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la calda estate del 2001

 

 

Come si evince dal documento pubblicato in precedenza, alle riunioni segrete, tra le tante calunnie che circolavano, si scoraggiavano le persone a  fare offerte,  facendo illazioni su come queste venissero arbitrariamente intascate dai vecchi direttori generali. Abbiamo ben letto nel report pubblicato nella puntata precedente come addirittura Kanzaki indicasse di non fare zaimu. Da un lato Con l’ IBISG che collezionava riconoscimenti nella società e si avviava con sorprendente velocita’ all’intesa con lo stato italiano, e dall’ altro i fuoriusciti dall’ attivita’ che tramavano e tessevano le loro tele per attaccare la dirigenza capeggiata da Kaneda e Littera,si arriva alla primavera del 2001 dove “stranamente” quasi tutti i responsabili coinvolti nelle riunioni segrete e nelle calunnie ai vecchi direttori generali si dimettono, con frequenza stranamente cadenzata, quasi ci fosse una regia dietro tutto questo. Non solo, ma accadono due cose di fondamentale importanza: la lettera firmata “nichiren22” e la scoperta dell’invio in Giappone di alcune lettere di fuoriusciti e/o dissidenti. Entrambi i casi ruotano attorno ad un dipendente dell’IBISG di Milano: Yugi Matsunaga, ancora oggi, nonostante tutto quello che ha combinato, a libro paga dell’ istituto con i suoi 36.000 euro e rotti all’ anno. I capi della rivolta non hanno nozioni di buddismo atte a supportare dal punto di vista dottrinale i loro comportamenti e pertanto “misticamente” esce fuori questa lettera dove si contestano gli editoriali apparsi sul Nuovo Rinascimento a firma di Giovanni Littera. Questo documento, unitamente a lettere anonime contenenti diffamazioni sul conto dei direttori generali viene recapitato sia per posta elettronica che per posta ordinaria ad un numero consistente di membri. Si scatena un polverone. Chi ha fornito allora gli indirizzi di posta elettronica e quelli ordinari a Claudio Micheli? (ormai si puo’ svelare l’identita’ di nichiren22) viene scoperto che tali indirizzi sono stati trafugati dalla banca dati dell’ istituto ad opera di un dipendente, Yugi Matsunaga appunto, il quale confessa di essere stato lui a compiere questa irregolarita’ che, comunque, e’ di interesse penale in quanto sono stati utilizzati dati sensibili dei membri senza la preventiva autorizzazione del garante per la privacy. Ma non e’ tutto: nel computer di proprieta’ dell’ istituto in uso al Matsunaga vengono anche trovate delle lettere tradotte e da tradurre in giapponese e da inviare alla sede centrale della Soka Gakkai. Queste lettere sono opera di persone alle quali era stata abbassata la responsabilita’ per i loro comportamenti illeciti e persone che avevano conti in sospeso con i direttori generali. Matsunaga quindi e’ costretto a confessare la sua attivita’ di traduzione in favore dei dissidenti. Ma c’e’ dell’altro: le lettere di nichiren22 vengono anche inviate per posta ordinaria a membri della Toscana tramite buste con indirizzo prestampato di provenienza interna all’ istituto: qualcuno quindi a Firenze ha fornito ulteriori indirizzi ai mittenti della famosa missiva. Matsunaga a questo punto fa il nome di Giuseppe Sicari, personaggio di spicco della leadership fiorentina coinvolto nell’ attivita’ anti danto. Ma il Sicari non e’ conosciuto solo per questo: un giorno Giovanni Littera si trova a fornire guida a due coniugi membri sull’orlo del divorzio; ad un certo punto la donna scoppia a piangere e confessa di aver avuto un rapporto intimo con un alto responsabile durante una guida di fede: il Sicari, Appunto, per la cui cosa viene sospeso dalle attivita’. Questo squallido personaggio allora utilizza tutte le tecniche imparate durante l’ attivita’ anti danto per tramare e colpire alle spalle chi aveva avuto l’ ardire di sospenderlo. Non e’ difficile: costui e’ responsabile operativo della segreteria di Firenze e pertanto gli risulta facilissimo tirare dentro la responsabile della banca dati di Firenze: Maura Serafini, la quale risultera’ anche tra i promotori di una raccolta di firme contro i vecchi direttori generali.

