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L' affaire Macioti
Siamo all’ inizio dell’ estate del 2002 e siamo al muro contro muro: moltissimi responsabili di area si rifiutano di condividere e trasmettere le “riflessioni” del consiglio nazionale (che, ricordiamo, consistono in quel famoso documento in 16 punti che abbiamo già pubblicato). La situazione non è semplice da risolvere per i dirigenti golpisti; in tutto il nord Italia le “riflessioni” non passano; la maggior parte dei responsabili di area piemontesi, lombardi, triveneti non cede, in Emilia Romagna molti responsabili non cedono, e cosi’ in Toscana, e questo nonostante le varie riunioni di informazione che saltano ogni livello della catena comunicativa. La situazione cambia da Roma in giù ed in Sardegna, ovvero in quei luoghi che sono il feudo storico dei “romani”. In questo modo il golpe però non può essere portato a termine completamente. A questo punto accade una cosa: il 4 giugno 2002 Minganti, Tamotsu Nakajima e Fiorella Oldoini incontrano la professoressa Maria Immacolata Macioti che già si era occupata della nostra comunità scrivendo un libro. Tale professoressa è ben nota per essere un’ amica storica delle PR, e di Cursio, ed in passato è stata consulente per l’ IBISG in occasione di vari attacchi al nostro istituto, in particolare nella vicenda di Franco Nanni. Non si capisce bene se sia stata lei a contattare i “romani” o siano stati i romani a contattare lei. Se avete avuto la pazienza di leggere il report di Minganti si puo’ desumere come la nota docente dichiari di essere stata contattata da alcuni dissidenti che le avrebbero descritto la condizione in cui si trovavano gli oppositori al presunto regime autoritario instaurato dai vecchi direttori generali e le avrebbero fornito del materiale. La Macioti parla di telefonate: come è possibile che i dissidenti disponessero del suo recapito telefonico visto che questo non si trova sugli elenchi telefonici? Come hanno potuto contattare la docente senza uno straccio di presentazione? La risposta ci è stata fornita da traccini “pentiti” i quali ci dissero che il materiale era stato recapitato alla professoressa da Marta Bonomo Minganti. Non abbiamo prove di quanto affermato dai traccini pentiti, ma dato lo svolgersi successivo degli eventi possiamo affermare che questa versione coincide con la realtà dei fatti. In buona sostanza la Macioti consiglia di scrivere un articolo sul NR dove il CN ammetta gli errori commessi e consiglia caldamente di farlo subito poiché lei dovrà scrivere di quanto a sua conoscenza, e scrivere prima ha valore ben diverso dallo scrivere poi. Il giorno 9 giugno 2002 si svolge la consulta e viene immediatamente diffuso un report dove si legge che Andrea Bottai ha dichiarato…”…Tanti membri hanno scritto chiedendo che il Nuovo Rinascimento pubblicasse qualcosa sulla situazione attuale della Soka Gakkai Italiana. Ci siamo chiesti se, e come, pubblicare. Vogliamo mettere sul giornale qualcosa che affermi in positivo lo spirito della Soka Gakkai. Stiamo, inoltre, pensando di scrivere qualcosa per prendere le distanze da certi errori che sono stati commessi.” Ovviamente l’ uomo per tutte le stagioni Andrea Bottai si guarda bene dal dire che Nakajima, Minganti e la Oldoini si sono incontrati cinque giorni prima con la Macioti e che questa ha consigliato chiaramente di scrivere un articolo sul NR. A quella consulta era presente Littera che non doveva essere messo al corrente dei movimenti dei romani e di tutti gli altri beniamini del consiglio nazionale. Questa manipolazione basterebbe da sola a dimostrare la volontà golpista dei nostri attuali dirigenti.
