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ahi ahi signor Nakajima...

 

 

In passato si aspettava prima di ricevere il Gohonzon, si facevano dei corsi, si riceveva una formazione. Adesso non serve alcuna preparazione. Qual è l'atteggiamento migliore?


Rispettare il desiderio di quella persona che vuole praticare. La prima cosa che serve alla pratica è il Gohonzon. Con o senza è molto diverso. Quindi, la prima condizione è avere il Gohonzon, oltre al desiderio di praticare. Se tutte le altre cose ancora non ci sono, bisogna insegnarle dopo. 
Come hai ricordato, per diversi anni si faceva una formazione prima di ricevere il Gohonzon, venivano richieste alcune condizioni. Ma non è stato sempre così. 
La decisione di fare in quel modo si prese perché nei primi anni in Italia tante persone cominciavano a praticare ma poi smettevano, e così si pensò che fosse importante dare la possibilità di fare prima un'esperienza, aspettando tre, sei, nove mesi, un anno. Ma l'avevamo deciso noi.
Adesso formare l'atteggiamento e insegnare le basi della pratica bisogna farlo dopo la consegna. Si impara dopo, non è più una condizione.

 

Queste sono parole del nostro direttore generale Tamotsu Nakajima pubblicate sul penultimo numero di buddismo e societa’. Molti membri ci hanno segnalato questo passaggio dell’articolo manifestando il proprio disappunto per quanto affermato. Ma, al di la’ del disappunto, le affermazioni di Nakajima vanno inquadrate in un ambito ben piu’ ampio dalla diatriba “formazione-si formazione-no”.

Vediamo perche’ la questione della consegna dei Gohonzon e’ un sintomo preoccupante di follia dottrinale dei nostri dirigenti nonche’ di eresia pura dal punto di vista dell’ insegnamento di Nichiren Daishonin. Se poi ci aggiungiamo le vere motivazioni di questa foga nel voler consegnare Gohonzon a chiunque ed a tutti i costi, abbiamo finalmente un quadro completo e veritiero della situazione.

 

1)    la consegna dell’oggetto di culto rappresenta una conversione vera a propria al buddismo di Nichiren Daishonin, in cui il convertendo fa Osshaku Kempon, ovvero abbandona tutti gli altri insegnamenti religiosi per abbracciare il VERO insegnamento. Contestualmente il medesimo convertendo diviene discepolo di Nichiren Daishonin, e come tale riceve l’oggetto di culto, esattamente come il Budda originale della VERA causa faceva con i suoi seguaci piu’ fedeli.

Secondo i teoremi folli ed eretici di questa dirigenza invece, si debbono consegnare i Gohonzon a persone che poco o nulla sanno della religione che stanno abbracciando, tant’e’ vero che Nakajima afferma:”.. Quindi, la prima condizione è avere il Gohonzon, oltre al desiderio di praticare. Se tutte le altre cose ancora non ci sono, bisogna insegnarle dopo…”

Ma con queste folli modalita’ di che razza di conversione parliamo se il convertendo puo’ non conoscere nulla di quanto sta abbracciando??? Chiunque riceva oggi il Gohonzon potrebbe scoprire dopo pochissimo tempo di non aderire ad alcuno dei principi religiosi propri di Nichiren Daishonin, di non approvare la Soka Gakkai, e di contestare le guide di Sensei. Ed allora, come e’ ampiamente scontato, una moltitudine di neo convertiti smette di praticare entro pochissimi mesi, esattamente come succedeva agli albori di Kosen Rufu in Italia, quando i Gohonzon venivano consegnati con le stesse modalita’ di oggi. Ma evidentemente per i nostri attuali dirigenti non vale il principio che le stesse cause portano gli stessi effetti. Appare bizzarro inoltre come gli attuali vertici del nostro istituto, Minganti in testa, tutti con un passato di comunisti militanti, ricalchino, in tema di conversione, gli stessi principi del pedo-battesimo cattolico: oggi un neo convertito al Buddismo di Nichiren Daishonin ha una consapevolezza del passo che sta compiendo pari a quella di un infante che viene battezzato.

 