Il clima a questo punto non e’ piu’ sereno e saltano i nervi a molti dando luogo ad eccessi di ogni tipo. I nuovi responsabili, venuti a conoscenza di quello che si delinea sempre di piu’ come un complotto contro i direttori generali, cominciano a maltrattare i “colpevoli” utilizzando frasi ed epiteti molto offensivi, tanto da dare il fianco alle future affermazioni inerenti una “deriva autoritaria” all’ interno del nostro istituto.

L’ estate del 2001 si consuma nell’analisi del complotto che si sta delineando: queste cose di cui stiamo parlando vengono dichiarate pubblicamente con tanto di nomi e cognomi dei “colpevoli”, additati come esempio di traditori. Nel settembre 2001 viene indetta una riunione al Rolling stone di Milano dove viene raccontata l’ attivita’ segreta del Matsunaga, e dove questi interverra’ tenendo il microfono per venti minuti cercando di attenuare la propria gravissima posizione e controbattera’ raccontando come abbia visto in Giovanni Littera nientepopodimeno che il demone del sesto cielo!!!!

A questo punto e’ chiaro che ci si trovava di fronte ad un complotto per delegittimare i direttori generali, ordito da chi si era visto abbassare la responsabilita’ e da chi da anni aveva conti in sospeso con questi ultimi. Era sin troppo chiaro che di questo complotto facevano parte Kanzaki, i suoi discepoli diretti Muzzolon e Malusardi, Matsunaga, e qualche fiancheggiatore come il Sicari .Tutti questi potevano contare su una nutrita schiera di discepoli pronti ad appoggiarli qualsiasi cosa fosse accaduta. Che il clima tra Kaneda e Kanzaki non fosse dei piu’ sereni lo si sapeva bene: gia’ nel 1991 e successivamente nel 1996 erano emerse questioni che presero bene corpo nel 2001: nel 1996 dovette intervenire Wada per rifondare un nuovo consiglio nazionale sotto la sua direzione. Se il Giappone intervenne direttamente in quel frangente vuol dire che non si trattava di cosa da poco. Nel primo autunno del 2001 coloro che stavano organizzando il golpe ed i fiancheggiatori non erano piu’ di 200, un numero esiguo, ma i volti ed i nomi di molti di questi, per il Giappone, non erano nuovi, pertanto, alla luce di questa affermazione si capisce come le tesi e le denunce di tali personaggi dovessero essere quantomeno prese in seria considerazione. Non solo: se qualcuno di noi invia una lettera di denuncia in Giappone, questa viene rimandata al direttore generale del paese di provenienza, poiche’ per i giapponesi questi e’ l’unico referente interessato per Soka Gakkai; pertanto, se noi italiani inviamo una lettera in Giappone, questa viene rinviata a Tamotsu