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La discesa in campo dei romani
Subito dopo l’ arrivo di Hasegawa, il conseguente ridimensionamento del consiglio nazionale, ed il reintegro nelle attivita’ dei dissidenti, accade qualcosa. Fino ad allora il movimento anti Kaneda e Lettera era stato appannaggio del nord Italia. Abbiamo ben visto nelle puntate precedenti come questo movimento fosse portato avanti sotterraneamente a furia di calunnie, riunioni segrete, o in maniera palese da Kanzaki che pubblicamente incitava le persone a non fare Zaimu per boicottare le gestione( vedi documento pubblicato). Con il reintegro forzoso dei dissidenti da parte di Hasegawa, si poteva finalmente uscire allo scoperto ed attaccare i vecchi direttori generali. Infatti, nell’ autunno inoltrato del 2001 scendono in campo i romani, guidati dal solito Minganti, che presenta un dossier elaborato chissa’ da quanto tempo. Questo dossier dovrebbe essere stato letto al Consiglio Nazionale dopo la partenza di Hasegawa, ma il vero destinatario del papiro in questione e’ sicuramente la dirigenza giapponese, e questo si evince dalla lettura critica del documento. Vi invitiamo a leggerlo con la massima attenzione, e dopo averlo letto e metabolizzato tornare alla nostra ricostruzione. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… Leggendo queste pagine viene da dire che questo documento e’ opera di un…………………mettetelo voi l’aggettivo piu’ consono al personaggio in questione: noi li abbiamo terminati. Premettiamo che questo documento e’ altamente manipolativo della realta’ dei fatti ed estremamente fazioso vediamo perche’ punto per punto: 1) la frase …”c’e’ una faziosita’ sotterranea che sfocia in violenza verbale e speriamo non in quella fisica.” A parte gli urli dei vari responsabili nessuno legato alla vecchia gestione ha torto mai un capello a nessuno.ora, Minganti vuole ingenerare nel lettore l’ idea falsa che tali personaggi possano anche picchiare. Risulta quindi evidente il tentativo di manipolare la coscienza del lettore in maniera subdola. 2) La questione della gelosia verso Littera: piu’ volte Minganti e’ stato ascoltato da alcuni responsabili, pronti a testimoniare, dire frasi del tipo “come ha fatto Kaneda a mettere l’ istituto in mano ad uno con la quinta elementare”. E’ perfettamente inutile commentare una frase di questo tipo. 3) La battitura del tappeto: qui Minganti si lagna del fatto che in questa operazione non siano stati coinvolti i responsabili nazionali ed i vice direttori generali. Come puo’ affermare una cosa simile se proprio i responsabili nazionali erano quelli che perpetravano ogni sorta di scorrettezze? Come poteva, ad esempio,Titta Malusardi, partecipare all’ operazione di ripulitura dell’ organizzazione, se proprio lui era uno di quelli da ripulire? Fior di membri erano a conoscenza dei suoi comportamenti gravi e scorretti. Anche la stessa leadership romana era sotto la lente di ingrandimento per fatti che dopo l’ allontanamento di Kaneda sono diventati palesi: pensiamo alle PR che sono state fatte diventare una organizzazione politica, alla redazione di buddismo e societa’, il cui requisito per accedervi a fare attivita’ e’ l’ appartenere alla corrente politica del Minganti, al fatto che i dipendenti della redazione forniscono guide durante l’ orario di lavoro, ed infine al pugno chiuso di legno nell’ ufficio dello stesso Minganti. Chi guidava l’ organizzazione allora, aveva il polso preciso di chi fossero i dirigenti romani e di che pasta fossero fatti. 4) L’ idea che i responsabili anziani fossero tutti marci: e’ evidente che questo fosse la realta’: Titta Malusardi era risaputo che facesse uso di sostanze stupefacenti, cosi’ come il Cioni ed il Berti; a Firenze molti membri sapevano che costoro si accendevano fior di cannoni davanti ai fedeli dopo i meeting. Pensiamo ai comportamenti di Pierpaolo Muzzolon che dopo aver collaborato e sostenuto a piene mani “Tracce” è stato recentemente beccato a Trets da un sokahan durante un congresso carnale con una signora di Genova. Pensiamo a tutte le società che ha realizzato con i membri Maurizio Tosi, pensiamo alle percosse violente inflitte da Tomaso Olivari alla sua giovane compagna membro, pensiamo a Kanzaki e a tutta la sua attività palese contro Kaneda. E qui ci fermiamo perché questo capitolo potrebbe costituire un corposo volume. 