A questo punto inizia uno scambio interminabile di mail tra i nostri beniamini del CN per elaborare un documento da pubblicare sul NR. Il tutto senza minimamente avvertire i vecchi direttori generali. L’ elaborazione è difficile, Muzzolon, Bottai, Minganti discutono su ogni frase, su ogni parola. Litigano , discutono. Ad un certo punto, il 20 giugno del 2002 Muzzolon è sul punto di lasciare, prepara una lettera aperta da diffondersi in caso di sue dimissioni e comunica questa sua intenzione esclusivamente alla moderatrice di Tracce2 Cristina Sereni. Questo fatto è un indicatore di come l’ allora ministro di culto Muzzolon fosse dentro fino al collo all’ operazione Tracce2 e di come considerasse suoi compagni di battaglia i fondatori del famigerato gruppo Yahoo, tanto dal confidare alla moderatrice una sua delicata decisione personale. Nel frattempo muore Dadina e sul NR appaiono degli articoli vergognosi che strumentalizzano la morte della pioniera di Kosen rufu per attaccare la vecchia dirigenza. In particolare ci riferiamo a quanto scritto da Beatrice Vacquer:”… Era indignata dell’arroganza che aveva guidato a ritenere possibile di riordinare la Soka Gakkai italiana, perché non fosse attaccabile dal giudizio della società. Lo vedeva come un desiderare il bene e fare il male, che presto sarebbe scaduto nell’autoritarismo, nella ricerca dell’approvazione e nell’uso improprio del potere, ma che altrettanto presto avrebbe mostrato il suo fallimento proprio nell’uso dei membri come docili mezzi e non nello sforzo di aiutarli come esseri umani. Giorno dopo giorno, Dadina ha dato la sua vita per la Legge, per il suo maestro e per la felicità di ciascun membro. Ha conosciuto l’autoritarismo e lo ha denunciato senza ombra di timore.” rileggere queste parole della Vacquer fa venire i brividi: come si puo’ usare la morte di una cosi’ importante persona per colpire i propri avversari? Il 4 luglio 2002 Minganti, Bonomo, Bottai, Sakaki,Nakajima e Geracitano incontrano la Macioti. Di questo incontro importante non vengono informati gli allora direttori generali. Quindi si trattava di un incontro CLANDESTINO. Infatti, data la natura delicata degli argomenti trattati, dovevano essere necessariamente informati i direttori generali i quali non furono mai resi edotti circa tale incontro, cosi’ come non furono MAI informati che era nelle intenzioni della Macioti di scrivere un articolo sulla situazione italiana. Per averne la necessaria verifica basta chiedere ai vecchi direttori generali. Minganti e soci stavano pugnalando alle spalle chi li aveva posti sui loro prestigiosi scranni. Quel che è più grave è che la Professoressa Macioti per scrivere il suo vergognoso articolo aveva preso in considerazione esclusivamente i documenti dei dissidenti e non aveva MAI voluto convocare preventivamente i vecchi direttori generali, che conosceva personalmente(Kaneda lo conosceva da anni), per sentire la loro versione delle cose o per avvisarli che era nelle sue intenzioni lo scrivere un articolo di siffatto tenore. Quindi anche la nota docente era in malafede e complice dei traditori romani, così come il traditore Kitano. La voce della prossima pubblicazione della risoluzione di Tokyo sul NR si sparge, ed un gruppo di responsabili del nord e centro Italia elabora due documenti da inviare in Giappone in cui in uno si delegittima il consiglio nazionale anche sulla base del fatto che ministri di culto fedifraghi avallavano di fatto una raccolta di firme contro i vecchi direttori generali, e nell’ altro diffidano il CN dal pubblicare sul NR la risoluzione di Tokyo, che, ricordiamo, secondo le indicazioni date dalla casa madre giapponese non avrebbe dovuto essere diffusa all’ esterno del CN, ma che Muzzolon giro’ in tempo reale ai traccini. In buona sostanza, questi responsabili volevano impedire l’ uso “politico” e personale del nostro organo ufficiale che avrebbe dovuto essere destinato alla fede e non alle lotte intestine. Romano Jeran, tradendo la deontologia di dipendente dell’ istituto diffuse immediatamente i documenti dei responsabili del nord Italia e li pubblico’ su Tracce2 violando anche la legge per cui la corrispondenza deve rimanere tra destinatario e mittente, tranne che il mittente non disponga altrimenti. (Ndr. Visto che il traditore Jeran ha diffuso su “Tracce2”quelle lettere che erano destinate ad altri, i nostri attuali dirigenti non sono assolutamente nelle condizioni di protestare se pubblichiamo qualche loro mail). Per tutta risposta lui, Matsunaga, Sergio Notari, Zerlottin e Mazzariello elaborarono un controdocumento per riconfermare la fiducia al consiglio nazionale. Tale scritto venne utilizzato per raccogliere firme in favore del CN golpista. Tale documento veniva