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Risposta al Sig.Zimmardi di tutto lo staff di Sokarinnovamento

 

 

 

Gentile signor Zimmardi,

 

 

e’un enorme piacere ospitare sulle colonne del nostro sito la voce nientepopodimenoche’ di un responsabile di regione come Lei. Considerando che il suo livello di responsabilita’ e’ ricoperto esclusivamente da persone “fedelissime” alla gestione romana, possiamo considerare la sua alla stregua di una risposta ufficiale. In premessa mi permetto di farle notare che il nostro e’ un sito serio, che non lascia spazio a parole che non siano corroborate da documentazione scritta: se cosi’ non fosse, avremmo dovuto credere alle parole di chi ci segnala che la vera identita’ dell’amministratore di un certo forum ( non metto il nome per non fare pubblicita’) che scrive con lo pseudonimo di Makeda, sia proprio la sua. Questo Makeda, che dichiara di essere un “responsabilone” del nostro istituto, non fa altro che zittire chi non la pensa come lui e “bannare”le persone con modi del tutto autoritari. Ma siccome sono chiacchiere sicuramente del tutto infondate, noi non lo scriviamo, anzi, riteniamo che una persona come Lei, che dichiara sulle colonne del nuovo rinascimento numero 428 di dedicare la sua vita ai membri,( ho deciso di non lesinare la mia vita per sostenere i membri….) se abbraccia questa missione con tutto se stesso, come del resto ha dichiarato, non abbia tempo da perdere dietro ad immondizia come il forum di cui si parlava. Anche se non sarebbe un caso isolato, visto che Patrizia Porretto, traccina DOC, ricopre il suo stesso livello di responsabilita’. Non vogliamo nemmeno dare seguito a quelle chiacchiere che vorrebbero le PR di questo istituto “incoraggiare”(per non dir di peggio), alcune persone che abitualmente frequentano e/o controllano tali luoghi di discussione virtuali, anche se e’ noto che Giulio Mario Rampelli, grande amico del boss delle PR,faceva il lavoro sporco su Tracce in nome e per conto della attuale dirigenza romana…(e questo lo scriviamo perche’ e’ storia che fu lui uno degli organizzatori del famigerato forum di Tracce a Roma, dove furono presenti Minganti, sua moglie, Geracitano…anzi, cogliamo l’occasione per dire che siamo in possesso della registrazione completa di quanto Minganti disse ai partecipanti durante le pause caffe’).

Ed appunto al discepolo dichiarato di Sensei che scriviamo rispondendo alla sua gradita lettera di riflessione.

Partiamo da una imprecisione: la formula di Gongyo unificata si deve a Toda che nel 1952 si batte’ per ottenere questo risultato, visto che precedentemente che i laici non facevano  Gongyo se non in particolari occasioni. tale forma quindi, anche se uguale a quella adottata dai preti della Shoshu, e’ stata fortemente voluta da Toda, che fino a prova contraria e’ stato il secondo presidente della Soka Gakkai, che per statuto definisce le guide dei tre presidenti ETERNE. Quindi, dire che vogliamo affidarci di nuovo ai preti e’ un discorso del tutto strumentale, visto che,casomai, ci si affiderebbe a Toda, ed alle pressioni che fece sul patriarca Nissho, che oltretutto riscrisse le preghiere silenziose in forma estremamente corretta basandosi sul Rokkan-sho di Nichikan Shonin, uno dei testi maggiormente importanti e corretti della scuola Fuji. per mera informazione di carattere dottrinale, se si va a leggere il numero 261 del nuovo rinascimento (giugno 2002) scoprira’ come la prima forma di Gongyo per laici si debba attribuire a proprio a Nichikan Shonin, il patriarca illuminato che ha iscritto il Gohonzon che abbiamo in affidamento( primo esempio di Gohonzon per laici), e che la forma di quel Gongyo era molto simile a quella adottata nel 1952.