5) Riguardo il concetto secondo il quale Kaneda, Lettera e Valeria Venturi avessero costituito una rete di informatori soprattutto nella divisione giovani, per farsi dire cosa facevano gli adulti romani. Ciò che successivamente è successo in Italia e particolarmente a Roma dopo la nomina di Nakajima a direttore generale, parla da solo e da solo giustificherebbe una rete informativa considerando che è abitudine della leadership romana perpetrare le proprie porcherie di nascosto. Costoro si sono macchiati e si macchiano anche di reati penali nella gestione attuale del nostro istituto. Evidentemente Kaneda conosceva benissimo la doppiezza di tali personaggi e voleva conoscere in anticipo le mosse di questi traditori. Sotto la vecchia gestione il caso Cursio non sarebbe mai avvenuto e giustamente sia lui che i suoi amici che i suoi sostenitori nel consiglio nazionale sarebbero stati invitati a riflettere sulla loro responsabilità. 6) Riguardo il paragrafo dove Minganti afferma che dentro il Consiglio nazionale esisteva un pesante clima di intimidazione e violenza e che a loro non era possibile parlare perché gli era stato vietato dire: “Non sono d’accordo” : qui Minganti si supera; in questa parte del dossier mente a un livello tale che solo per aver scritto questo dovrebbe essere espulso dalla nostra comunità; fortunatamente la logica ci viene incontro. Innanzitutto la parola “violenza”: solito modo manipolatorio del Minganti che usa l’emozionalità del lettore per appoggiare su di essa le sue false e vigliacche affermazioni. Questa modalita’ e’ molto frequente nel ministro di culto romano: basta trascrivere fedelmente un qualsiasi suo discorso pubblico e facilmente ci si accorgera’ che costui usa a piene mani questa tecnica manipolativa che deriva dalla conoscenza della programmazione neuro-linguistica. Intimidazione: stesso discorso di cui sopra. Se esiste un intimidatore esiste ovviamente qualcuno che si fa intimidire, e se ci si fa intimidire da chicchessia ci si comporta da pecore e non da leoni, quali invece dovrebbero essere i leader di Kosen Rufu. Pertanto questa affermazione e’ l’ ammissione implicita della loro incapacita’ di guidare la nostra comunita’. Per essere precisi, dato il clima di repulisti che vigeva all’ epoca nel consiglio nazionale, qualche urlo o qualche pugno sul tavolo c’ e’ scappato, ma parlare di clima di intimidazione e violenza e’ oggettivamente grottesco quantoche’ manipolatorio. Inoltre, e’ contro il comune buon senso il concetto che costoro non potessero esprimere le loro opinioni, visto che i ministri di culto erano sempre loro stessi ed erano la maggioranza: un numeroso gruppo si faceva zittire da due persone? Ma via,Neanche se avessero portato bombe e mitra e manganelli all’ interno del consiglio nazionale i vecchi gestori sarebbero riusciti a zittire gli altri. E ricordiamo che all’ epoca era ancora viva Dadina, che non era certo il tipo che si faceva zittire da qualcuno. Inoltre, per quello che riguarda gli ordini del giorno questi erano elaborati ed ampiamente condivisi dai direttori generali, tutti, nessuno escluso, quindi anche da Tamotsu; non solo, ma a testimoniare che non ci furono ne’ pressioni ne’ altro ci sono i verbali del consiglio nazionale, che dovrebbero essere consultati da tutti i membri, ma che questi attuali gestori si guardano bene dal far consultare, e questa e’ l’ ennesima violazione gravissima di cui si macchia questo manipolo di individui. 7) La citazione di Mussolini da parte di Littera: questo, oltre che essere il tentativo di manipolare l’ opinione dei papaveri giapponesi, e’ il primo tentativo di collocare Lettera all’ interno di una logica di simpatie politiche invise dalla maggioranza dei membri italiani. In altre parole Minganti usa la politica per spaccare l’ unita’ dei credenti e per eliminare un suo avversario ingenerando l’ idea che Lettera sia fascista. Questo tentativo e’ un altro elemento che dovrebbe collocare il ministro di culto romano al di fuori della nostra comunita’ a furor di popolo. Se la divisione giovani odierna fosse onesta come quella giapponese degli anni 50, gli farebbe fare la fine del reverendo Ogasawara Jimon. 8) Se analizziamo bene il paragrafo che parla delle divergenze su alcuni punti essenziali,notiamo senza ombra di dubbio che di tali divergenze espresse in 9 punti, ben 6 riguardano i rapporti all’ interno del consiglio nazionale e non direttamente i membri italiani. Questo vuol dire che tutta la guerra che hanno intentato contro i vecchi gestori riguardava le loro poltrone ed il loro potere, non i membri, che sono stati ingannati, manipolati ed usati per gli scopi piu’ abbietti. Ed i loro scagnozzi hanno il coraggio di affermare che non c’e’ stato nessun golpe… 9) Per quello che riguarda i brani del dossier, facciamoci una bella risata: Vanessa Donaggio e Gabriele Norcia hanno fatto successivamente parte della cordata Cursio: Silvia Manco e’ stata una fiancheggiatrice della cordata, Sveva Nobile e’ la figlia di