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far venire a galla la verita' nell' IBISG
Ritengo necessario portare a conoscenza di tutti ciò che sta accadendo da tempo nell’Istituto Buddista Italiano, sia ai suoi vertici che alla base. Ho iniziato praticare 24 anni fa e nell’ultimo decennio molte cose sono cambiate ( in peggio). A farne le spese sono i praticanti sinceri. L’ utilizzo ai fini personali dell’attività e della responsabilità hanno prodotto l’annacquamento della dottrina originale ed hanno condotto molti membri ad una pratica edulcorata, palliativa ed anestetica. Di fatto è andato perso lo spirito rivoluzionario della disciplina buddista, nella vita personale come nella società. Prima di addentrarmi nella descrizione dettagliata dei fatti vorrei spiegare lo spirito con cui mi accingo a compiere tale azione. Non è certo per rancore o vendetta o perchè mi diverta a deridere qualcuno ma semplicemente per tentare di riportare giustizia ed equità nell’organizzazione che più mi sta a cuore e per proteggere l’integrità dei praticanti che verranno. Per fare ciò mi muoverò quindi non con emozioni personali ma mosso dagli insegnamenti e dai sentimenti di Nichiren e di Sensei. A proposito vorrei citare alcune frasi: -“Se un buon monaco vede qualcuno distruggere l’insegnamento e non se ne cura, non lo rimprovera, lo espelle o non lo punisce per la sua offesa dovresti comprendere che quel monaco sta tradendo l’insegnamento del Budda” –nelle sue scritture il Daishonin cita spesso questo passo del sutra del Nirvana ( D.Ikeda, Il gosho e la missione di kosen rufu vol.2 pag. 146) -In “lettera da Sado” il Daishonin dichiara:” i non buddisti e gli uomini malvagi non possono distruggere la vera legge del Budda: solo i discepoli del Budda possono distruggerla.Come dice il sutra: un parassita nelle viscere del leone lo divora.”…….più di chiunque altro, i responsabili devono essere severi su questo punto altrimenti verranno sconfitti dalle influenze demoniache. (D.Ikeda discorso da NR. 338 pag.8) -Che fate quando vedete un amico che sta imboccando un sentiero sbagliato ? Spero che ognuno di voi si comporti da buon amico non solo ascoltandolo con attenzione ma anche ammonendolo, se necessario, con frasi del tipo:” ciò che stai facendo è sbagliato!” o “ non gettare via la tua vita!”Nichiren nel Gosho cita le famose parole:” Se uno è amico di una persona ma manca della compassione di correggerla in effetti è suo nemico” (SND, 7, 167 )…………Anche se sul momento dovessero risentirsi per ciò che avete detto e smettessero di esservi amici per un certo tempo la vostra preoccupazione per il loro benessere li accompagnerà. L a vostra sincerità un giorno darà frutti e i vostri amici capiranno che ciò che dicevate era giusto.( D.Ikeda dialoghi NR.259 pag.21) Ora per entrare nello specifico enunciamo il concetto - principio dei tre potenti nemici del buddismo. Il primo nemico sono i laici ignoranti (ce n’è pieno il mondo e sono facili da sconfiggere) il secondo nemico sono i preti arroganti (è il caso dei preti corrotti della nichiren shoshu dai quali ci siamo staccati un decennio orsono e che abbiamo faticosamente sconfitto non senza aver lasciato “cadaveri” sulla strada). Il terzo nemico sono i falsi santi. Sono i più duri da sconfiggere in quanto difficili da riconoscere e smascherare dato che sono camuffati da benefattori . Sono degli ingannatori e per questo sono considerati il più pericoloso tra i 3 potenti nemici . E’ il caso di una buona fetta dei nostri direttori nazionali e dei nostri responsabili regionali. Essi parlano bene e razzolano male. Generalmente utilizzano a fini personali l'attività e la loro posizione. Per fine personale non si intende solo il denaro ma anche l'appagamento che deriva dal sentirsi importanti e dal brivido che si trova nel controllare gli altri. Queste persone generalmente fanno un sacco di attività visibile, amano mettersi in mostra ma fanno poca attività invisibile come recitare, studiare o seguire da vicino le persone. Se hanno qualche beneficio è grazie ai favori, sotterfugi, imbrogli, contributi pubblici e non raccontano esperienze personali legate direttamente alla fede e al GH. Se li si spoglia del loro ruolo di responsabili di loro non resta nulla di notevole; se sono senza una responsabilità vanno in crisi. Essi sono come i nostri parlamentari: a loro i privilegi e ai membri-sudditi i sacrifici. Così va il mondo è così va l'istituto buddista(almeno per ora). Com'è possibile continuare a farci guidare da simili personaggi? questi falsi santi stanno introducendo messaggi errati nella dottrina e nella pratica. Affermano per esempio che ci si può rilassare, che si può fare poco daimoku, si può saltare gongyo quando si è stanchi e indaffarati mentre nella rivoluzione umana si insegna esattamente il contrario; per esempio che il nostro maestro era attivo anche quand'era malato di tubercolosi e che Toda ha lottato fino alla fine dei suoi giorni affinché si arrivasse a un numero di 750.000 famiglie praticanti in Giappone . Questa brutta copia del vero buddismo e non è per nulla fedele all'originale e sta alla base del disfacimento dei legami tra membri. E’ evidente anche che con tali responsabili non si incide nella società e non si mettono in atto azioni concrete contro la guerra e per la protezione dell'ambiente . Ma cosa possiamo fare noi qui nella nostra città, nei nostri gruppi e settori e con i nostri amici? Come possiamo evitare le cattive influenze che arrivano dai vertici dell'organizzazione? Semplicemente ritornando alla purezza e all'autenticità della pratica e della fede. Tanto daimoku quotidianamente, studio del gosho, dei principi fondamentali e della rivoluzione umana che ci ricorda le battaglie dei nostri maestri. Poi è importante vincere in tutti gli aspetti della nostra vita per sviluppare una forte fede individuale, autonoma e indipendente da questo e da quel pseudo-guru di passaggio.Poi bisogna insegnare agli altri a praticare e a vincere. Suggerirei anche di non frequentare più riunioni plenarie di report Consulta. Noi pratichiamo il Buddismo di MAKIGUCHI, TODA E SENSEI (originale) e non il Buddismo di NAKAJIMA, TITTA e BOTTAI.(brutta copia) Suggerirei di seguire i membri, di andare a trovarli nelle loro case; è importante concentrarsi sulle persone e sui gruppi: in una parola di tornare allo spirito originario. Nei dettagli cosa vorrei spiegare prossimamente? 1° di come i nuovi direttori e vice-direttori sono lautamente stipendiati e ricoprono il doppio ruolo di dipendenti-responsabili in pieno conflitto di interessi mentre una volta tale ruolo si svolgeva a titolo gratuito. 2° di come gli amici degli amici vengono nominati responsabili e quali sono i criteri per la nomina. 3° di come vengono trattati quelli che si discostano dalla linea istituzionale. Ma soprattutto voglio spiegare la ricaduta che tutto ciò ha sulla fede dei membri e perciò sulla loro sofferenza o la loro felicità. saluti Alessandro
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