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scrivici: sokarinnovamento@fastmail.fm vecchio sito (anche lui ora su server extracomunitario)
lettera pervenuta al nostro sito:
I DIPENDENTI DELL’ISTITUTO BUDDISTA: UNA QUESTIONE CONTROVERSA
Assistiamo in questi ultimi mesi ad un cambiamento nell’assetto organizzativo dell’istituto che dovrebbe portare ad una maggiore collegialità nella conduzione delle attività. Osservando la realtà dei fatti credo sia lecito opporre delle critiche circostanziate e, spero, costruttive. L’atteggiamento, il comportamento e i messaggi che arrivano da direttori e responsabili nazionali contrastano con questo legittimo desiderio di democrazia e condivisione. Il fatto che la carica di responsabili e direttori si sovrapponga in più soggetti ad un rapporto di dipendenza retribuito è, a mio avviso, una delle maggiori criticità dell’istituto. Faccio 2 esempi: -poco tempo fa mi sono informato in Provincia su come costituire un’associazione culturale eco-pacifista a Bolzano.Uno dei requisiti per ottenere l’inserimento di tale realtà nell’albo provinciale era che il presidente non fosse retribuito (legittimo in quanto non si perseguono obiettivi economici) -negli anni 90 ho fondato una cooperativa sociale il cui scopo era l’inserimento lavorativo di ex-tossicodipendenti. Nelle cooperative non è consentito che nel consiglio di amministrazione siedano membri della stessa famiglia (madri,figlie,sorelle,padri,figli e fratelli). Ora viene naturale chiedersi come sia possibile che il direttore generale e una nutrita schiera di componenti del consiglio nazionale siano profumatamente retribuiti per la loro funzione che dovrebbe essere quella di sostegno nella fede dei membri italiani allo stesso modo di come lo siamo noi responsabili locali. Viene anche lecito chiedersi come sia possibile che la moglie del direttore sia vice-direttrice. Non siamo mica alla Mitsubishi o alla Panasonic. Questa è una faccenda molto seria e vitale per l’istituto e la felicità di tutti i suoi membri. E’naturale che un istituto come il nostro, ingrandendosi, abbia bisogno di contabili, segretari, traduttori, custodi, giardinieri e quant’altro serve. E’ altrettanto naturale, se non necessario, che tali figure siano disgiunte dalle cariche istituzionali che riguardano la fede e l’attività buddista. Personalmente non vorrei mai essere un responsabile retribuito dallo zaimu dei membri. Mi sembrerebbe di non avere accumulato buona fortuna con la pratica buddista e con l’azione. In questi 22 anni di pratica fatta di intenso daimoku, attività per gli altri, studio costante e zaimu cospicuo ho realizzato una discreta fortuna economica ma soprattutto ho tanto tempo da dedicare senza tornaconto agli altri, all’attività e all’impegno civile nel solco segnato dall’esempio di Sensei. Il rischio dovuto alla sovrapposizione di responsabilità nella fede e rapporti retribuiti è quello dell’insediamento di una casta simile al nostro parlamento, dove da decenni si mescolano bisogni collettivi con interessi privati e dove i cittadini, i membri sono semplici sudditi. Mi chiedo anche come Titta possa essere contemporaneamente direttore retribuito della Creacommercio, responsabile della regione Lombardia, vice-direttore nazionale e responsabile nazionale uomini. Troppa concentrazione di responsabilità e potere decisionale, potrebbe non svolgerle al meglio o tutto questo peso potrebbe fargli male alla salute. Magari lui è anche una brava persona ma è il sistema che è sbagliato. Mai sentito parlare di conflitto di interessi? Ciò che dico forse può essere supportato da alcuni fatti concreti. Da quando si è instaurato questo direttore e questo consiglio nazionale si sono pubblicati i dati di quanto sia cresciuto il numero dei membri con gohonzon in Italia. Ci si è però volutamente astenuti dal pubblicare che le presenze alle riunioni, gli abbonamenti e lo zaimu sono sempre gli stessi( se non addirittura meno) rispetto a prima. Visto che in questo caso i resp. sono pagati parliamo in termini aziendali: è come se la COOP pubblicasse il fatto che è aumentato il numero dei soci ma omettesse che il fatturato e la soddisfazione della clientela sono sempre gli stessi. Sensei dice che il pesce inizia a puzzare dalla testa; si potrebbe anche dire che la qualità di una sorgente si giudica da quanta acqua arriva nelle zone periferiche e se quest’acqua è pura o inquinata. Ebbene la statura morale dei componenti di questo consiglio si è potuta vedere nella pressoché totale assenza nelle questioni del Triveneto ed in particolare del Trentino Alto Adige, abbandonati a se stessi e senza responsabili per almeno un quinquennio. A tutto ciò si aggiunge la critica promossa dal sito www.sokarinnovamento.ru . Anche se non condivido in pieno metodi e linguaggio, credo che le istanze sollevate siano degne di nota e meritevoli di risposte diverse dalle semplici minacce di querela. In particolare vanno chiariti, come loro suggeriscono, l’uso per fini personali dell’istituto buddista, i criteri di nomina dei responsabili, la concessione degli appalti nei Kaikan. In generale va chiarita a fondo la legittimità, l’eticità e la moralità dell’istituto e dei suoi componenti. Propongo pertanto di: -separare le cariche riguardanti la fede e l’attività dai rapporti retribuiti. -rendere incompatibili le cariche con i legami di parentela. Per fare esempi concreti Tamotsu, se volesse mantenere la retribuzione allora potrebbe fare il suo lavoro di 35 ore settimanali come direttore o amministratore ma dovrebbe astenersi dal pubblicare editoriali sulla fede o dare guide o presenziare a corsi come relatore. Asa dovrebbe chiarire la sua posizione di moglie-vicedirettrice-resp.nazionale donne. Titta dovrebbe scegliere: o lavorare in Creacommercio o fare il vice-direttore o fare il responsabile. Questo vale per tutti i dipendenti, i componenti del consiglio ed i resp.nazionali. Propongo inoltre di prendersi l’onere di rispondere alle richieste educate di membri e responsabili periferici che chiedono chiarimenti sulla gestione dell’istituto. Risposte che ora più che mai non potranno mancare visti i maldestri tentativi di delegittimare in toto il movimento di kosen-rufu in Italia; cosa che nuoce a tutti i membri, anche a quelli sinceri. A tutti auguro un buon rientro dalle vacanze, una buona ripresa dell’attività. Auspico dei corsi estivi che ci insegnino a realizzare l’impossibile e vincere nella vita, nell’attività buddista e nella società. Saluti Alessandro Borzaga
P.S. : questa lettera è stata inviata a circa 200 tra membri, resp.locali e nazionali.
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