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Premio Estense 2011 al libro "occulto Italia di Pitrelli e del Vecchio
Questa e’ una barzelletta!!!!Occulto Italia Ha vinto il premio estense 2011. come ben sappiamo, e come i nostri dirigenti sanno meglio di noi, questo libro contiene un attacco generalizzato, gratuito ed infondato alla nostra comunità, ai suoi componenti, al nostro Maestro ed alla nostra religione. Gli autori, per redigere il capitolo-di ben 80 pagine- su di noi, si sono serviti esclusivamente delle testimonianze di ex fuoriusciti del nostro istituto,TUTTI ex aderenti a Tracce 2 e le cui identita’ sono state da noi rivelate nonostante l’anonimato, e che si sono scagliati contro di noi con affermazioni diffamatorie e calunniose di tale gravita’ da poter senza alcun dubbio essere oggetto di valutazione penale da parte di un giudice. Nonostante questo vergognoso attacco nei nostri confronti, questo libro-spazzatura ha vinto un prestigioso premio. Al di la delle ben note questioni occorre fare in questa sede una serie di considerazioni:
1)come mai da qualche tempo a questa parte l’istituto e’ oggetto di attacchi e calunnie da parte dei media e le risposte dell’istituto non sortiscono alcun effetto? Semplice, perche’ negli ultimi dieci anni e’ stato distrutto tutto il lavoro fatto in precedenza per avere un determinato tipo di considerazione nella societa’ e questo lavoro e’ stato distrutto da chi ha scalzato i vecchi direttori generali.
2) le PR sono guidate da incapaci-e questa penosa vicenda conferma in pieno questo giudizio- che, invece di difendere l’istituto all’esterno, pensano solo ad assumere il traditore Cursio come capo ufficio stampa e pagarlo profumatamente per fargli scrivere articoli ridicoli sul sito istituzionale, ad esclusivo uso e consumo dei poveri membri che, leggendo le porcate che appaiono sui media, vorrebbero che l’istituto intervenisse. Ma per scrivere articoli di tale tenore si sarebbe potuto benissimo usare qualcuno che svolgeva tale compito come volontario, e non un traditore della fede lautamente stipendiato. La squadra di Minganti insomma, si occupa solamente di replicare agli attacchi dal sito dell’istituto, ma all’esterno non fa assolutamente nulla. Anzi, utilizza l’occasione offerta da Pitrelli e Del Vecchio solamente per sferrare l’ennesimo intollerabile attacco alla vecchia gestione, usando quindi il sito istituzionale per fini personali e di potere.
3) e’ sin troppo evidente che gli incapaci delle PR pensano solo a difendere il loro posto di lavoro invece che difendere l’istituto all’esterno. Inoltre, il falso buddismo che pratica Minganti e che fa praticare agli altri non permette a questi individui di comprendere bene come si deve agire efficacemente nella societa’. In soldoni, il falso buddismo unito all’incapacita’nello svolgere le proprie mansioni, costituisce un cocktail esplosivo che fa si che invece di evitare di parlare troppo di questo libro-spazzatura, e di agire in concreto contro i due autori, ci si scrive un articolo sul sito istituzionale facendo da cassa di risonanza e pubblicita’ gratuita al libro incriminato!!!
4) dalle colonne del sito istituzionale gli incapaci dello staff PR si sono affrettati a prendere le distanze dalla nostra proposta di class-action ed hanno bollato il nostro comportamento come poco buddista. Ma a quali mirabolanti risultati ha condotto la loro linea catto-buddista? A far vincere un premio prestigioso a chi ci ha riempito di guano!!! A far mietere a quel libro-spazzatura ancora piu’ consensi con l’inevitabile consolidarsi nella societa’ delle teorie criminali contro di noi!!! Un’azione legale seria, invece, avrebbe avuto l’effetto di far accendere i riflettori sulla non-serieta’ dell’indagine condotta da Pitrelli e Del Vecchio. Non solo,ma la societa’ si sarebbe fatta l’idea che chi guida il nostro istituto e’ un pool di persone serie e capaci pronte a difendere il proprio credo, la propria onorabilita’ e soprattutto a tutelare l’immagine dei propri fedeli. Avremmo avuto una parvenza di serieta’ e credibilita’ insomma. Ma le folli teorie religiose filo-UBI del buddismo “mingantiano” spacciate come buddismo di Nichiren Daishonin, hanno impedito di fatto all’istituto di proteggersi adeguatamente e di proteggere i propri fedeli da questo vile attacco, e se chi guida non e’ in grado di difendere i propri membri DEVE andare a casa, senza “se” e senza “ma”. 5)a questo punto abbiamo la prova concreta che il buddismo “mingantiano”, ovvero quello che si pratica oggi nel nostro istituto NON FUNZIONA. Un attacco cosi’ grave ad una comunita’ di credenti che pratica il VERO BUDDISMO, in altri tempi avrebbe fatto emergere una forte protezione ed una punizione visibile ed esemplare del Gohonzon nei confronti degli autori del misfatto, come in passato veniva ben rimarcato nei casi del Patriarca. Ma se i due pennivendoli da strapazzo vincono un premio prestigioso offendendo noi e l’insegnamento, vuol dire che: A) in seno all’IBISG non si pratica il VERO BUDDISMO, il vero insegnamento e’ stato distrutto, quindi non puo’ esserci alcun tipo di protezione. B) oppure che i nostri dirigenti fanno finta di praticare quando sono in presenza dei membri, ma in realta’ non praticano piu’
6) se le PR, come da tempo e’ evidente, non sanno fare il loro lavoro, lo staff, visto che viene mantenuto con i soldi delle offerte, deve essere azzerato e rifondato, esattamente come si dovrebbe fare in una struttura che si vuole far funzionare. Ma se abbiamo uno statuto che e’ l’ennesima barzelletta dove controllori e controllati sono gli stessi personaggi, cosa pretendiamo? Che il Minganti si licenzi da solo, o che la Marta Bonomo faccia licenziare il marito? O che Anna Conti faccia riciclare nel lavoro il suo mentore??? O che Tamotsu tolga lo stipendio a chi ha combattuto e combatte contro Kaneda e gli ha permesso di coronare il suo sogno di diventare direttore generale??? O che Titta, a cui viene permesso di tutto e di piu’, ai limiti di ogni immaginazione, faccia uno sgarbo a chi, nei momenti cruciali, gli permette di fare di tutto perche’ possa lui stesso a sua volta fare di tutto???
Considerando come esempio il “grande successo” ottenuto dalle PR nella vicenda in questione, non si puo’ non considerare che nei confronti di Minganti e Cursio l’istituto si comporta come un ente assistenziale, perche’ di efficienza lavorativa, come abbiamo visto, nemmeno a parlarne. In un successivo scritto analizzeremo bene cosa questi individui avrebbero dovuto sapere, fare e dire per istituire un’azione efficace a tutela dell’immagine dell’istituto e dei suoi componenti. Concludiamo con un paradosso: il nuovo regolamento per gli appartenenti prevede l’espulsione nei casi di diffamazione seria dell’istituto e dei suoi componenti…i dirigenti che non difendono adeguatamente i fedeli da diffamazioni serie perpetrate all’esterno, dal punto di vista del VERO BUDDISMO sono complici dei diffamatori e dovrebbero essere espulsi!!!
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