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ADATTARE LA DOTTRINA CORRETTA..

 

 

 

 

In questi giorni ricorre il primo anniversario della fondazione del sito: www.verobuddismo.ru. Essendone io il webmaster,ho voluto fare un check per verificare l’andamento delle visite nell’arco di quest’anno. Con mia enorme sorpresa scopro che il numero di visite giornaliere e’ cresciuto gradatamente sino a diventare elevatissimo,tanto da poter affermare di avere creato una nuova testata che parla di Buddismo, anzi, L’UNICA CHE PARLA DI VERO BUDDISMO. In questo fatto insistono due dati fondamentali: i membri anziani non accettano le deviazioni dottrinali proposte da questa dirigenza negli ultimi 10 anni i cui effetti ricadono tristemente sulle attivita’ di questo istituto. Secondo dato importante e’ che le persone che si dedicano sinceramente alla pratica vogliono vedere dei risultati concreti, esattamente come accadeva una volta, e quindi cercano di capire come mai pur sforzandosi tanto nella pratica personale, nelle attivita’, nello shakubuku con Gohonzon e nello zaimu, non raccolgono nulla di significativo. per verificare tale affermazione basta confrontare le esperienze pubblicate sulle nostre riviste una quindicina di anni fa’ con quelle pubblicate ora… Per questo cercano ed approdano a www.verobuddismo.ru dove i membri anziani ritrovano cio’ che in questi anni e’ stato eliminato in materia di dottrina.

Chiaro e’ che da circa dieci anni o poco più ci troviamo davanti alla realizzazione di un progetto di distruzione e cambiamento della dottrina cosi’ come praticata dalla Soka Gakkai nei suoi primi sessanta anni di storia. In altre parole, si sta lentamente distruggendo il buddismo cosi’ come lo praticavano Makiguchi e Toda in favore di un buddismo svuotato dei suoi contenuti dottrinali essenziali ed i cui nuovi principi sono pericolosamente vicini a quelli delle famose scuole Nichiren di derivazione cinque preti anziani.

Interessante a questo punto chiedersi con quali modalita’ si porta avanti una rivoluzione dottrinale di tal fatta, visto e considerato che nel nostro istituto, cosi’ come in tutto il mondo, ci sono persone che praticano da piu’ di trenta anni, che sono dottrinalmente ferrate ed a ci non sfugge nulla. In linea di massima le fasi sono tre: in una prima si introduce il cambiamento, lasciando pero’ piena liberta’ alle persone di agire come credono. In una seconda si consolida il cambiamento cercando nel frattempo di operare un ricambio della base dei membri affinche’ le variazioni si consolidino. Ed infine una terza in cui ci si rimangia il concetto di liberta’ espresso nella prima fase e si emargina chi porta avanti la vecchia dottrina. In questo modo in circa quindici anni si ottiene il cambiamento di una religione senza dover fare troppo rumore e rischiare “rivoluzioni”varie.

Prendiamo ad esempio il cambiamento di Gongyo. Nel 2002 viene annunciato che bisogna cambiare il modo di fare Gongyo omettendo la lettura della parte in prosa del capitolo Juryo. Escono alcuni articoli sulle nostre riviste: in particolare ne citiamo due: uno in cui Nakajima dice che OGNUNO E’LIBERO DI FARE GONGYO COME GLI PARE IN CASA PROPRIA ma alle riunioni ufficiali verra’ adottata questa nuova formula.

Compare anche una risposta data da Kitano in cui si evince chiaramente che non e’ stato Ikeda a volere il cambiamento di Gongyo. Anzi, il traditore giapponese altera il senso di un discorso di Sensei tenuto a Milano nel 1992 da cui risulterebbe che andava benissimo fare questa sorta di Gongyo amputato che facciamo oggi. in realta’, ed i membri presenti se lo ricordano molto bene, Ikeda stava riferendosi alla circostanza particolare in cui si trova un praticante quando e’ molto stanco o malato. solamente in quell’occasione particolare andava bene, piuttosto che non fare nulla, recitare l’Hoben ed il Gigage. Ma ovviamente era comodo appoggiare queste nuove teorie con l’opinione del nostro maestro, per cui non ci si fa’ scrupolo di alterare il concetto base espresso da Sensei confondendo artatamente il generale con il particolare.

Nel frattempo, si provvedono a stampare nuovi libretti di Gongyo dove viene tolta tutta la parte in prosa del capitolo Juryo, alla faccia della liberta’ di cui parlava Nakajima nell’articolo citato. Contestualmente parte l’operazione di shakubuku selvaggio con le modalita’ di consegna Gohonzon che tutti conosciamo.

Infine arriviamo ai giorni nostri in cui stranamente troviamo allineati vecchi e nuovi gestori. abbiamo fatto un esperimento: abbiamo fatto dichiarare ad un nostro complice di fare Gongyo con la lettura intera della parte in prosa del capitolo Juryo. Asa Nakajima scandalizzata ha risposto qualcosa del tipo:”orrore, fai Gongyo come Nikken!!!!”… uno dei vecchi direttori generali, meno manipolativo, ma sulla stessa linea:”ma che vuoi tornare indietro???”… ed ecco ultimata la rivoluzione culturale: nel giro di 10 anni in Italia non si puo’ piu’ leggere per intero il capitolo Juryo, e tra qualche anno nessuno si ricordera’ piu’ che prima si faceva Gongyo completo. Ecco come si rivoluziona una dottrina.

Se alteriamo le traduzioni di Gosho, alteriamo il concetto di Budda originale, se facciamo diventare tabu’ l’espressione VERO BUDDISMO, ecco che in capo a 15 anni ci si trovera’ a praticare una religione diversa da quella che avevamo scelto, in cui non ci ritroveremo e che, dulcis in fundo, non funzionera’.

Non possiamo non provare dispiacere per quelle persone che non potranno piu’ usufruire delle illuminate indicazioni di fede di Izumi o di Tsuji, veri e propri manuali di come si affronta la vita quotidiana vincendo. Purtroppo oggi abbiamo solamente degli pseudo discorsi di Ikeda, non elaborati da lui, ma dai suoi staff, e che per giunta vengono tradotti ad arte. E questo concetto e’ sin troppo evidente se si confrontano queste nuove perle con quanto veramente elaborato dal nostro maestro fino ad una decina di anni fa. Se si fa un’analisi nemmeno troppo accurata delle due diverse situazioni, si scopre che spessissimo Sensei contraddice se stesso…o meglio, chi scrive per lui lo fa contraddire…

Crediamo che su quanto scritto in questa sede ci debba essere moltissimo da riflettere.