico dare la colpa a chi non
vuole fare il questionario.
Ammesso che chi non condivide questa faccenda sia
talmente seguito da poter muovere l’ opinione e le scelte dei membri
in tal senso, questo vorrebbe dire inequivocabilmente che la
gestione torinese dell’ IBISG non è capace di farsi seguire, quindi
non all’ altezza dei suoi compiti.
Possibile che dei sociologi cosi esperti non rilevino
questi dati che, palesemente, indicano il contrario di un grande
successo del movimento di Kosen rufu a Torino?
Nell’ articolo in questione si rileva anche lo
zampino delle PR con la solita modalità di uscire sui giornali
esterni quando ci sono delle difficoltà all’ interno dell’ istituto.
Ricordate l’ articolo di Lucia Cuocci, e l’
esternazioni di Minganti? Con lo stesso stile, ormai fin troppo
noto, su ”La Repubblica” si legge:” […] Secondo le indiscrezioni,
il malcontento trova radici più lontane e questa vicenda avrebbe
solo messo in evidenza la spaccatura all’ interno del movimento tra
il gruppo più conservatore, che è stato alla guida dell’
associazione fino a qualche anno fa ed il gruppo invece più
progressista che gli è subentrato di recente.[…]”.
Quando ci sono delle difficoltà, il Minganti(ed i
suoi accoliti delle PR) usa impropriamente lo staff relazioni
esterne per dare nella società l’ immagine che più gli fa comodo di
quello che accade in seno all’istituto, onde poter manipolare l’
opinione pubblica verso la sua, personale e di comodo, versione dei
fatti. Diciamo impropriamente proprio perché viene data una versione
dei fatti a senso unico la cui autorevolezza deriva dal fatto che
questo figuro è uno dei vertici di questo istituto
Anche il linguaggio “progressista” e “conservatore”
sottintende la ben nota matrice politica che questo individuo non si
fa scrupolo di usare e far usare, quando gli è utile, per fomentare
la massa dei membri. Cosa fanno dichiarare alla giornalista? Che se
ci sono delle resistenze a compilare il questionario è colpa dei
seguaci della vecchia gestione? Questa modalità manipolatoria e
profondamente vile la conosciamo benissimo, e francamente ha
stancato un po’ tutti…rinnovatevi, che diamine, state diventando
noiosi con i vostri soliti schemi!!!
Ricordiamo che nel quotidiano “La Repubblica”
esistono dei canali preferenziali con le PR: basti ricordare che
all’ epoca della venuta di Veltroni al Kaikan di Roma, il noto
quotidiano fu l’ unico a riprendere la notizia in un articoletto
intitolato più o meno: “il sindaco Veltroni accolto al centro
culturale buddista con canti e balli..”
Per quello che riguarda la questione del diritto alla
riservatezza , non entriamo nel merito delle eventuali violazioni o
meno contenute nel questionario: Leggendo il medesimo ognuno se ne
può fare un’ idea precisa. Un dato preoccupante viene dalle domande
sulle idee politiche dei membri: Questo dato può fornire preziose
indicazioni ai vertici del nostro istituto, qualora s’ intendesse, a
Torino, realizzare un nuovo “caso Cursio”: Si avrebbe una chiara
idea su quante persone potrebbero sostenere tale iniziativa.
Certo è che non basta inserire il questionario in
urne sigillate per garantire la privacy.
Basterebbe che un responsabile IBISG leggesse un paio
di domande compilate con precisione e sarebbe perfettamente in grado
di risalire all’ identità del compilatore. Non solo, ma il fatto che
vengano prese delle precauzioni generiche non vuol dire che il
totale dei questionari sia compilato da membri diversi.
Per fare un esempio: Se il CESNUR consegna all’ IBISG
1000 questionari e i membri che realmente li compilano sono
solamente 500, chi ci garantisce che al CESNUR non li consegnino
tutti e 1000, di cui, i 500 non compilati da membri, redatti ad arte
da qualche baldo responsabile del nostro istituto?
Come vedete, si può anche raggirare il CESNUR senza
colpo ferire e dare all’ indagine l’ indirizzo voluto.