una redattrice di Buddismo e societa’, Anna Conti sappiamo tutti chi e’ e Samantha Caira oltre che aver fiancheggiato Cursio e’ stata una degli organizzatori del faraonico 16 marzo 2001 dove intervennero Veltroni e la Melandri , quest’ ultima dicendo: “mi sembrate tutti dei militanti”… e’ fin troppo evidente che dietro le affermazioni esagerate e vittimistiche di tali personaggi ci sia la regia di Minganti e delle PR romane di cui i vecchi gestori non si fidavano, ed a ragione, visto lo scempio che hanno fatto del nostro istituto. Infatti se leggiamo lo stralcio riferito a Massimo Polidori possiamo facilmente evincere questo concetto. Dopo questo dossier e la discesa in campo dei romani si arriva all’ inizio della pagina piu’ buia del nostro istituto. Il movimento di dissidenza prende maggior corpo, soprattutto grazie alle affermazioni di questi personaggi che occupano postazioni di rilievo nel consiglio nazionale e che godono di un numeroso seguito personale. Dal punto di vista del movimento sotterraneo circola un dossier redatto da Tomaso Olivari, finito ovviamente in Giappone che qui pubblichiamo. In questo dossier l’ Olivari, unico responsabile della Liguria a cui e’ stata abbassata la responsabilita’, si dipinge come un martire, come del resto si dipingono tutti gli autori dei dossier circolanti. L’ Olivari, grande comunicatore, sarebbe molto credibile, tanto da mettere in crisi anche i piu’ accesi sostenitori della vecchia gestione: peccato che ometta nel suo scritto, cosi’ preciso nel descrivere le torture subite, un dettaglio non trascurabile che cambia completamente la situazione e che riportiamo cosi’ come scrittoci da un nostro lettore:”… Se non sbaglio intorno all'anno 2000 il signor Olivari, era fidanzato da poco tempo con una giovane donna membro .. una sera ebbe un forte alterco con lei in casa sua a Genova da dove ne scaturì una forte lite e la giovane donna in questione scappò per paura di essere malmenata visto lo stato alterato di coscienza(alcol e forse qualcos 'altro) del suo neofidanzato ,cercando rifugio a casa di alcune sue amiche membri del nostro istituto e studentesse ,che abitavano a poca distanza da loro ,nei vicoli in via Prè ; una volta a casa di queste fu tranquillizzata e ospitata per la notte; era così terrorizzata che non riusciva neanche a spiegare l'accaduto .Dopo circa un ora le ragazze sentirono suonare il citofono ;era Tomaso.gli aprirono pensando che ci potesse essere una riappacificazione . li lasciarono da soli per farli chiarire (ingenuamente) ma dopo pochi minuti sentirono dei forti rumori e grida ,corsero nella stanza ,per assistere ad una vera e propria rissa distruggendo mobili e quant'altro ci fosse in casa . Riuscirono a malapena a dividerli e terrorizzate dall'accaduto chiusero fuori di casa Tomaso .Le ragazze disgustate da tutto questo decisero di denunciare l'accaduto informando i loro responsabili per proteggere la loro amica e l'associazione;venne informato il Sig.Littera che mandò una delegazione a parlare con Tomaso al Kaikan(ufficio) di Genova. Certo fu un dialogo fuori dalle righe ,fu sgridato con molta forza perchè asserì che il provvedimento nei suoi confronti fu troppo rigido...e che la colpa era della linea di Kaneda che dopo la morte di sua moglie era diventato duro e spietato! Qualche tempo dopo Tomaso incontrò la ragazza che lo aveva denunciato(abitavano a pochi metri di distanza)le fece un sorriso ed un gesto di ringraziamento chinando la testa in segno di rispetto ... la sua intenzione fu poco chiara ,tanto che la ragazza si sentì intimorita. Quando poi alla fine venne ridata la responsabilità a Tomaso, lei si sentì veramente tradita e smise di praticare ,dopo anni di sforzi e allenamento ...(certo ognuno ha la sua causa interna ..) ma siamo sicuri che non avremmo potuto fare qualcosa ??certo bisogna fare i conti con il fatto che Tomaso Olivari è ritenuto un santone della pratica ...e non solo a Genova ! Vorrei aggiungere che in questi giorni ho saputo che esistono dei film custoditi con grande cura di spiegazioni sul "Sutra del Loto" tenute da Tomaso .che sono utilizzate per studio ,in alcune zone di Genova ….” Questo individuo oggi e’ vice responsabile di regione…da notare nel suo dossier la storia del prestito di denaro. Come ci si sarebbe dovuti comportare, visti gli effetti, nei confronti di chi chiede prestiti ai membri e nei confronti di chi li concede? Ancora siamo cosi’ ciechi da considerare le tre regole di Toda, e la vecchia gestione che le voleva applicare, assurde e fasciste? Questo e’ quello che ci ha fatto credere gente come Roberto Minganti o come Titta Malusardi.
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