fatto girare tra i membri e chi era d’ accordo avrebbe dovuto inviare una mail di risposta con tanto di nome e cognome. Queste mail venivano girate e raccolte a Roma da Minganti. Faticosamente i membri marci del consiglio nazionale riescono a terminare un articolo che compare sul sito dell’ IBISG per qualche giorno, ma i vecchi direttori generali lo fanno togliere perché, secondo il consulente esterno per i rapporti con lo stato italiano avrebbe compromesso l’ intesa che all’ epoca era già a buon punto. Inoltre, considerando che erano già state fatte le riunioni di scuse, le riunioni clandestine d’informazione,che era stata informata, anche traumaticamente, la base dei membri che per lo più era ignara di quanto stava accadendo, ed a cui, soprattutto, veniva descritto minuziosamente il “regime autoritario” ma a cui venivano rigorosamente taciuti i veri motivi di tutta quella severità che era stata adottata dalla vecchia dirigenza, la pubblicazione di un articolo sul NR avrebbe significato l’ automatica eliminazione dei responsabili del presunto regime autoritario. Infatti, ai membri non veniva certamente spiegato che si era andati giù duri perché responsabili nazionali si facevano le canne con i membri, che i dipendenti milanesi dell’ IBISG scaricavano film porno sul loro computer durante l’ orario di lavoro,che abusavano delle carte di credito dell’ istituto per spese personali, che gente come Giuseppe Sicari aveva tramato contro i direttori generali, coperto i suoi amici che facevano uso di sostanze, fatto uscire dalla segreteria del Kaikan di Firenze gli indirizzi privati dei membri per fargli pervenire per posta la Nichiren 22, che Matsunaga traduceva i report dei dissidenti da inviare in giappone e che aveva collaborato per fornire gli indirizzi mail dei membri per la Nichiren 22, che Tomaso Olivari picchiasse la sua compagna e questo non era certamente compatibile con una responsabilità di area, o che aveva coperto il suo shakubuku, reo di aver attentato alla vita di un membro che gli aveva prestato una somma ingente di danaro, o che Lia Lotti copriva una sua Shakubuku che si giocava i soldi degli abbonamenti che le consegnavano i membri. Questi sono fatti gravissimi che avrebbero giustificato ampiamente una severità ben maggiore di quella che fu adottata, ma che la professoressa Macioti fece finta di non sapere per aiutare i suoi amici romani. Vedremo successivamente come sia provato come l’ eminente studiosa fosse in palese malafede. Torniamo a noi, viene ritirato l’ articolo dal sito dell’ IBISG e Minganti si sbriga a scrivere a Kitano. Questo scritto rappresenta un capolavoro di manipolazione della realtà che da solo dimostrerebbe l’ esistenza di un golpe. Minganti non solo manipola i membri, ma anche i dirigenti giapponesi. Vediamo dove è l’ inghippo: questo scritto è datato 25 luglio 2002 e Minganti dice: “…Per quanto riguarda la pubblicazione dell’articolo le confermo che pubblicarlo ci avrebbe salvato da attacchi dall’esterno, perché la Macioti avrebbe scritto che é in atto un’autoriforma nella Soka Gakkai Italiana, ma senza articolo lei scriverà che stiamo nascondendo tutto! e purtroppo il fatto che l’articolo sia stato sul sito Web per alcuni giorni non conta nulla. In Italia ha valore ciò che si scrive sull’organo ufficiale. Adesso, ormai, é troppo tardi: la Macioti sta scrivendo e purtroppo parlerà di fatti veri e gravi che sono indifendibili! …” e poi:”.. Le chiedo: non sarebbe possibile, su sua diretta proposta, pubblicare l’articolo (che non é andato in stampa), come allegato all’ultimo numero del NR e spedirlo a casa a tutti i membri? Questa sarebbe comunque una comunicazione ufficiale e in qualche modo se uscisse prima dell’articolo della Macioti ci servirebbe a salvarci. Cosa ne pensa? il tempo é poco perché stiamo giocando sulle ore, ma potrebbe essere una buona idea. Però dovrebbe imporlo lei a Littera e kaneda. Mi faccia sapere grazie di tutto Roberto” Attenzione al gerundio: scrivendo. Nella nostra lingua il presente del gerundio indica un’azione che si sta compiendo ora. L’ articolo della Macioti è uscito il 30 luglio 2002: come faceva l’ esimia professoressa, il 25 luglio a lavorare su di un qualcosa