Nakajima o chi per lui. Nel nostro caso le cose andarono diversamente perche’ i “rivoltosi” avevano un aggancio direttamente nella Soka Gakkai internazionale che provvedeva a far arrivare le missive a chi di dovere; sembra che questo qualcuno fosse la sorella di Kanzaki. Inoltre, in Italia si stava spargendo la voce di una possibile scissione: non e’ chiaro come questa volesse essere portata avanti, ma di sicuro tra i dissidenti questa voce circolava e veniva fatta risalire a Kanzaki stesso. Il fax che pubblichiamo ne e’ testimonianza. Non sappiamo se questa venne usata come minaccia per fare intervenire il Giappone con celerita’, ma quel che e’ certo e’ che fu presa in serissima considerazione da Kaneda e ne condiziono’ il comportamento futuro. Chi la mise in giro sapeva molto bene che di fronte ad una simile ipotesi il vecchio direttore generale, persona integerrima, avrebbe tolto il piede dall’ acceleratore per il bene dei membri italiani. Nel settembre del 2001 le cose erano ormai chiare e si cerco’ di far confessare tutto ad uno dei fiancheggiatori di cui si parlava sopra: Giuseppe Sicari. Questi, strapazzato in quel frangente da gente come il Riccardo Pacci, approfitto’ dell’ occasione per fare un report di quanto successo e farlo pervenire in Giappone; tale report fu’ anche molto usato dalla dissidenza per fomentare i membri contro la vecchia gestione. Ripetiamo, gli eccessi sono comunque da condannare, ma quanto fece il Sicari non ha eguali nella storia del nostro istituto. Non pubblicheremo tale report per intero ma ne tiriamo fuori alcuni stralci molto interessanti:Chiusa la conversazione con Ugolini chiamo Littera, gli spiego come mi sento e lui mi risponde ‘Devi venire, È importante. Se vieni dopo starai meglio, vedrai che guarisci. E’ un meeting importante. Kaneda è qui accanto a me e anche lui dice che devi venire’. Sentivo la voce di Kaneda che diceva ‘Venire, venire!’ Allora gli dico che va bene e che andrò.
Subito dopo ricevo la telefonata di Minganti che mi dice ‘Ti volevo avvertire che ho saputo da una persona, ma non ti posso dire chi, che stasera a Montecatini ti vogliono fare la festa’. Mia moglie non voleva che ti avvertissi, ma sei un amico e non potevo non farlo. Mi raccomando non fare il mio nome. Puoi anche decidere di non andarci però prima o poi ti tocca. Se vai fai mente locale su cosa hai scritto a Yuji perchè sanno già tutto; hanno aperto il suo portatile e lui ha cantato al Consiglio Nazionale, facendo il tuo nome. Lui si è scusato, puoi decidere anche di scusarti, oppure no, però tieni un profilo basso altrimenti ti massacrano.”