2)  inutile dire che queste modalita’ sono in aperto contrasto con la dottrina di Nichiren Daishonin, in quanto e’ storicamente provato che il Budda Originale di Honnin’myo inscrivesse gli oggetti di culto solamente ai discepoli piu’ fedeli. Non solo, ma nel Gosho “risposta a Nii Ama” ( vol 5 SND pag.21): “Oo ama Gozen e’ insincera e sciocca ed e’ incostante,un momento ha fede, un altro momento abbandona la fede. Quando Nichiren incorse nell’ira del governo, ella abbandono’ immediatamente il sutra del loto. Questa e’ la ragione per cui, anche in passato, ogni volta che l’ho incontrata le ho detto:”il sutra del loto e’ difficile da capire e difficile da credere”. Se io le concedo un Gohonzon perche’ sono in debito con lei, le dieci dee penseranno certamente che sono un prete parziale. Se SEGUO LE PAROLE DEL SUTRA e non concedo il Gohonzon per la sua mancanza di fede, io non saro’ parziale, ma ella potrebbe nutrire rancore nei miei confronti in quanto non comprende il suo errore. Ho spiegato esaurientemente le ragioni del mio rifiuto in una lettera a Suke no Ajari. Per favore manda a prendere la lettera e mostragliela…all’epoca della mia disgrazia, anche a Kamakura novecentonovantanove persone su mille abbandonarono la fede, ma ora che l’opinione pubblica non e’ piu’ ostile, anche loro sembrano pentite. Non voglio paragonarla a costoro, ma per quanto sia spiacente per lei, non potro’ mai soddisfare la richiesta di chi va contro il Sutra del Loto, come la carne non puo’ sostituire le ossa. Spiegale bene le ragioni per cui non posso accontentarla.”

 3)Se accostiamo i dati contenuti nei due punti precedenti all’ articolo 4 comma 2 del regolamento interno dell’ IBISG (Qualora un fedele restituisca il Gohonzon perché non ha intenzione di continuare a praticare, l’istituto chiederà all’interessato se intenda o meno continuare a far pare dell’IBISG) appare una realta’ sconcertante: che l’adesione al nostro istituto RELIGIOSO e’ del tutto indipendente dalla fede e dalla pratica di una persona, e che, quindi, L’IBISG NON E’ PIU’ UN ISTITUTO RELIGIOSO!!!

 

Coerentemente con i concetti teste’ espressi e con le questioni dottrinali sopra accennate,ai neo membri, alla cerimonia di conversione, viene consegnata una cartellina contenente un pamphlet sullo spirito dell’offerta con relativo bollettino per lo zaimu, due copie delle nostre riviste con annesso bollettino per gli abbonamenti…insomma, i nuovi fedeli non sanno nulla di quanto stanno abbracciando, ma devono avere una immediata infarinatura sullo spirito dell’offerta; sono entrati a far parte della nostra comunita’ da pochi minuti e vengono subito invitati a foraggiare l’istituto!!! Per avere benefici nel donare occorre trasformare l’attaccamento al denaro e “gettare con gioia” CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE SI STA OFFRENDO ALLA NOSTRA VITA.. ma se non si e’ fatta alcuna esperienza con il Gohonzon,e non si e’ quindi capito come si trasformano le cose, come si puo’ pretendere che persone che praticano da pochissimo, e senza riferimenti dottrinali, possano trarre benefici dall’offrire??? Quale atteggiamento corretto possono aver costruito con tali premesse ed in cosi’ poco tempo???

Evidentemente ai nostri dirigenti non interessa che i nuovi membri abbiano benefici, ma che elargiscano danaro immediatamente…

Se ponete la questione delle conversioni a questi filibustieri, certamente vi risponderanno che in Giappone si fa’ cosi’, che Sensei ha ricevuto il Gohonzon cosi’ ed anche il resto del mondo e’ allineato con questa modalita’.

Sappiate che i responsabili che all’epoca fecero convertire Sensei erano diretti discepoli di TODA,allenati nella fede da lui stesso; inoltre, in Giappone le responsabilita’ vengono affidate a persone capaci, che hanno a cuore la felicita’ dei nuovi convertiti, non a quattro disgraziati che pensano solamente a fare carriera nell’IBISG. Inoltre, l’Italia e’ un caso a se’ visto che da sola dispone della meta’ del numero dei membri di tutta europa. Le cifre quindi debbono essere rapportate a questa realta’:infatti, un paese che conta 3000 membri avra’ un numero di nuovi convertiti proporzionale al numero di membri attivi, quindi infinitamente minore rispetto l’Italia. Di conseguenza sara’ molto piu’facile seguire da vicino ,poniamo,30 nuovi membri piuttosto che,ad esempio, 2000.

Inoltre,questa gestione non vi dira’ mai che le vecchie modalita’ di consegna Gohonzon che vigevano in Italia fino al 2004, erano guardate con molto interesse ed apprezzamento dai direttori generali degli altri paesi del mondo.

A questo punto appare evidente che lo scopo di convertire le persone con queste modalita’ eretiche e fuori da ogni possibile ragionamento logico non sia certamente quello di far diventare le persone felici, ma ben altro…8x1000??? Peso politico??? Quello che e’ certo e’ che far ricevere Gohonzon cosi’ come ora non puo’ farvi ricevere i benefici di fede che questi quattro ciarlatani vi promettono. Ahi ahi ahi signor Nakajima ma chi gliele scrive queste idiozie??? Si, perche’ spesso nei discorsi pubblici lei afferma l’esatto contrario di quanto dichiara nelle sue interviste…