che il 30 luglio, cioè solamente 5 giorni dopo, sarebbe uscita pubblicamente? Ci sono dei tempi per chiudere il numero di una rivista cartacea: correggere le bozze,impaginare, stampare, distribuire. È evidente che 5 giorni non bastano assolutamente a compiere tutte queste operazioni; pertanto, quando Minganti scrive questa roba a Kitano, l’ articolo della Macioti è stato già scritto e dato alle stampe. e questa è una evidenza di fondamentale importanza. Leggendo l’ altra frase in giallo si evince come il capo delle PR romane stia manipolando Kitano: infatti, come può in meno di 5 giorni fare un allegato al NR da spedire a casa dei membri? Bisogna correggerlo, impaginarlo e stamparlo; ci vuole più tempo, e bisogna scriverlo retrodatato per poter tentare di dimostrare che è stato elaborato prima di quello della Macioti. Inoltre, sarebbe stato facilissimo dimostrare che era stato scritto dopo quello della professoressa,( la forma dell’ allegato avrebbe dimostrato che era stato scritto dopo, altrimenti sarebbe stato contenuto nella rivista) pertanto non sarebbe servito a nulla. In buona sostanza Minganti, che non poteva non aver fatto quest’ ultima considerazione, voleva a tutti i costi la pubblicazione di un qualcosa sul NR perché questo avrebbe significato la testa dei suoi avversari, altro che difendersi dagli attacchi esterni!!!! Infatti, dopo l’ articolo della Macioti nessuno all’ esterno ha attaccato il nostro istituto. Quindi, ci troviamo di fronte all’ ennesima manipolazione. Il 30 luglio esce l’articolo della Macioti sulla “Critica Sociologica”. Immediatamente viene diffuso un comunicato dei vecchi direttori generali che si riservano di agire legalmente contro la nota docente. I ministri di culto golpisti, soprattutto romani, compiono un’azione di forza: per difendere la Macioti fanno scrivere da Fabio Massimo Orlando, avvocato romano vicino a Minganti, una lettera in cui si sosteneva che una denuncia alla famosa sociologa avrebbe dovuto essere necessariamente discussa ed approvata dal consiglio dei ministri di culto, che convocavano in occasione del prossimo corso estivo di Montecatini. Ovviamente sapevano benissimo che la proposta di una denuncia alla Macioti non sarebbe mai passata in sede di consiglio, dato che Hasegawa un anno prima aveva provveduto ad istituire un consiglio nazionale composto per la maggior parte da elementi “golpisti”. L’azione di utilizzare un avvocato per bloccare una denuncia contro la Macioti serviva esclusivamente per difenderla, considerando quanto aveva combinato. Non entriamo volutamente nel merito di quanto da lei scritto nell’ articolo comparso sulla “Critica Sociologica”, in quanto si tratta delle solite argomentazioni usate nelle riunioni di scuse. Ci preme pero’ fare una considerazione: la Macioti cita a piene mani il caso di Lia Lotti, traccina DOC, il caso di Tomaso Olivari, che, come sappiamo, era molto vicino alla moderatrice di Tracce2 Cristina Sereni, ed uno stralcio di una lettera inviata dai traccini al consiglio nazionale. Come mai allora, su Tracce non fù mai proferita parola sull’ interessamento della Macioti? Come mai, visto che i Traccini si raccontavano anche le pulci di quanto accadeva, non dissero che avevano inviato del materiale alla nota docente, e che questa avrebbe scritto un articolo in proposito? Come mai, Giulio Mario Rampelli, vicinissimo agli ambienti mingantiani, non fa il minimo accenno a tutta questa faccenda? Evidentemente perché l’ operazione doveva rimanere segreta per colpire alle spalle i vecchi direttori generali, i quali, ripetiamo, NON FURONO MAI CONTATTATI DALLA MACIOTI, ne erano a conoscenza del fatto che la nota docente avrebbe scritto un articolo sulla situazione italiana. Ovviamente, Kitano era ben informato di quanto stava accadendo, e da buon traditore stava avallando tutta questa operazione. La Macioti stava mentendo sapendo di mentire; per dimostrarlo dobbiamo andare a spulciare la relazione che fece successivamente all’AIS sulla situazione del nostro istituto. In quella relazione, avendo ormai capito che non sarebbe stata denunciata perché protetta da Minganti e dai ministri di culto marci, dichiara due cose gravissime: la prima è che la