compare quindi per la prima volta il nome di uno che si rivelera’ tra i maggiori artefici del golpe che stiamo ricostruendo: Roberto Minganti, il quale si premura di dire “non fare il mio nome” e di mettere in guardia il Sicari sul comportamento del suo complice Matsunaga.

Inoltre: Littera dice che per quel motivo da ora in avanti si occuperà della segreteria direttamente Valeria Venturi. Iniziano a rivolgersi a me dicendo che in quanto responsabile dell’esecutivo avevo fatto attività male, perché la segreteria non funzionava. Fanno discorsi confusi interrompendosi a vicenda.
Prende la parola Bottai che, seguendo una scaletta appuntata su un foglio, spiega che all’inizio pensavano che le calunnie non fossero collegate tra loro, ma che ad un certo punto dopo un mese di ‘lavoro’ avevano capito che erano tutte collegate e che adesso il disegno appare chiaro. Dice che si tratta di un attacco ai direttori generali Kaneda e Littera, ‘Si tratta di una specie di complotto, ovvero di una vera e propria operazione C, dove C significa ‘cut’, tagliare, così come aveva fatto Nikken nei confronti di sensei. Comunque noi abbiamo ricostruito tutto e sono coinvolte persone di Milano e di Firenze: in tutto cinque o sei, che poi hanno messo di mezzo altri membri deboli; pensano di essere furbi, ma invece abbiamo scoperto tutto! Vi assicuro che non È stato semplice, ci abbiamo dovuto studiare a lungo, però alla fine ce l’abbiamo fatta. Loro non si rendono conto che quando si attaccano i direttori generali si va incontro a un casino. Poi hanno detto che Kaneda ha un’amante, però è vedovo e quindi se quest’uomo avesse una relazione sentimentale e tra un po’ si risposasse ci farebbe piacere a tutti, no?!’
Dice poi che sono arrivate delle lettere anonime e dei messaggi sms anonimi e calunniosi, ad alcuni di loro. Ne legge uno che iniziava con la parola ècapannone’ e dice che lo ha conservato. Dice anche che quel messaggio parla ‘delle botte’, e spiega: ‘Qualche settimana fa io e Giovanni eravamo a una riunione responsabili a Torino. Voi sapete che Giovanni ha un carattere un po’ focoso. A un certo punto si È accesa una discussione e Giovanni e Nino La Piana si sono presi fisicamente in maniera un po’ maschia; ma sono uomini! Il giorno dopo, guarda caso, È partito da Firenze un messaggino che parla delle botte.’ Questo a suo avviso dimostrava il collegamento tra il Nord e Firenze.
Bottai racconta poi che a Milano c’era molta confusione e che un intero capitolo si era staccato, mentre a Torino i ‘dissidenti’ avevano formato delle ‘cellule’ di due/tre persone ciascuna per scambiarsi le informazioni tra di loro.
Interviene Valeria Venturi e spiega che avevano scoperto l’identità di ‘Nichiren 22’ e che la magistratura stava indagando su quella persona per violazione della privacy. Aggiunge che qualcun altro aveva mandato per posta prioritaria il testo di ‘Nichiren 22’ e che erano arrivate anche delle lettere anonime allegate e ne legge alcuni brani; uno in particolare affermava che Littera è un adultero e in tono ironico dice: ‘Già! Dicono anche che Giovanni si è portato a letto tutte le donne del Consiglio Nazionale! Ve lo immaginate se avesse 20 o 30 amanti, povero Giovanni, come farebbe?’ Poi dice che le lettere mandate per posta prioritaria avevano tutte gli indirizzi stampati sulle buste e che questo dimostrava che qualcuno aveva rubato gli indirizzi dalla banca dati del kaikan di Firenze. ‘Guarda caso la responsabile della segreteria è la Maura’, e insinua che lei aveva fornito gli indirizzi presi dalla banca dati.
Parla Pacci dicendo che quelle lettere erano arrivate anche a Grosseto e guarda caso erano arrivate tutte a persone che avevano problemi con l’organizzazione.
Bottai dice: ‘Abbiamo anche scoperto una petizione fatta contro il signor Kaneda e Giovanni.’
Prende la parola Littera. Si alza in piedi e si mette davanti a me. ‘Perché la Maura ha fatto una petizione contro Kaneda, abbiamo ancora un altro testimone che sta parlando con Kaneda nell’altra stanza e sta confessando questa cosa. Sapete tutti chi È la Maura? Giuseppe, tu conosci la Maura vero?’
IO: ‘Sì.’
Littera: ‘Allora spiegalo a tutti chi è Maura..’
IO: ‘La Maura Serafini, la responsabile della banca dati.’
Littera diventa rosso per la collera e inizia ad urlare, mentre nella sala c’era silenzio assoluto e facce attonite: ‘Ecco, lui ha detto il cognome, non l’ho detto io! L’ha detto lui, avete sentito tutti vero?’
Bottai interviene e racconta che lui e Littera sono in società e che, a causa delle calunnie, avevano deciso di sciogliere la società a novembre/dicembre, una volta concluso l’ultimo contratto. Racconta che qualche anno fa avevano preso un capannone; il capannone si incendiò e loro ci rimisero circa 12 milioni.
Bottai dice che a Livorno era girata la voce su una presunta truffa a un’assicurazione fatta da lui e da Littera con l’incendio del capannone. Poi dice che in realtà quella voce è partita da Firenze.

