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Rissa
Decisamente in questo momento il nostro Istituto sta finendo sui giornali e non certamente per i propri scopi istituzionali. Venerdì scorso siamo finiti sul Tirreno e sull’edizione della toscana della Repubblica poiché due Membri Donne si sono letteralmente prese a capelli nel Kaikan di Grosseto. L’articolo intitolato “Meditazioni Pericolose” racconta la vicenda pur non calcando molto la mano, in quanto alcuni Responsabili sono intervenuti sulla giornalista che si occupava della vicenda per far minimizzare l’accaduto. Ovviamente non è importante sapere che queste due esponenti del gentil sesso si siano accapigliate per un uomo; è importante rilevare come sempre di più il nostro Istituto e i suoi Membri si siano caratterizzando nella società per polemiche, dispute e quant’altro. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa dire che tali episodi sono un elemento caratteristico della Gestione Nakajima. I nuovi Dirigenti con il loro motto: “Le regole in Soka Gakkai non sono necessarie” ottengono questi bei risultati. E’ ovvio che non basta il dissociarsi tiepidamente da tali incresciosi episodi per rifarsi la verginità d’immagine: se i giornali pubblicano tali notizie (e le pubblicano perché le cose capitano), le persone che coltivano perplessità e riserve sul conto dei buddisti afferenti alla Soka Gakkai cresceranno sempre di numero. Il vero problema ha radici più profonde: il consegnare Gohonzon a chi ne faccia una semplice richiesta. Senza alcun tipo di verifica né dottrinale né di altro genere, senza che i nuovi Membri vengano seguiti dal punto di vista della fede e del comportamento prima e dopo la consegna del Gohonzon. Le direttive di questa Gestione sono semplici, chiare: convertire più persone possibili, non per la loro felicità, ma per aumentare le entrate dello Zaimu, aumentare il numero degli abbonati alle Riviste, gettare fumo negli occhi al Giappone con dei numeri di statistica falsi come una banconota da 7 euro. Eppure Nichiren Daishonin scriveva in “Risposta a Nii-Ama”: “Oo-ama Gozen è insincera e sciocca ed è incostante, un momento ha fede, un altro momento abbandona la fede. Quando Nichiren incorse nell’ira del governo, ella abbandonò immediatamente il Sutra del Loto. Questa è la ragione per cui, anche in passato, ogni volta che l’ho incontrata le ho detto: “Il Sutra dl Loto è difficile da capire e difficile da credere”. Se io le concedo un Gohonzon perché sono in debito con lei, le dieci dee penseranno certamente che sono un prete parziale. Se seguo le parole del sutra e non concedo il Gohonzon per la sua mancanza di fede, io non sarò parziale, ma ella potrebbe nutrire rancore nei miei confronti in quanto non comprende il suo errore. Ho spiegato esaurientemente le ragioni del mio rifiuto in una letterea a Suke no Ajari. Per favore manda a prendere la lettera e mostragliela. Tu sei nella stessa famiglia di Oo-ama Gozen, ma la tua fede è più profonda. Tu mi hai spesso mandato offerte sia a Sado che qui a Minobu e la tua risoluzione non sembra vacillare, perciò ho iscritto per te un Gohonzon”. E’ chiaro a questo punto che le modalità di consegna Gohonzon non sono in linea con l’etica ed il comportamento del Budda Originale. Ed allora, su quali basi dottrinali si appoggiano queste modalità di consegna Gohonzon e quale è il valore religioso di queste conversioni facili? Risposta: Nessuno. Ed allora se il valore religioso della nostra associazione è nullo, a che titolo chiediamo l’intesa con lo stato Italiano? A che titolo chiediamo l’8 per mille? L’episodio di Grosseto dimostra che i Membri italiani non hanno capito un’accidente del Buddismo in generale e del Buddismo di Nichiren Daishonin in particolare. Perché? Perché la dirigenza no spiega né fa spiegare nulla sia di dottrinale, sia per quello che riguarda i comportamenti. Se pensiamo che Muzzolon è stato sorpreso durante un congresso carnale a Trèts, non possiamo pretendere che i Membri non si picchino nei Centri Culturali. Se fossimo nei panni dei Ministri di Culto e Direttori Generali di questo Istituto ci vergogneremmo come ladri per aver allevato fedeli di tale livello. Ma il vergognarsi non è mai stata una loro caratteristica peculiare.
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