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risposta di Luigi Veroi ad Emanuele Zimmardi
Salve, grazie per la sua partecipazione.
Per quanto riguarda che Nichiren non abbia dato indicazioni sulla forma di gongyo, questo non è vero. Nel Gosho sulle mestruazioni afferma: «Ma per tornare alla tua domanda, come ho già affermato prima, benché nessun capitolo del Sutra del Loto sia trascurabile, fra i ventotto capitoli i capitoli Hoben e Juryo sono particolarmente importanti, tutti gli altri sono come loro rami e foglie. Ti consiglio quindi nella tua pratica giornaliera di leggere le parti in prosa dei capitoli Hoben e Juryo. Inoltre puoi anche trascriverle». Ed ancora più avanti: «… Quindi leggi regolarmente i due capitoli Hoben e Juryo e leggi gli altri capitoli di tanto in tanto, quando hai un po' di tempo libero».
Se lei si riferisce alla formula di gongyo praticata prima del 2002 allora la “colpa” è di Toda. I preti leggevano il sutra 5 volte la mattina e 3 la sera in luoghi diversi e per 3 volte al giorno con il Gongyo Ushitora celebrato dalle 2 alle 4 del mattino.
La forma che avete introdotto senza la parte in prosa del Juryo va contro il consiglio del Daishonin, se ne rende conto? Qui non si tratta di recitare il sutra per cinque o tre volte come dice lei ”fanno i preti” ma di leggerlo completo con i capitoli Hoben Juryo e Jigage almeno una volta la mattina e una la sera. In ogni caso se la forma fosse giusta lei non la consiglierebbe solo perché la recitano i preti? Mi sembra uno strano ragionamento, strano quanto dire che il jigage va preferito al Juryo perché più antico… Allora lei potrebbe tranquillamente consigliare ai suoi membri di lasciare perdere Myoho renghe Kyo , per Sad Dharma Pundarika sutra, vero? E’ più antico…
I suoi criteri per stabilire cosa sia giusto e cosa no, non mi sembrano alquanto discutibili e non basati sul Gosho, quindi da non accettare.
Per il fatto che lei non riceva beneficio dal fare gongyo in un modo o nell’altro effettivamente esula dal problema di quale sutra recitare. Il problema è molto diverso. Vede, se lei pensa che Nam Myoho renghe kyo sia un mantra come la soka gakkai ha ormai gridato ai quattro venti tramite siti ufficiali, riunioni e convegni, lei non riceverà il beneficio della fede, è scritto nel Gosho. Lei con tutti i giapponesi, italiani e coloro che credono in questa eresia non riceverà né difficoltà né benefici. Se non mi crede vada a leggersi il Gosho “Cenni sul capitolo Zokurui” e si accorgerà che sono stato nei suoi confronti anche fin troppo ottimista.
La soka gakkai ha distrutto lo spirito del vero buddismo di Nichiren Daishonin e ne ha distorto l’insegnamento, come può pretendere di ricevere benefici? Avete scambiato questo Gioiello che esaudisce i desideri come una pietra comune che non conduce alla Buddità. Ma si rende conto che sono almeno dieci anni che non si legge sui giornali dell’istituto una esperienza di fede che sia tale?
Lei saprà sicuramente che la prova concreta è la più importante di quella documentaria e teorica. Non si preoccupi per i membri, questo tipo di “confusione” porterà loro beneficio, glielo assicuro, come ne ha portato a me e a chi ha ripristinato il Gongyo con le sue tre parti.
Per quanto riguarda il “gettar fango sul Presidente Ikeda”, non siamo noi che gli mettiamo in bocca i discorsi che pubblicate. Già da tempo nei suoi scritti ci aveva avvertiti che avremmo dovuto mettere in discussione ciò che lui diceva. Il senso è che le traduzioni possono essere fedeli al testo o adattate con mezze verità. Il presidente Ikeda sapeva benissimo che sarebbe stato bypassato da persone con interessi diversi dai suoi.
Per sua informazione, noi non ci affidiamo né ai preti ne ad alcun altro se non al Gosho del Daishonin tradotto prima della versione unificata nel volume che avete tradotto arbitrariamente adattandola per i vostri fini.
Luigi Veroi
Prego di pubblicare questa mia risposta unitamente alla sua.
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