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C &C  Clandestinita' e Calunnie

 

 

 

 

 

Occorre ribadire che gli abbassamenti di responsabilità furono ampiamente concordati e condivisi da tutti i membri del consiglio nazionale, e che proprio Malusardi, Muzzolon e Kanzaki furono i fautori di questa operazione nel nord Italia.

Fu a questo punto –primavera estate 2001 – che per la prima volta venne allo scoperto e si organizzò il movimento di resistenza a questo cambiamento. Gli animatori di esso erano, nella stragrande maggioranza dei casi, membri anziani a cui era  stata cambiata la responsabilità e loro amici di vecchia data. Internet, le email, le riunioni clandestine furono i veicoli principali della compattazione di compagini locali di dissidenti che andarono via via collegandosi tra loro.

Intorno ai vari responsabili locali anziani, scontentati da un cambio di responsabilità vissuto con estremo dolore, andarono riunendosi gruppi composti non solo da loro amici – che spesso diedero le dimissioni dalla responsabilità che ricoprivano ‘ per solidarietà’- ma anche dall’inevitabile numero dei mugugnatori cronici, delle anime inquiete che sempre agognano nell’altrove e nel ‘diverso da qui’ la soluzione ai problemi del presente, rendendo alquanto eterogenea la composizione dei gruppi dissidenti.

Altro tratto caratteristico  e singolare fu il processo di coordinamento tra i gruppi dei dissidenti locali delle varie città: in alcuni casi i responsabili dissidenti di una certa località si collegarono obtorto collo proprio a quei responsabili di un’altra città che, precedentemente,  avevano deciso proprio il loro cambiamento di responsabilità, ma che – nel frattempo – avevano ‘subito’ anch’essi il medesimo trattamento, e avevano  dunque - a loro volta - iniziato la ‘dissidenza’ nella loro città.

Altra caratteristica fu la clandestinità: quando qualcuno entrava nell’area della dissidenza, iniziava a non andare più alle riunioni, a non voler ricevere ‘visite a casa’, a mettere giù il telefono a chi dall’IBISG li cercava. In compenso, diventava  molto attivo con telefono, email e automobile, partecipando alle riunioni degli altri dissidenti e diffondendo le ‘voci’ più bizzarre su chicchessia degli ‘avversari’. Gli abbassamenti di responsabilità furono dunque uno dei motori fondamentali per la nascita di questo movimento “contro”. Uno dei punti che i dissidenti fecero ben finta di non capire fu’ che i provvedimenti della dirigenza volevano colpire i comportamenti illeciti –rapporti sessuali leggeri, società tra membri, prestiti di denaro tra membri, uso di sostanze stupefacenti- non tanto dei semplici fedeli o dei responsabili di gruppo o settore, quanto di chi ricopriva responsabilità di prestigio all’ interno dell’ organizzazione, ad esempio responsabili di territorio, di area o nazionali.

Infatti, non era e non è concepibile come persone che praticano da piu di venti o trenta anni possano indulgere a simili comportamenti.

Occorre quindi andare a vedere come si comportarono successivamentealcune delle eccellenze che ebbero ridotta le responsabilita’.

In Piemonte i puniti furono : Maurizio Tosi, noto per le sue societa’ con i membri,il suo allora socio in affari Michele Cavuoto, Rosella Bono, Francesco Landolfi, Vittorio Saggio e la di lui moglie Rosetta La piana. In lombardia fu’ abbassata la responsabilita’ addirittura a Titta Malusardi che da nazionale uomini passo’ a vice di area. In Toscana alcuni ex fedelissimi di Kaneda: Stefano Cioni, e Alessandro Berti detto Alo, in Liguria il responsabile di area uomini Tomaso Olivari. Un capitolo a parte tocca ai responsabili emiliani di cui ci occuperemo successivamente. Ovviamente, nel nord Italia tali personaggi contavano una schiera di fedelissimi che li seguì nella clandestinità e che si mosse agli ordini dei medesimi. Costoro, come detto sopra, disertavano le attivita’ istituzionali per fare riunioni alternative, spesso nei giorni canonici dello zadankai, in cui venivano fatte circolare ad arte calunnie disparate sui direttori generali Kaneda e Littera. Tali calunnie si potevano cosi’ riassumere:

