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lettera per un giudice
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Gentile Signor Giudice….si, mi sto rivolgendo a Lei, a Lei che scrisse questa lettera a Kitano ed al consiglio nazionale italiano dell’ IBISG. Forse quando i suoi amici le gireranno questa mia Lei ridera’ di me, pensera’ che sono un matto, un illuso, o come dicono quelli delle PR, un manipolato. Ma tutto cio’ non è un problema per me: non mi interessano i giudizi arbitrari sul mio conto, le delazioni, o peggio, gli insulti, esattamente come non nutro alcun rancore verso la Sua persona quando dice ai membri che non pratico il buddismo di Nichiren Daishonin. Certamente, trovo paradossale che una persona che non mi conosce possa tranciare dei giudizi sul mio conto, esclusivamente basandosi su quanto scrivo su questo sito, ma Nichiren Daishonin scrive in “risposta a Soya Nyudo:” Gli spiriti affamati vedono il fiume Gange come fuoco, gli esseri umani vi vedono l'acqua e gli esseri celesti lo vedono come amrita. L'acqua e` sempre uguale, appare diversamente secondo la capacita` karmica degli individui." L’ovvia conseguenza è che le persone vedono la realta’ attraverso il loro stato vitale che mostrano inequivocabilmente quando leggono gli scritti contenuti in questo sito. Ma non e’ questo l’ argomento per cui le sto scrivendo. Leggendo la sua lettera scritta a Kitano ed al consiglio nazionale dell’ IBISG nel 2002 non posso non fare alcune riflessioni che le giro esattamente come mi vengono da dentro la mia vita. Lei parla di sofferenza di membri e responsabili, parla di autoritarismo elevato a sistema, quando qualcuno le fa notare che anche i dissidenti si comportano male lei parla di un’ origine precisa, non specificando quale sia, ma lasciando intendere all’ interlocutore che si parla del regime messo su dai vecchi direttori generali. Ma in tutto questo esiste un grave vizio di forma: Lei ha mai ascoltato le ragioni della controparte? Si è mai informata sui motivi per cui i vecchi direttori generali hanno preso determinati provvedimenti verso alcuni personaggi? Eppure l’ ascoltare la controparte e’ una parte fondamentale del suo lavoro. Mi scusi, ma non le sembra di aver emesso una sentenza viziata da irregolarita’ procedurali? Mi permetta due considerazioni: e’ cosi’ che funziona la magistratura italiana? Avendo operato in questo modo, si sente perfettamente a suo agio con se stessa? Successivamente Lei condanna il pubblico comportamento di Littera durante il corso estivo del 2001; sono con Lei, ma ha sentito bene quali erano le motivazioni di fondo? Si è informata sul fatto che i presunti “traditori” avevano diffuso una lettera utilizzando la banca dati dell’ istituto? Da un punto di vista giuridico, come si chiama l’ utilizzare dati sensibili al di fuori dello scopo per cui sono stati raccolti? Il compito di un giudice e’ quello di essere imparziale…o mi sto sbagliando? Perche’ poi crocifiggere Littera solo perche’ sembra che si attribuisca i meriti di successi nella fede di persone che hanno risolto i loro problemi anche grazie ai consigli di fede che hanno ricevuto da lui. Perche’ utilizzare in questo modo strumentale un mero rigurgito di arroganza? Purtroppo la Sua lettera ha avuto la funzione di appoggiare un vero e proprio colpo di mano portato avanti con metodi, questi si, al limite della legalita’ e completamente estranei al buddismo di Nichiren Daishonin. Non una nobile lettera mossa da vera compassione, ma purtroppo uno strumento di lotta per il potere. Le confesso che, per usare un suo termine, e’ deflagrante per me pensare agli effetti che possono essere scaturiti, o che scaturiranno nella sua vita. La supplico di riflettere profondamente su questo ultimo mio periodo. Vede, spesso nei miei scritti uso toni forti, abuso dell’ aggettivo “traditore”, ma mi creda,lo scopo e’ solamente quello di generare reazioni nella controparte per farne uscire fuori i limiti e generare una sana messa in discussione, esclusivamente per le loro vite. Questo e’ l’unico movente che mi fa continuare a scrivere, altrimenti avrei smesso da un pezzo. La vita e’ il bene piu’ prezioso, su questo siamo tutti d’accordo, e se i miei odiatissimi scritti servono per svegliare anche una sola persona dal torpore mortifero in cui si trova, e la fa mettere in discussione, non avro’ subito calunnie ed insulti invano.
cordialmente
Luciano Madon |