Inoltre, si chiedono i membri, che fine faranno dopo
l’ indagine tutti i dati raccolti?
È chiaro che moltissimi fedeli a Torino hanno
rilevato che l’ esito di questa ricerca è già scritto, e ce l’hanno
significato a chiare lettere, ed alcuni si chiedono se l’ IBISG
abbia ancora rapporti di natura economica con il CESNUR o
rappresentanti singoli di questo centro, come in passato è già
avvenuto, e si chiedono se questo rapporto fosse ancora in piedi
all’ inizio di questa ricerca.
Questa è una domanda che stigmatizziamo
pubblicamente, poiché non bisogna dubitare di un istituto di ricerca
di cosi tale fama ed importanza. Il CESNUR è una realtà esterna all’
IBISG, e come tale non ci deve interessare.
Pur tuttavia, se questa curiosità fosse motivo di
insonnia,sarebbe opportuno chiedere pubblicamente ai vertici del
nostro istituto, in particolare a Francesco Geracitano, capo del
comitato direttivo finanziario, quali sono i consulenti esterni
regolarmente retribuiti.
Ricordiamoci bene che è un nostro diritto sapere ed è
obbligo dei nostri dirigenti rispondere, come è obbligatorio
mostrare la delibera con cui il consiglio nazionale ha approvato la
collaborazione con il CESNUR.
I verbali del consiglio nazionale debbono essere
pubblici, chi ha preso una decisione deve essere chiaramente
rintracciabile e se ne deve assumere in prima persona la
responsabilità. Questa mancanza di trasparenza dovrebbe essere un’
altro indicatore per gli studiosi che qualcosa in seno al nostro
istituto non funziona per il verso giusto, e che è già in atto una
deriva degna di un regime totalitario.
Basta con questa mancanza di trasparenza, basta con
questa gestione dittatoriale dell’ IBISG ammantata di pseudo
democrazia, basta con questa cronica e radicata mancanza di rispetto
verso la base dei fedeli.
Auspichiamo per l’ IBISG un futuro di assoluta
trasparenza e di democrazia vera con la possibilità per i membri di
poter decidere in prima persona della vita dell’ istituto. Fino a
quando questa gestione continuerà a tradire i proclami pubblici che
ha fatto per conquistare il potere?
Dall’ articolo su “La Repubblica” si evince
chiaramente che questa gestione è gravemente carente di
consensi e per rafforzare pubblicamente le proprie posizioni
di potere, ha bisogno di pubblicità che avalli la correttezza delle
proprie linee e delle proprie idee. Inoltre, se come ho riscontrato,
stanno studiando come “dissidenza” solamente Sokarinnovamento, per
poterlo etichettare poi come sito “dissidente” (tanto ha dichiarato
pubblicamente Walter Nuzzo, responsabile delle PR in Piemonte),
evidentemente questo spazio web fa paura e vogliono farlo
etichettare in questo modo dai sociologi per poterne annientare
mediaticamente le segnalazioni, le denuncie, le affermazioni. In
altre parole, imbavagliarlo.
Inutile ripetere che già da molto tempo siamo
preparati a questa eventualità.
Ripetiamo che il parere dei sociologi ha un peso
rilevante nell’ economia dell’ immagine esterna di un istituto
religioso: se costoro bollano come “dissidente” qualcuno, costui non
avrà più possibilità di dire la sua in maniera incisiva, in quanto
ciò che afferma verrà sminuito dal fatto, appunto, di essere
pubblicamente un “dissidente”. Ricordate il peso che hanno avuto gli
scritti della Macioti per avallare le posizioni dei nuovi dirigenti
ed il ruolo che hanno avuto nella risoluzione del conflitto
esistente all’ epoca.
Bella pensata, caro Minganti, nei nove mondi sei un
genio!!! Peccato che ci sia di mezzo una cosa che dimostri di non
conoscere affatto:il Gohonzon!!!
Il Rinnovamento Soka on-line - il sito che tiene aggiornati sui fatti e gli avvenimenti nell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e nella Soka Gakkai Internazionale.