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scrivici: sokarinnovamento@fastmail.fm vecchio sito (anche lui ora su server extracomunitario)
E io pago…. Ovvero, come mi intasco i soldi dei membri senza fare niente(o quasi), protetto dai miei amici vicedirettori generali
E io pago… così sottolineerebbe il grande Totò sporgendosi dalla porta dell’ufficio del dipendente Romano Jeran di Milano. Non ce ne voglia il Romano milanese, usiamo lui come esempio emblematico di un certo tipo di comportamento lavorativo che purtroppo negli anni si è consolidato nella nostra organizzazione. Sono arrivate al sito alcune mail che lamentano il suo scarso impegno lavorativo e l’utilizzo improprio di beni che appartengono all’IBISG. Facciamo però un passo indietro. Nel periodo 2001-2002, il nostro dipendente fu spesso beccato, durante l’orario di lavoro a navigare in internet all’interno di siti equivoci (per intenderci quelli vietati ai minori) tanto che erano state decise delle azioni nei suoi confronti…e io pago! Purtroppo il golpe fermò tutto (questo un altro esempio del perché parliamo di golpe!) così come fermò l’intero processo di moralizzazione del nostro Istituto (ma di questo avrete dettagli nelle prossime uscite del resoconto dell’epoca). Dunque si pagava uno stipendio a qualcuno che non si capiva, e non si capisce tutt’ora, che mansioni abbia nell’IBISG. Fatto il golpe ci si aspettava che i suoi fautori dimostrassero di crederci nelle cose che affermavano: democrazia, diritti umani, libertà e… bla bla bla!!! Ci credeva soprattutto il grande (per le dimensioni) Romano che si dette molto da fare a sostenere Tracce e altre iniziative atte a buttar giù la dirigenza dell’epoca (anche di questo daremo notizie).In particolare questo individuo tradì la deontologia del proprio ufficio diffondendo all’ esterno documenti interni all’ istituto, suo datore di lavoro, e pubblicandoli su Tracce. Ma tanto fu il suo furore nel chiedere democrazia e trasparenza che… lo hanno di nuovo beccato! Oggi non gira tra siti equivoci, ma su Face Book dove, insieme a tantissimi amici membri, chiacchiera su tutto e su tutti e… naturalmente anche durante le ore lavorative…. E io pago. Parla soprattutto di politica, perfettamente in linea con gli “impegni” dello Staff PR e del suo capo Roberto Minganti che di politica se ne intende (si veda il caso Cursio di Roma riportato ampiamente sul nostro vecchio sito, ed i feticci di matrice politica in bella mostra nell’ ufficio del Minganti stesso, ovviamente pagato con i soldi dei membri). Jeran trascorre parte della sua giornata lavorativa o parlando di politica e/o postando su Facebook articoli di giornale che attaccano le nostre istituzioni democraticamente elette, e non mantenendo buoni rapporti, come dovrebbe fare un personaggio come lui che è referente regionale delle PR del nostro istituto. Perché allora, invece che frodare i membri, percependo immeritatamente uno stipendio, non segue la sua vocazione e si fa assumere dal “Manifesto”, così potrebbe scrivere di politica a tempo pieno, seguendo la sua vocazione ed essendo giustamente retribuito? Qualcuno può immaginare come si svolge la giornata lavorativa dello Jeran, diciamo immaginare perché a saperlo concretamente sarà dura… E io pago! E dopo una “faticosa” giornata di lavoro su Internet, esce dal Centro Culturale, sale in macchina e va a casa soddisfatto per il meritato riposto del guerriero. Ma con che macchina va a casa. La propria? Come tutti noi che paghiamo la benzina per muoverci? No, usa quella dell’Istituto, perché nella realtà dei fatti, i soldi dei membri sono stati investiti in un’auto che non serve per le attività istituzionali, ma per i suoi bisogni personali. senza considerare che lo staff autisti deve, in questo modo, usare auto proprie per fare la navetta tra la stazione della metro e il centro culturale. In altri termini, La macchina in questione, pagata con i soldi dei membri per i membri, invece che stare parcheggiata, come dovrebbe naturalmente essere, presso il centro culturale milanese, si trova sempre sotto casa della coppia Jeran-Praudi a loro esclusiva disposizione. Non parliamo poi di come il nostro beniamino risponde a chi gli fa’ notare che quelli da lui perpetrati sono abusi veri e propri: un vero spettacolo di arroganza, presunzione e collera!!! Il classico atteggiamento di chi sa’ di potersi permettere tutto perche’ e’ colluso con il potere che lo protegge e pertanto rimarra’ comunque impunito. Romano, Oh Romano, ci sei di nuovo cascato! Certo che ti sei proprio costruito una cuccia calda…. E chi ti sposta da là, protetto come sei dal tuo amico fraterno Franco Malusardi, sarà difficile smuoverti dalla poltrona, anzi dalle poltrone: 1. Dipendente IBISG 2. Resp Nazionale Uomini 3. Resp Regionale 4. Componente Staff P. R.
D’altra parte Malusardi, nel coprire i tuoi comportamenti vergognosi e sostenerti, è coerente con la sua posizione di plenipotenziario dell’IBISG, in quanto ha tutto in mano lui: 1. Amministratore delegato della Creacommercio (Potere economico IBISG) 2. Ministro di culto 3. Vicedirettore 4. Resp Nazionale Uomini 5. Responsabile Regione Lombardia 6. Responsabile lavori Kaikan di Corsico
Come puoi non dormire sonni tranquilli. A tal proposito ci piacerebbe avere il parere di Alessandro Borzaga che ha giustamente scoperchiato un problema che in qualche modo riguarda anche te. Ci chiediamo come sia possibile che i membri di Milano non vedano e accettino passivamente tutto quello che passa sotto i loro occhi. Questo è il vero dramma della situazione attuale dell’IBISG. Caro Romano, le senti i rintocchi delle campane? Sono passati sette anni dal fatidico 2002. Allora, quando ti chiederanno: per chi suona la campana? Dovrai rispondere: per me. Anche perché moltissimi membri italiani sono stufi di questo sistema clientelare e si stanno giustamente seccando…cerchiamo di intervenire al più presto, prima che si scateni qualcosa di gravissimo ed irreversibile per il nostro istituto.
Luciano Madon
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