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Colpo di mano 2

 

 

 

Riprendendo il discorso sul nuovo regolamento disciplinare, in particolare sul famigerato articolo 5 che parla di diffamazione “seria” dell’ istituto e dei suoi fedeli, ci preme condividere con i nostri lettori alcune considerazioni.

Rileggiamo con attenzione il dossier che Minganti presento’ al consiglio nazionale subito dopo la prima venuta di Hasegawa in Italia nel  2001, in particolare quando nel finale elenca alcuni punti salienti del conflitto con i vecchi gestori:

“Oggi di fatto crediamo che ci sia una divergenza profonda su alcuni punti

essenziali:

1) Sul modo di gestire l’organizzazione: collegiale o non-collegiale (o per

meglio dire finto-collegiale);

2) Sul modo di gestire la relazione con i membri all’interno

dell’organizzazione: se come in un’azienda, e cioè con un padroncino che fa il

bello e il cattivo tempo e che di punto in bianco diventa un profeta che può

dire quello che vuole e che dice solo cose giuste che non possono essere messe

in discussione, o come in un’organizzazione religiosa complessa che presenta al

suo interno tanti tipi di persone con diversi livelli di istruzione e che quindi c’è

bisogno di vari tipi di responsabili che sappiano parlare e arrivare al cuore di

tutti;

3) Sull’accentramento dei poteri o sulla loro ripartizione;

4) Sul principio che bastonando una persona si produca l’effetto positivo di

fargli uscire fuori tutto il marcio che ha dentro, oppure sul principio che

l’aspetto severo della compassione possa essere manifestato senza l’uso di

bastoni, parolacce e diffamazioni.

5) Sulla questione se ci sia o meno libertà di parola;

6) Sulla trasparenza della gestione finanziaria (vedi assunzione di Venturi fatta

senza alcuna consultazione) e sul ruolo del comitato finanziario.

7) Sul potere del/i direttori generali che non possono diventare il tramite tra i

membri e il presidente Ikeda;

8) Sul rapporto con il prof. Cardìa che non può esser gestito solo da Kaneda,

Littera e Venturi + avvocato, ma da un gruppo più rappresentativo del

Consiglio nazionale.

9) Sulla questione dell’Intesa che deve essere discussa in modo più collegiale

nel Consiglio nazionale, dove dovrebbe venir deciso il gruppo di responsabili

che va alle trattative insieme al presidente.”

 

 

Bizzarro che Minganti parli di gestione finto-collegiale: come deve chiamarsi questa nuova gestione, in cui lui e’ uno dei principali protagonisti, che non affronta il tema del regolamento disciplinare di fronte alla consulta, che non fa’ arrivare alcuna comunicazione ai membri per ben sette mesi e che non informa dell’ esistenza e dei contenuti di tale provvedimento gli aspiranti membri? Forse dobbiamo ancora definirla democratica???

I punti che abbiamo evidenziato si commentano da soli: questo nuovo regolamento disciplinare contraddice pienamente quanto andava affermando all’ epoca Minganti. Il che ha un solo significato: che le affermazioni che costui fece all’ epoca avevano lo scopo esclusivo di attaccare i vecchi direttori generali e non erano affatto asserzioni riguardanti questioni di principio. Prova ne sia che oggi, a nove anni di distanza dalla stesura di questo dossier, l’ attuale gestione sta facendo esattamente cio’ che rimproverava di fare alla vecchia. Il che costituisce prova provata ed inoppugnabile del golpe che i nuovi gestori hanno portato avanti per scalzare la vecchia dirigenza.

 

Non solo, ma nel documento che conteneva i famigerati 16 punti, conosciuto anche come “riflessioni” del consiglio nazionale, che veniva letto alle “riunioni di scuse” del 2002 ed a cui i responsabili di area dovevano aderire per mantenere le proprie postazioni sotto la nuova gestione, si legge al punto3:

“  

Chiarire definitivamente e inequivocabilmente che nella Soka Gakkai si è liberi di esprimere la

propria opinione e di dire “non sono d’accordo”.

Durante la Consulta Nazionale del 4 marzo 2001 venne affermato che l’espressione “non sono d’accordo”

era da quel momento abolita e che chi non era d’accordo poteva andarsene dall’Istituto (ed era considerato

indegno delle propria responsabilità). Bisogna chiarire che questa direttiva era totalmente sbagliata,

spiegando che chi non è d’accordo ha il diritto e il dovere di esprimere la sua opinione e di discutere fino in

fondo la questione nei modi che ritiene più appropriati. Ricordiamo a tutti che lo spirito della Soka Gakkai è

quello di esprimere apertamente la propria opinione e di vederla rispettata, oltre che ascoltare quella degli

altri, non quello di ubbidire o di sottoporre chi manifesta il proprio dissenso a ‘opere di convincimento’ che

tradiscono lo spirito del vero dialogo come insegnato dal nostro maestro.”

 

Come ben vedete, tutto cio’ è stato rovesciato con il nuovo regolamento disciplinare. Ora, se chi ha scritto e promosso tali documenti e’ oggi il fautore ed il promotore di siffatto regolamento, non possiamo piu’ coltivare dubbi circa l’ esistenza e la messa in atto del golpe di cui da molto tempo forniamo continue prove. Ma stavolta e’ diverso: le prove ce le sta fornendo direttamente questa gestione.

 

Inoltre, Minganti, in un suo report a Kitano, espose un sunto dei i famosi 16 punti in cui ribadiva:

spiegare che si puo’ dire non sono d’ accordo, che non esistono parole vietate nella Soka gakkai e che i membri debbono sentirsi liberi di esprimere i loro pensieri……mai piu’ abbassare o togliere la responsabilita’ a chi non e’ d’accordo……chiarire che non ci saranno piu’ regole comportamentali inutili o regolamenti disciplinari dettagliati…..

 

Come si coniugano queste affermazioni di Minganti inviate all’ epoca a Kitano ed il nuovo regolamento disciplinare????

 

A questo punto ci rivolgiamo nuovamente ai dissidenti dell’ epoca che hanno

Appoggiato la linea degli attuali dirigenti del nostro istituto:

se credevate davvero nella giustizia di quanto avete fatto e siete insorti contro chi, dicevate, vi metteva il bavaglio, fatelo anche oggi!!! Dimostrate, una volta per tutte, di essere persone equilibrate nel giudizio e soprattutto dei giusti. Fate che quanto avete portato avanti all’ epoca fosse frutto di coscienze pulite ed opera di persone perbene. Siate degni della missione che dite di portare avanti. Il colpo di mano del 2001-2002 e’ provato inoppugnabilmente dalla promulgazione di questo nuovo regolamento disciplinare, se non farete nulla sarete per sempre complici dell’ assassinio del nostro istituto e dimostrerete, al di la’ di ogni ragionevole dubbio che eravate complici consapevoli e consenzienti di chi ha usato ogni mezzo, soprattutto illecito, per fare fuori i vecchi gestori, e conseguentemente ne sarete chiamati a rispondere, insieme ai vostri “padrini”, di fronte alla storia di Kosen Rufu in Italia e di fronte a tutti i membri italiani.

Crediamo che ormai abbiate capito bene che il nuovo regolamento disciplinare punisce esattamente i mezzi che loro stessi hanno usato per fare fuori i vecchi direttori generali e le persone scomode.