svolta imposta dai vecchi direttori generali è “decisamente autoritaria, affaristica, manipolatoria”. Il termine “affaristica” sarebbe stato d’ interesse penale, cosi’ come il termine “manipolatoria”.infatti, usare quel termine voleva dire ricordare sottilmente ai membri le voci, del tutto infondate, di possibili abusi del denaro dell’ istituto da parte dei vecchi direttori generali. . L’ altra affermazione gravissima è “partecipo a una riunione del Consiglio, in cui però non si presentano i dirigenti maggiormente discussi.. ”la Macioti sapeva benissimo che la riunione del 4 luglio non era una riunione ufficiale del Consiglio nazionale e sapeva benissimo che i vecchi direttori generali non erano stati informati, ma scrive queste menzogne. Tradisce il rapporto personale che aveva con uno dei vecchi direttori generali, che conosceva benissimo, ed agisce come un pirata della tortuga, sapendo bene che non avrebbe mai risposto nelle opportune sedi per quelle affermazioni delinquenziali di cui, peraltro, la relazione all’ Ais è piena. Non solo, ma, come abbiamo ben visto nella premessa alla ricostruzione dell’ Affaire Macioti, intrattiene rapporti personali con i traccini e fornisce loro materiale da pubblicare. Tutto questo con la copertura dei romani ed in particolare di Minganti. Quale valore possono quindi avere i suoi studi? Ma torniamo indietro. Dopo la pubblicazione dell’ articolo sulla “critica sociologica”, i responsabili di area romani, all’unanimità, il 5 agosto 2002, in pieno periodo di ferie, convocano una riunione al Kaikan di Roma per permettere la lettura pubblica dell’ articolo incriminato ed attaccare a fondo, alla presenza di più di 1000 persone, i vecchi direttori generali. Questa unanimità dimostra come Roma e provincia siano il feudo indiscusso dei mingantiani e che per essere responsabili di area bisogna aderire alla linea del famigerato ministro di culto. A quella riunione Minganti, scatenato, ha l’ ardire di dichiarare che se avessero denunciato la Macioti avrebbe testimoniato per lei. A quella riunione parteciparono anche alcuni traccini che provvidero a riscaldare l’ ambiente. Nakajima dichiarò che non riusciva a contattare uno dei vecchi direttori generali perché gli attaccava il telefono. Queste dichiarazioni hanno l’ effetto di manipolare la massa delle persone contro i vecchi direttori generali e di gettare benzina sul fuoco. In quel momento Minganti e Nakajima stanno dando fuoco ulteriormente all’ unità dei credenti, e quest’ azione pubblica li rende di fatto indegni di guidare il nostro movimento. Come possono infatti essere credibili dal punto di vista della fede, visto che hanno pubblicamente agito contro lo spirito del Sangha? Stanno portando a termine un golpe, pugnalando alle spalle i vecchi direttori generali, con l’ avallo, del tutto di parte, di una nota sociologa: un comportamento veramente infame. Ma non sarebbe generoso, a questo punto, non tirare in ballo anche le trame criminali che Titta Malusardi e Muzzolon stavano portando avanti con l'ausilio di Mauro Deretti, il marito della compianta e famosissima Kaoru'. il Deretti all'epoca si trovava in Giappone per fare curare la moglie e faceva da ponte tra Kitano ed il duo Malusardi-Muzzolon, consigliando di volta in volta come scrivere i report da inviare, e soprattutto su cosa calcare la mano. in una mail che pubblichiamo, Deretti consiglia a Muzzolon di calcare la mano su di un possibile scandalo economico, che e' provato, non si e' mai verificato...questo maneggione quindi stava consigliando al Malusardi di mentire per avere gli effetti desiderati, ovvero l'allontanamento dei vecchi direttori generali!!! in un'altra mail si parla del caso di Cremona di cui abbiamo gia' trattato, e qui il Deretti consiglia a Muzzolon di mettere in mezzo i responsabili di area, magari facendone incazzare uno tramite una telefonata della famigerata Sira de Carolis. questi sono i personaggi che attualmente guidano Kosen rufu in Italia, questo e' il loro spessore umano. come possono essere credibili quando parlano di fede? ma presto arrivera' il giorno in cui dovranno rispondere ai membri per tutto questo.
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