Inoltre, Nakajima dichiaro’ sul nuovo rinascimento numero….del 2002 che ognuno era libero in casa propria di adottare la vecchia forma di Gongyo, quindi finche’ non esiste una comunicazione UFFICIALE contraria, il problema non si pone.

Inoltre, recitare ANCHE la parte in prosa del capitolo Juryo, all’interno dell’attuale formula adottata dalla Soka Gakkai, NON VUOL DIRE FARE GONGYO COME I PRETI, visto che questi fanno cinque preghiere al mattino e tre la sera, come noi si faceva una volta.

Ma possiamo ben capire che, dato il suo sacro fuoco nel difendere le posizioni ufficiali della Soka Gakkai, questo dettaglio puo’ esserLe sfuggito.

Dato per scontato il principio che si leggono i due capitoli del sutra per confutarne il significato superficiale ed abbracciarne quello profondo, ci spiega lei come si puo’ confutare un qualcosa che non si sta LEGGENDO? Come si puo’ affermare che Nichiren Daishonin e’ il vero Budda eterno, come peraltro CHIARAMENTE iscritto nel Gohonzon che abbiamo in affidamento, se non si confuta il passo dove si afferma l’ identita’ di Shakyamuni come Budda eterno? Se assumiamo chetale operazione di refutazione sia un fatto meramente simbolico, sarebbe completamente inutile recitare Gongyo. E’ fin troppo evidente quindi che la recitazione della parte in prosa del capitolo Juryo NON E’UNA MERA FORMALITA’ DELLE TANTE CHE HANNO INTRODOTTO I PRETI, ma un fatto sostanziale che fa’ una grande differenza rispetto l’ottenimento della buddita’ o meno. Inoltre, si puo’ definire “vuoto formalismo” la forma di Gongyo che proprio Nichikan Shonin, patriarca illuminato, tanto da iscrivere il primo Gohonzon per laici,ha di fatto codificato( a parte la triplice ripetizione del JIGAGE)??

A proposito di cose non capite, le rimarco ulteriormente che noi non abbiamo MAI affermato che la parte in versi non e’ valida,ma che non puo’ prendere il posto di quella in prosa. Quindi la sua dichiarazione circa la pretestuosita’ delle nostre affermazioni nasce da una sua scarsa comprensione di quanto abbiamo chiaramente affermato, e,noti bene, nel rispetto dello spirito iniziale di questa nostra risposta, non accenniamo per nulla al fatto che lei non abbia voluto deliberatamente capire le nostre parole. per chiudere questo paragrafo le notifichiamo che e’ del tutto folle non fare una cosa corretta solamente “perche’ cosi’ fanno i preti”…se la sentirebbe di affermare che e’ corretto non recitare Daimoku solo “perche’ cosi’ fanno i preti”??? le ricordo che noi tutti recitiamo di fronte ad un Gohonzon iscritto da un patriarca, pertanto non basta non recitare la parte in prosa del capitolo Juryo per staccarsi profondamente dal clero. Cio’ che DEVE essere rifiutato e’ l’insieme di dottrine folli propagate da Nikken, non cio’ che e’ dottrinalmente corretto. Altrimenti non avrebbe senso ricordare nelle preghiere silenziose sia il Dai Gohonzon che Nikko Shonin e Nichimoku Shonin. Questo vuol dire che la Soka Gakkai non si e’ ancora distaccata dal tutto dalla scuola Fuji.

La vera confusione sta nell’ alterazione del Gosho secondo la nuova dottrina, non nel recitare la parte in prosa del capitolo Juryo. quindi,per decenza, ci risparmi la sua affermazione circa il fatto che creiamo confusione nei nuovi membri. inoltre, qualsiasi persona con un po’ di sale in zucca capirebbe che il cambiamento di Gongyo non e’ affatto legato al vuoto formalismo dei preti, come dichiarato ai quattro venti all’epoca, ma fa parte di un piano preciso di cambiamento della dottrina proditorio quanto lento ed inesorabile, che si e’ reso NECESSARIO a causa  di faccende politiche giapponesi legate al riconoscimento della Soka Gakkai come ente religioso staccato dalla Nichiren Shoshu. Leggete la teoria dei due budda originali e saranno chiari i veri motivi per cui si e’ cambiato Gongyo.