entrambi fanno uso personale dello zaimu, Littera ha dato 600 milioni ad alleanza nazionale per fare passare l’ intesa, e’ simpatizzante di Forza Italia e per questo gestisce l’ istituto come un’ azienda; Kaneda, sopraffatto dalla morte della moglie, spesso dimora a casa sua, (che appartiene ad un mafioso),gli ha affidato in custodia i suoi figli, e per questo gli lascia fare il bello ed il cattivo tempo nell’ organizzazione. Entrambi hanno delle amanti. Il Littera ne ha principalmente due, Kaneda ne ha una, una signora di Milano, fedele dell’ istituto anche essa, con cui non si fa’ mai vedere in giro perche’ veste in modo indecente e con cui a breve si dovrebbe sposare. Littera, pur combattendo le societa’ tra membri, ne ha una con Andrea Bottai che tengono nascosta utilizzando dei prestanomi. (societa’ effettivamente esistente all’ epoca e chiusa subito dopo). Occorre dire che i dissidenti si affrettarono a comunicare, in maniera del tutto anonima come nella migliore tradizione,le "corna" subite alla diretta interessata signora Angela, moglie del Littera. Questo e' un esempio di spessore morale di chi oggi, promosso ad alti incarichi data la collaborazione con i vincitori, ci dovrebbe insegnare a praticare.

Dopo aver elaborato queste calunnie nelle riunioni di cui sopra ed aver invitato i propri accoliti ad entrare in clandestinita’, queste persone iniziarono a fare opera di proselitismo avvicinando membri dalla fede debole o che avevano problemi irrisolti con l’ organizzazione, il Presidente Ikeda e Nichiren Daishonin, o addirittura, in qualche caso, membri con problemi di salute psichica. la lettera firmata che riportiamo ne e’ un esempio.

Riportiamo anche un pezzo di un report, che dati i contenuti pubblicheremo successivamente: “ il 25 luglio 2002 a Modena, presso Fabrizio Levoni si è svolto un meeting che doveva essere per ex praticanti cui hanno partecipato anche altri membri e che e’ stato tenuto da Titta Malusardi. A fine meeting Francesco del Vacchio, ex responsabile, alla presenza di Luciano Pantaloni ha chiesto a Malusardi: ti ricordi quando mesi fa’ ci siamo ritrovati come massoni e ci hai detto-per ora state fuori, vi diro’ io quando e’ il momento di rientrare?-

Titta ha negato di aver detto tutto cio’ e Del Vacchio si e’ alterato dicendo:”ma come puoi negare, ero presente ed ho sentito con le mie orecchie!!!” 

una delle indicazioni che venivano date a queste riunioni era quella di boicottare l' attivita' ufficiale non trasmettendo piu' le statistiche o invitando i membri a non fare Zaimu o farlo in Francia. uno dei fautori di queste indicazioni fu' una delle eminenze grigie nonche' ispiratore di tutto questo movimento: Tadayasu Kanzaki, che se non fosse morto sarebbe stato chiamato a rispondere di questi suoi comportamenti. ricordiamo che costui era il mentore dei vari Malusardi, Jeran, Muzzolon che considerava come suoi figli. ricordiamo altresi' che nel 2001 questi aveva una societa' di affari con Maurizio Tosi. questa lettera(abbiate pazienza, ci vuole un poco di tempo per scaricarla) di alcuni responsabili dell'area Lombardia triveneto testimonia che razza di indicazioni  Kanzaki dava ai membri. inoltre,trattandosi di cose dette in seno ad una riunione pubblica dell' ottobre 2001 sarebbero difficilmente ritrattabili.

I nostri dirigenti attuali oggi negano tutto questo: negano che ci sia stato un golpe. Ci chiediamo: allora, come definire tutto questo?