Inoltre: “A quel punto decido raccontare che a luglio avevo mandato un report a Yuji Matsunaga perché lo portasse alla SGI: ‘Io ho fatto una cosa. A questo punto dico cosa ho fatto io, ma la verità. A luglio ho raccolto i miei appunti delle riunioni generali, soprattutto delle Consulte degli ultimi mesi e alcune testimonianze e li ho mandati a Yuji perché li traducesse e li portasse in Giappone.’
Si scatena il finimondo, quasi tutti gli oratori si alzano in piedi e ognuno urla qualcosa contro di me, non capivo cosa stava succedendo.
Littera: ‘Traditore!’
Pacci: ‘Verme schifoso!’
Casalboni: ‘Tu sei come Nikken! Hai una personalità complessa e, occupandoti della setta Nikken, hai imparato a comportarti di nascosto in questo modo. Traditore!!!’
Littera: ‘Perché hai fatto questo? Perché hai tradito Kaneda? Cosa hai scritto in questo report?’
Rispondo: ‘Ho scritto tutto quello che non mi tornava dell’attività che stavate facendo. D’altra parte l’ho mandato alla SGI, non a Nikken! Volevo che arrivasse al mio maestro, a sensei.’
Pacci: ‘Vergognati traditore! Tu non hai nemmeno un’idea di cosa significa il maestro. A sensei si mandano solo gli obiettivi e gli scopi realizzati, no di certo le lamentele!’…..Littera: ‘Giuseppe ci devi dire tutto, ci devi fare i nomi di chi ti ha detto di mandare il report, di chi c’è sopra di te e delle persone che tu hai messo di mezzo. Ti devi liberare. E poi se non ci dici i nomi, se non confessi tutto fino in fondo te ne vai fuori da questo Istituto!!! [Urlando a squarciagola]’
IO: ‘Non ho nomi da fare, È stata una mia decisione.’
Littera, rivolto alla sala: ‘Comunque, lui [io] È un traditore.’ Si rivolge verso di me e con il dito puntato dice: ‘Voi avete detto a mia moglie che ho l’amante e ora io dico di te! Lui ha una fidanzata molto più giovane di lui, l’Alessia. La conoscete. E’ giovane, è carina e lui dice che ci sta tanto bene insieme che lei ha un bel rapporto con la figlia di lui. Ecco, qualche anno fa ha tradito anche lei perché è stato a letto con un’altra donna che me lo ha raccontato un po’ di tempo dopo in una guida personale. Quindi lui è un traditore. Non È vero Giuseppe?’
Mi arrabbio molto e gli dico: ‘Tu non puoi dire queste cose personali davanti a tutti!’…Littera: ‘Allora, dicci i nomi.’ [dei partecipanti al complotto]
IO: ‘Non ho nessun nome da fare.’
Littera urla: ‘Ci devi dire i nomi, i nomi di quelli contro di noi! Chi sta sopra di te? Chi tu hai comandato questa estate?’
IO: ‘Non sono comandato da nessuno e non comando nessuno. Ho preso questa iniziativa [mandare un report in Giappone] per mia decisione.’
Bottai: ‘Ma spiegaci, tu hai mandato il report a Yuji perchè te lo traducesse e lo portasse in Giappone, vero?’
IO: ‘Sì, esatto!’
Littera picchia il pugno sul tavolo e urla: ‘Ci devi dire i nomi dei traditori!!! E poi non ci dire il nome di Kanzaki perché già lo sappiamo.’
IO: ‘Ma come pensate davvero che Kanzaki sia un traditore?’
Littera: ‘Sì, abbiamo le prove.’
Kaneda: ‘Sì.’…………Littera: ‘Stai zitto, traditore! Dicci solo i nomi.’
IO: ‘Non ho nomi da fare. Perché avete tolto o abbassato la responsabilità a così tante persone? Sono centinaia!’
Littera: ‘Non è vero!!!’
Pacci: ‘Basta, dicci i nomi!’
IO: ‘Da alcuni mesi sono spariti dalle Consulte alcuni responsabili nazionali, perché avete abbassato la responsabilità a Titta?’
Kaneda: ‘Abbiamo testimonianze a Milano che Titta si fa le canne. Se io comunicavo alla SGI che Titta si fa le canne, più avanti per la SGI sarebbe stato molto difficile accettare una sua nuova nomina; allora abbiamo comunicato che aveva problemi di salute. Infatti io e Littera ci abbiamo parlato a febbraio, lui aveva un grosso problema alla schiena e piangendo mi disse che non poteva portare avanti la sua attività per kosen-rufu come responsabile nazionale della divisione uomini. Allora noi lo abbiamo proposto come vice responsabile di area. Ma rimaneva vuoto il posto di responsabile nazionale divisione uomini, cosÌ abbiamo nominato Bottai in quella posizione’
IO: ‘E Alo e Cioni?’
Kaneda: ‘Anche loro hanno problema di canne. Allora noi abbiamo abbassato la responsabilità comunicando in Giappone non le canne, ma che sono molto impegnati per motivi di lavoro’.

E’ da notare come i peggiori insulti siano stati pronunciati dal Pacci.

In ogni caso dagli stralci di questo report si evince come, al di la’ dei nervi saltati per la situazione che si stava creando in Italia, esisteva veramente un complotto per delegittimare i vecchi direttori generali senza esclusione di colpi, e come chi si stava opponendo al cambiamento in atto erano tutte quelle persone che avevano adottato comportamenti scorretti nonostante le alte cariche ricoperte.