E proprio per spirito di chiarezza le rappresentiamo che proprio le persone che agiscono come LEI fanno dire all’esterno che la Soka Gakkai e’ una setta. Quando scrive:”…affermando che la Soka Gakkai giapponese sta tradendo il vero spirito del Buddismo di Nichiren state gettando fango sul Pres.Ikeda preche’ vi ricordo che gli attuali Presidente della Soka Gakkai giapponese, direttore della Soka Gakkai giapponese etc…etc…sono da lui nominati(oppure non ne sa nulla secondo voi??)”…lei sta affermando sia qualcosa di cui non ha sicurezza, e sta rinverdendo il principio di Nikkeniana memoria sull’ infallibilita’ del “patriarca”.

In parole povere, lei non e’ affatto in grado di affermare con certezza, perche’ evidentemente non presente, che quelle nomine siano state fatte da Ikeda in persona, cosi’ come non puo’ affermare che gli attuali scritti di Sensei siano stati da lui redatti. Questo significa seguire la persona, e se si vuole fare un discorso corretto occorre fornire PROVE che evidentemente ne lei ne nessun altro siete in grado di fornire. Come si dice a Roma “Tocca fidasse”…ma se ha ben compreso lo spirito del Daishonin, quando questi cita la famosa frase del sutra del Nirvana “segui la legge e non la persona” sta dicendo proprio che non bisogna fidarsi affatto.

Inoltre, ammesso che sia stato lui a nominare i vari responsabili,non puo’ avere sbagliato??? Secondo il suo assunto invece Ikeda non puo’ sbagliare, quindi lei sta implicitamente affermando che il nostro maestro non e’ un essere umano come noi. Proprio affermazioni come quelle che lei ha fatto fanno coniare a gente come Pitrelli e Del Vecchio il termine “ikedismo”…quindi siete VOI ed i gestori romani a gettare fango su Sensei, non noi.

Inoltre, se da responsabile di regione usa il Gosho per dare guida ai suoi membri, sicuramente avra’ letto “lettera di petizione di Yorimoto” a pag.145 del sesto volume della vecchia edizione, dove Nichiren afferma:”…     ma il budda nel sutra del nirvana ,ci dette il suo ultimo ammonimento: affidatevi alla legge e non alla persona. Il budda ci insegno’ a seguire i sutra se i maestri sbagliano. Tu dici che questi maestri non possono sbagliare,ma fra le auree parole del budda e la tua opinione personale,io credo alle auree parole del budda.” Inoltre, a pag 156 dello stesso scritto: “…il gran maestro Dengyo  sostiene: in caso di comportamento ingiusto, un figlio deve ammonire il padre e un ministro il suo signore. In verita’ sappiate che questo vale tra signore e ministro, padre e figlio, maestro e discepolo:il discepolo deve ammonire il maestro quando sbaglia.” Pertanto,si metta l’animo in pace: Nichiren Daishonin contempla che un maestro possa sbagliare: l’affermare, anche implicitamente, il contrario nei casi che riguardano Ikeda, fa di questo istituto una setta, senza se e senza ma, e permette, in maniera del tutto arbitraria e fraudolenta a qualsiasi dirigente dell’IBISG che apra bocca, di spacciare le sue idee personali per il verbo di Ikeda. E siccome i membri debbono fidarsi,in quanto non possono avere mezzi per riscontrare la veridicita’ di quanto affermato,non hanno alcuna possibilita’ di replica. Provi a smentirci senza i soliti luoghi comuni e senza le solite bugie che si raccontano abitualmente ai membri: e’ oltretutto offensivo raccontare a noi che abbiamo una visione dettagliatissima delle dinamiche interne del nostro istituto,le fregnacce che raccontate ai fedeli italiani.

 

 

Saluti

 

Lo staff di Sokarinnovamento